{"id":1000028795,"date":"2026-03-13T11:17:12","date_gmt":"2026-03-13T14:17:12","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028795"},"modified":"2026-03-13T11:17:14","modified_gmt":"2026-03-13T14:17:14","slug":"guerra-in-iran-ecco-come-cambierebbe-il-conflitto-in-un-mondo-alimentato-da-energie-rinnovabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028795","title":{"rendered":"Guerra in Iran: ecco come cambierebbe il conflitto in un mondo alimentato da energie rinnovabili"},"content":{"rendered":"\n<p>L&#8217;attacco all&#8217;Iran ha fatto impennare i prezzi del greggio. Ma cosa accadrebbe se fossimo indipendenti dai fossili? Analisi della nuova geopolitica \u00abgreen\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il conflitto in Iran, esploso lo scorso 28 febbraio 2026, sta scuotendo l&#8217;economia mondiale. In un sistema globale alimentato ancora per per l&#8217;80% da combustibili fossili, l&#8217;instabilit\u00e0 di un Paese che \u00e8 secondo al mondo per riserve di gas e terzo per petrolio ha conseguenze immediate. Il controllo dello stretto di Hormuz, da cui transita un quinto del greggio mondiale, rimane l&#8217;arma di pressione pi\u00f9 potente, capace di far schizzare i prezzi dell&#8217;energia e svuotare i portafogli delle famiglie. Anche senza danni diretti agli impianti (il primo attacco ai depositi di Teheran \u00e8 del 7 marzo), i mercati hanno reagito con panico.&nbsp;&nbsp;Poich\u00e9 il petrolio \u00e8 il motore di trasporti e agricoltura, i rincari si propagano istantaneamente su tutta la filiera produttiva. Ma cosa accadrebbe se vivessimo in un mondo energeticamente autosufficiente? \u00c8 la domanda che si \u00e8 posto e alla quale ha risposto in un articolo pubblicato su The Conversation un gruppo di ricercatori del King&#8217;s College London.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ombra dello stretto di Hormuz sull&#8217;economia globale<\/p>\n\n\n\n<p>Nel giro di pochi giorni i prezzi del carburante, del gas e dell&#8217;elettricit\u00e0, si diceva, sono saliti. Questo perch\u00e9 l&#8217;economia globale dipende dai combustibili fossili prodotti in Medio Oriente, e questi combustibili viaggiano attraverso alcuni colli di bottiglia strategici (in inglese chokepoints) attualmente paralizzati dal conflitto come lo stretto di Hormuz, snodo commerciale dal quale passa quasi il 20% del gas e del petrolio globale. \u00abPoich\u00e9 il petrolio \u00e8 alla base dei trasporti, dell&#8217;agricoltura e della manifattura, i picchi di prezzo si propagano rapidamente attraverso le borse merci, le catene di approvvigionamento e fino ai bilanci delle famiglie\u00bb, spiegano gli esperti.<\/p>\n\n\n\n<p>Scenario \u00abgreen\u00bb: bollette stabili nonostante le bombe<\/p>\n\n\n\n<p>Immaginiamo ora lo stesso conflitto in un mondo verde, alimentato principalmente da energia rinnovabile. La maggior parte dell&#8217;elettricit\u00e0 verrebbe prodotta a livello nazionale da parchi eolici e fotovoltaici, il trasporto su strada sarebbe principalmente elettrico, e per riscaldare le nostre case utilizzeremmo soprattutto pompe di calore, biomassa (legna o pellet, ad esempio), sistemi geotermici o idrogeno verde.<\/p>\n\n\n\n<p>Addio petrolio: la fine (o il cambio) della geopolitica energetica<\/p>\n\n\n\n<p>In questo scenario meno interdipendente lo shock macroeconomico sarebbe meno forte: \u00abIl petrolio continuerebbe a essere commerciato in alcuni settori, ma non sarebbe pi\u00f9 centrale per il consumo energetico quotidiano; i prezzi sarebbero pi\u00f9 bassi grazie al calo della domanda; il legame automatico tra instabilit\u00e0 nel Golfo e inflazione globale si allenterebbe\u00bb, spiegano gli autori. Secondo i quali anche per noi privati cittadini le cose andrebbero meglio: guidando auto elettriche saremmo meno colpiti dall&#8217;aumento dei prezzi del petrolio, e i prezzi dell&#8217;energia rimarrebbero stabili cos\u00ec come quelli delle bollette.<\/p>\n\n\n\n<p>Rinnovabili come garanzia di sicurezza nazionale<\/p>\n\n\n\n<p>In un mondo pi\u00f9 green la geopolitica energetica non scomparirebbe, ma muterebbe: emergerebbero nuovi colli di bottiglia strategici legati a centri di lavorazione dei minerali o impianti di semiconduttori, mentre quelli legati a gas e petrolio perderebbero di valore. La differenza cruciale \u00e8 che le riserve di combustibili fossili sono concentrate in pochi luoghi del mondo, mentre fonti rinnovabili come il sole, il vento o l&#8217;acqua sono molto pi\u00f9 diffuse ed equamente distribuite. Sebbene la decarbonizzazione venga presentata soprattutto come una necessit\u00e0 climatica, la conclusione degli autori \u00e8 che abbandonare i combustibili fossili porterebbe benefici anche sul piano geopolitico, ridistribuendo il potere globale e favorendo una maggiore stabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiara Guzzonato<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;attacco all&#8217;Iran ha fatto impennare i prezzi del greggio. Ma cosa accadrebbe se fossimo indipendenti dai fossili? Analisi della nuova geopolitica \u00abgreen\u00bb. Il conflitto in Iran, esploso lo scorso 28 febbraio 2026, sta scuotendo l&#8217;economia mondiale. 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