{"id":1000028705,"date":"2026-03-11T07:44:42","date_gmt":"2026-03-11T10:44:42","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028705"},"modified":"2026-03-11T07:44:45","modified_gmt":"2026-03-11T10:44:45","slug":"woke-e-islamismo-hanno-fatto-centro-i-giovani-le-donne-siano-sottomesse-alluomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028705","title":{"rendered":"Woke e islamismo hanno fatto centro. I giovani: \u201cLe donne siano sottomesse all\u2019uomo\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p>Dove torneremo a finire, signora mia? Di nuovo ai fornelli, al candeggio? Succede che i giornali progressisti scoprono, non senza sgomento, che l\u2019ultima generazione, chiamata Z, cova rigurgiti maschilisti, patriarcali, quanto meno rispetto ai predecessori, ai nonni boomer: uno su tre, udite udite, \u00e8 convinto che \u201cle mogli devono obbedire ai mariti\u201d (fate attenzione a questa locuzione). La generazione Z, che pu\u00f2 stare per tante cose, Z come Zorro, come zoccola o come ronfare, zzz, insomma s\u2019\u00e8 svegliata: piano a disperarsi cos\u00ec come ad esaltarsi, non \u00e8 tutto oro a luccicare ma neanche rame. Intanto, si sa, le ricerche lasciano il tempo che trovano, vanno interpretate, capite: concludere che \u201csembra avere lo sguardo rivolto indietro la prima generazione nativa digitale\u201d, pare giornalismo un po\u2019 azzardato, un po\u2019 superficiale; sia come sia, questi ragazzini sembrano effettivamente tornare a sensibilit\u00e0 novecentesche, da prima delle rivoluzioni sociali figlie del consumismo se pensano che la moglie debba obbedire al marito, depositario dell\u2019ultima parola in famiglia; che le donne non dovrebbero allargarsi troppo negli atteggiamenti, nella loro pretesa indipendenza. Sar\u00e0 vero? Esperienza ci insegna che quando una attitudine \u00e8 conquistata, diventa pressoch\u00e9 impossibile rinunciarvi (altra storia per la democrazia fondata sui diritti, a perdere la quale basta un sibilo presidenziale, \u201cnon si invochi la libert\u00e0\u2026\u201d). In ogni modo c\u2019\u00e8 da tenere conto di una tendenza che, stando a questa ricerca globale a cura di Ipsos con il Global Institute for Women\u2019s Leadership presso il King\u2019s College di Londra su un campione di 23mila giovani tra Stati Uniti e Brasile all\u2019Australia, passando per l\u2019Europa (Italia inclusa, ovviamente), come dire tutto il mondo pi\u00f9 o meno libero, esclusi i regimi autoritari o totalitari (peraltro in crescita), vede un giovane su tre pensare cose che ancora 60 anni fa venivano difese non pi\u00f9 che da uno su dieci. Tu chiamalo se vuoi tradizionalismo, se no come ti pare, reazione, maschilismo tossico, patriarcato: non torna, per\u00f2, se le stesse ragazzine finiscono per nutrire pi\u00f9 di prima certe sensibilit\u00e0 all\u2019indietro. I suddetti giornali benpensanti se la cavano frignando di \u201cun preoccupante ritorno alla mascolinit\u00e0 tradizionale\u201d, che non vuol dir niente; insistono, questi miopi cronisti\/e di sciocche testate, disperandosi in quanto \u201cle incerte condizioni economiche che portano a rifugiarsi in modelli di mascolinit\u00e0 pi\u00f9 rigidi e rassicuranti possono essere una spiegazione, ma non certo una giustificazione\u201d: siamo alla militanza che si tappa occhi e orecchie e fa i versacci, che pretende di capire, di spiegare quanto e quando in realt\u00e0 non vuole capire, vuole solo denunciare. Ma qui, da denunciare, c\u2019\u00e8 appena il fallimento di un modello sociale teorizzato, apparecchiato, imposto con tutta la pesantezza dell\u2019ideologia woke: a questo punto la realt\u00e0 chiede conto, i nodi giungono al pettine. E sono grossi, sono ostinati a sciogliersi. Perch\u00e9 questa inversione di tendenza ha, probabilmente, molte cause, molte dinamiche a partire dalle diavolerie tecnologiche, sulla cui incidenza tuttavia si gira intorno senza spiegare alcunch\u00e9: osservare che \u201ci sociologi attribuiscono questo \u2018ritorno al passato\u2019 di parte dei giovani maschi anche ad algoritmi e social media con diffusione di contenuti che hanno polarizzato il