{"id":1000028716,"date":"2026-03-11T07:59:29","date_gmt":"2026-03-11T10:59:29","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028716"},"modified":"2026-03-11T07:59:47","modified_gmt":"2026-03-11T10:59:47","slug":"guerra-alliran-borse-ancora-in-calo-petrolio-sopra-i-100-dollari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028716","title":{"rendered":"Guerra all\u2019Iran: Borse ancora in calo, petrolio sopra i 100 dollari"},"content":{"rendered":"\n<p>Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno scuotendo i mercati finanziari globali. Il balzo del petrolio sopra i 100 dollari al barile ha riacceso i timori per una nuova ondata inflazionistica e per un possibile irrigidimento delle politiche monetarie, con effetti immediati sulle Borse europee e internazionali. In questo contesto anche Piazza Affari si muove in territorio negativo, mentre gli investitori si rifugiano nel dollaro e cresce la volatilit\u00e0 sui mercati globali.<\/p>\n\n\n\n<p>Borsa di Milano in rosso, ma riduce le perdite<\/p>\n\n\n\n<p>La Borsa di Milano procede in deciso calo ma limita il ribasso rispetto all\u2019apertura. Il Ftse Mib perde l\u20191,78% a quota 43.364,78 punti, penalizzato dall\u2019impennata dei prezzi energetici e dalle preoccupazioni per l\u2019economia globale.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i titoli peggiori spiccano Prysmian (-4,9%), Stellantis (-3,53%), Azimut (-3,4%), Unicredit (-3,39%) e Banco Bpm (-3,23%). Vendite diffuse anche su Ferrari (-2,88%), Banca Mediolanum (-2,83%), Hera (-2,8%), Tim (-2,66%) e Intesa Sanpaolo (-2,59%).<\/p>\n\n\n\n<p>In controtendenza il comparto legato alla difesa e all\u2019energia. Leonardo guadagna il 4,4%, seguita da Nexi (+3,63%), Saipem (+1,88%) ed Eni (+0,68%), sostenute dal nuovo scenario geopolitico e dall\u2019aumento delle quotazioni del greggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Petrolio in forte rialzo<\/p>\n\n\n\n<p>La tensione nel Golfo ha provocato uno dei maggiori balzi giornalieri del greggio degli ultimi anni. I futures sul petrolio sono arrivati a sfiorare i 120 dollari al barile, con il Brent che si \u00e8 portato oltre quota 104 dollari e il WTI sopra i 101 dollari.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mercato teme una crisi prolungata delle forniture energetiche. La situazione \u00e8 aggravata dal blocco di fatto dello Stretto di Hormuz, punto strategico per il traffico mondiale di petrolio, dove le petroliere evitano il passaggio per il rischio di attacchi.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli investitori guardano ora alle possibili evoluzioni del conflitto. Helima Croft, responsabile della strategia globale sulle materie prime di RBC Capital Markets, ha spiegato che \u201csenza una chiara definizione dell\u2019aspetto della vittoria \u00e8 difficile prevedere se si tratter\u00e0 di un conflitto di pi\u00f9 settimane o di pi\u00f9 mesi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>G7 pronto a valutare il rilascio delle riserve di petrolio<\/p>\n\n\n\n<p>Per contrastare l\u2019impennata dei prezzi energetici, i ministri delle Finanze del G7 stanno valutando un intervento coordinato sui mercati.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo indiscrezioni, durante una riunione d\u2019emergenza si discuter\u00e0 un possibile rilascio congiunto di petrolio dalle riserve strategiche, operazione che potrebbe essere coordinata dall\u2019Agenzia internazionale per l\u2019energia per raffreddare i prezzi e stabilizzare il mercato.<\/p>\n\n\n\n<p>La misura ricorderebbe gli interventi adottati durante precedenti crisi energetiche globali.<\/p>\n\n\n\n<p>Mercati globali in calo e corsa al dollaro<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ondata di tensione si riflette su tutte le principali Borse mondiali. In Asia il Nikkei giapponese ha chiuso in calo del 5,2%, penalizzato dal forte aumento dei costi energetici, mentre in Cina l\u2019indice delle blue chip ha perso circa l\u20191%.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche i futures di Wall Street restano negativi, con l\u2019S&amp;P 500 e il Nasdaq in calo di oltre l\u20191%.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli investitori stanno cercando rifugio nel dollaro, che si rafforza contro le principali valute. L\u2019euro scivola a circa 1,15 dollari, mentre lo yen perde terreno. Persino l\u2019oro arretra, segnale che la domanda di liquidit\u00e0 sta prevalendo sugli asset rifugio tradizionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Banche centrali: cambia lo scenario dei tassi<\/p>\n\n\n\n<p>Il vero nodo riguarda ora l\u2019impatto dell\u2019energia sull\u2019inflazione globale. Il rialzo del petrolio rischia infatti di aumentare i costi di produzione e trasporto, con effetti a cascata sui prezzi al consumo.<\/p>\n\n\n\n<p>I mercati stanno gi\u00e0 rivedendo le aspettative di politica monetaria. Gli investitori ritengono sempre pi\u00f9 probabile che la Banca centrale europea possa essere costretta ad alzare i tassi di interesse, invece di mantenerli stabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo le stime raccolte da Bloomberg, la Bce potrebbe effettuare due rialzi da 25 punti base entro il 2026, con una prima decisione gi\u00e0 a giugno.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la Bank of England potrebbe seguire la stessa strada, con i mercati che attribuiscono circa il 70% di probabilit\u00e0 a un aumento dei tassi entro l\u2019anno.<\/p>\n\n\n\n<p>Bund tedeschi ai massimi dal 2011<\/p>\n\n\n\n<p>Le nuove aspettative sull\u2019inflazione stanno spingendo al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato. Il rendimento del Bund tedesco a 10 anni, riferimento per il costo del debito europeo, \u00e8 salito oltre il 2,9%, avvicinandosi ai livelli pi\u00f9 alti dal 2011.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli investitori temono che un conflitto prolungato in Medio Oriente possa aggravare la pressione sui prezzi e rallentare la crescita economica dell\u2019Eurozona.<\/p>\n\n\n\n<p>Volatilit\u00e0 ai massimi dal 2025<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019incertezza geopolitica ha fatto impennare anche la volatilit\u00e0 sui mercati finanziari. L\u2019indice Vix di Wall Street, considerato il \u201ctermometro della paura\u201d, \u00e8 salito oltre quota 35, raggiungendo i livelli pi\u00f9 alti dall\u2019aprile 2025.<\/p>\n\n\n\n<p>Successivamente l\u2019indicatore \u00e8 sceso a circa 31,5 punti, ma resta comunque in aumento del 6,7%, segnalando un clima di forte tensione tra gli investitori.<\/p>\n\n\n\n<p>In un contesto dominato dalla geopolitica e dal rischio energetico, i mercati restano estremamente sensibili a ogni sviluppo del conflitto. E finch\u00e9 il petrolio rimarr\u00e0 sopra i 100 dollari, inflazione e tassi di interesse continueranno a essere i veri osservati speciali della finanza globale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno scuotendo i mercati finanziari globali. 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