dibattito, creando una narrazione di scontro tra i sessi invece che di collaborazione\u201d equivale a pretendere di analizzare ci\u00f2 che non torna con la forza delle frasi fatte: la narrazione, lo scontro fra i sessi. In realt\u00e0, tra le pieghe della ricerca emerge un assestamento discutibile fin che si vuole, ma all\u2019apparenza acquisito, pacifico: una \u201cvera\u201d donna, una femmina, non deve prendere l\u2019iniziativa nell\u2019approccio (parliamo sempre di tendenze, di quote percentuali, magmatiche, oscillanti, non di proporzioni assolute e definitive): e la donna pare sia d\u2019accordo, almeno a parole. Torna il ruolo del \u201cvero\u201d uomo non necessariamente belluino ma rassicurante, in grado di assicurare protezione, secondo legge di natura di tutte le specie, che in quanto tale si \u00e8 cercato di edulcorare, di alterare femminilizzando sempre pi\u00f9 i maschi fino ad annullarli in quanto tali: ebbene, \u00e8 fisiologico che prima o dopo scatti o la totale autodistruzione della specie, oppure una reazione. Corsi e ricorsi storici, risacche psicosociali. Cos\u00ec come l\u2019eccesso di tecnologia scatena improbabili e forse ipocrite nostalgie neorurali, allo stesso modo l\u2019esubero di retorica \u201crosa\u201d suscita un risorgente, e magari patetico, orgoglio azzurro, almeno se fiocchi e grembiulini hanno ancora un senso nel tempo della sessualit\u00e0 \u201cpercepita\u201d e della genetica quantistica. Le testate benpensanti, progressiste temono il gran rifiuto dell\u2019uomo ad occuparsi dei figli, l\u2019appassire del rassicurante celenterato maschio sconfitto: molliccio, barbetta, modi melliflui, che culla i pargoli e, perch\u00e9 no, li \u201callatta\u201d tra un manicaretto e una scopata (per terra): niente di pi\u00f9 improbabile per la semplicissima, intuitiva ragione che ormai un nucleo familiare va inteso come necessariamente cooperativo: trippa per gatti non ce n\u2019\u00e8, i lavori si fanno sempre pi\u00f9 precari, c\u2019\u00e8 chi paga per farsi assumere, dunque sfruttare, (quasi) tutti siamo un po\u2019 fattorini, il divario della societ\u00e0 del \u201cventi-ottanta\u201d si dilata in un \u201cuno-novantanove\u201d, i privilegiati lo sono sempre di pi\u00f9 sebbene in numero sempre minore; per tutti gli altri la giornata multitasking tra occupazione professionale e domestica non \u00e8 neppure una opzione, una scelta: \u00e8 una necessit\u00e0 che prescinde dai ruoli e dai sessi. Altro che sentirsi \u201csotto pressione per conformarsi a rigidi stereotipi di genere\u201d. Questi giornali pretendono di squadernare una societ\u00e0 che hanno rinunciato a cogliere, che ormai vedono solo attraverso le loro lenti di boomer woke. E fin qui siamo alla critica della ragion pratica; poi, non sfuggir\u00e0 a nessuno, almeno tra quanti provvisti di residuo buon senso, l\u2019effetto-rigurgito: a furia di plasmare, sformare, modificare comportamenti, valori, cervelli, insomma di rompere i coglioni, si ottiene l\u2019effetto opposto: un irrigidimento nell\u2019ostinazione, un ritorno al caro vecchio passato. Che magari non \u00e8 neanche cos\u00ec caro, ma diventa via di fuga, di salvezza da un presente moralisticamente oppressivo e non pi\u00f9 sostenibile. Detto in parole essenziali: decenni di rottura sul transfemminismo dittatoriale, e questi sono i risultati: la donna a casa, l\u2019uomo \u201cforte\u201d che ha l\u2019ultima parola. Forse tutti questi apostoli della nuova societ\u00e0, tra i quali \u201cfilantropi\u201d e tecnocrati alla corte di un pedofinanziere, dovrebbero farsi due conti; con loro, la stragrande maggioranza dei media occidentali, che vengono abbondantemente finanziati, cio\u00e8 corrotti, per non vedere quello che c\u2019\u00e8 e per vedere quello che non c\u2019\u00e8 ma ci deve essere. Questa, \u00e8 la vera tragedia di un\u2019epoca che, Z, X, Y o come la vuoi chiamare, ha perso, a forza di stravolgimenti sociologici e psichiatrici, qualsiasi orientamento di ragione e si dibatte in un Pandemonium senza scampo dove tutto \u00e8 ribaltato e non si scorge alternativa tra \u201cbene\u201d e \u201cmale\u201d ma solo tra male e peggio: e l\u2019asticella del peggio, sdoganato, normalizzato, condiviso, esaltato, si alza di giorno in giorno. Il tema \u00e8 allucinante, allarmante, ma stimolante: il Male \u00e8 tutto intorno a noi, su X circola un breve spot tratto dalla settimana della moda di Parigi: sfilano personaggi letteralmente demoniaci, senza pi\u00f9 niente di umano, orecchie eliminate, orribilmente traslocate, quattro narici, occhi senza pupille, una muraglia di ferro al posto dei denti, corna, artigli, protuberanze mostruose: \u00e8 il Pandemonio dei diavoli, e che sfili in passerella dimostra il grado di assuefazione non meno della consapevolezza di un giro di pedofilia globale, in sospetto di cannibalismo, in certezza di torture, che teneva (tiene!) insieme il meglio della cosiddetta \u00e9lite: teste coronate, uomini di Stato, ultramiliardari, stelle dello spettacolo. Tutti insieme a banchettare, si immagina a base di bambini. La gente, sui social, esorcizza ridendo, fa i meme, ma questo \u00e8 il peggiore abominio della storia, con tutto che ne lasceranno emergere s\u00ec e no l\u2019uno per cento. In una simile temperie, non pu\u00f2 sorprende un bisogno disperato di orientamento, la spasmodica ricerca di un ordine cui tornare. Giusto o sbagliato che sia, e a cercalo sono i pi\u00f9 giovani che sono i pi\u00f9 disorientati, non i vecchi che ormai la vita l\u2019hanno bene o male risolta. \u00c8 tanto difficile da capire? Resta un\u2019ultima possibile osservazione, in coda, e velenosa come si conviene: \u201cL\u2019indagine \u2013 concludono i ricercatori \u2013 ci mostra che stiamo assistendo forse a una grande rinegoziazione del modo in cui uomini e donne incarnano i ruoli di genere nella societ\u00e0 odierna. Questa dualit\u00e0 di prospettive apre un dialogo vitale su come le norme di genere vengono rimodellate, evidenziando la complessa interazione tra modernit\u00e0 e tradizione e spingendoci ad approfondire i fattori culturali, sociali ed economici che influenzano queste convinzioni\u201d, cos\u00ec Kelly Beave, AD di Ipsos nel Regno Unito e in Irlanda; per l\u2019ex premier laburista australiana Julia Gillard, attuale presidente del Global Institute for Women\u2019s Leadership della King\u2019s Business School, \u201c\u00e8 preoccupante constatare che gli atteggiamenti verso la parit\u00e0 di genere non siano pi\u00f9 positivi, soprattutto tra i giovani uomini. Dobbiamo continuare a impegnarci di pi\u00f9 per sfatare l\u2019idea di un gioco a somma zero in cui le donne sono le uniche beneficiarie di un mondo con parit\u00e0 di genere\u201d. Che vi dicevo? Di fronte a eventi e mutamenti significativi, la suddetta \u00e9lite reagisce in senso hegeliano: \u201cSe la realt\u00e0 non coincide coi nostri desideri, che si fotta la realt\u00e0\u201d. Ma, cari signori: l\u2019avete voluto il meticciato maranza, l\u2019integrazione islamista? Eccovi serviti. L\u2019Islam, sia detto in modo assolutamente anodino, non \u00e8 sistema di valori disposto a trattare; ed \u00e8 infinitamente pi\u00f9 radicato, quando c\u2019\u00e8, nella mentalit\u00e0 di chi lo professa. In altre parole: non \u00e8 l\u2019Islam ad adeguarsi, ma ad adeguare. Con la forza, preferibilmente. Come faceva quella locuzione all\u2019inizio? \u201cLe mogli devono obbedire ai mariti\u201d. Questa sar\u00e0 pure la generazione Z, ma in definitiva \u00e8 la generazione M come maranza. \u00c8 l\u2019Islam che cresce. Che s\u2019impone. E spingere in modo ancora pi\u00f9 disperato e ottuso \u201c per sfatare l\u2019idea di un gioco a somma zero in cui le donne sono le uniche beneficiarie di un mondo con parit\u00e0 di genere\u201d, bla bla bla, non servir\u00e0: con loro non la spunti. Non basta edulcorare verbalmente la faccenda, chiamarli \u201citaliani di nuova generazione\u201d. Un Cecchettin non fa primavera, e neanche testo. Grazie a Dio, o ad Allah, se preferite (ma il maschilismo del primo Novecento, tranquilli, non pu\u00f2 tornare).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dove torneremo a finire, signora mia? Di nuovo ai fornelli, al candeggio? 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