{"id":1000028645,"date":"2026-03-09T11:41:32","date_gmt":"2026-03-09T14:41:32","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028645"},"modified":"2026-03-09T11:41:33","modified_gmt":"2026-03-09T14:41:33","slug":"il-seno-materno-e-una-stufa-naturale-la-nuova-ipotesi-sullevoluzione-della-nostra-specie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028645","title":{"rendered":"Il seno materno \u00e8 una \u00abstufa\u00bb naturale? La nuova ipotesi sull&#8217;evoluzione della nostra specie"},"content":{"rendered":"\n<p>L&#8217;aspetto del seno delle donne sapiens, pi\u00f9 pronunciato rispetto a quello delle femmine di altri primati, potrebbe dipendere da una funzione finora non attribuita a questa parte del corpo, e cio\u00e8 tenere al caldo i neonati. La temperatura superficiale del seno, insieme alla sua forma e alle sue dimensioni, potrebbero essere importanti fattori di termoregolazione per i bambini in et\u00e0 da allattamento, ancora poco capaci di regolare autonomamente la propria temperatura corporea. Lo sostiene una ricerca pubblicata di recente sulla rivista scientifica Evolutionary Human Sciences, che fornisce una nuova ipotesi sull&#8217;evoluzione del tessuto mammario. Il seno femminile \u00e8 un prerequisito per l&#8217;allattamento al seno, ma la produzione di latte non \u00e8 legata alle sue dimensioni n\u00e9 alla sua forma: la quantit\u00e0 di latte disponibile per i neonati non dipende, infatti, dalla grandezza del seno. Nelle donne, a differenza delle femmine di altri primati, il seno si presenta come una massa adiposa voluminosa, che si sviluppa molto prima di gravidanza e allattamento e che sembra essere stata selezionata nel corso dell&#8217;evoluzione. Sul perch\u00e9 lo sia stata, in passato sono state avanzate diverse ipotesi. Poich\u00e9 buona parte del seno \u00e8 composta da tessuto adiposo, si \u00e8 pensato che esso possa servire da deposito di grasso corporeo. Un&#8217;altra idea \u00e8 che la forma del seno sia un tratto che si \u00e8 evoluto attraverso la selezione sessuale, e che sia un segnale di potenziale successo riproduttivo individuale. Un gruppo di scienziati dell&#8217;Universit\u00e0 di Oulu, in Finlandia, ha ipotizzato che il seno femminile possa avere un ruolo nella regolazione della temperatura dei neonati, che anche quando non mangiano vi ci stanno appoggiati e che nei primi mesi hanno ancora una termoregolazione immatura. Gli scienziati hanno esposto un gruppo di volontari che includeva donne in fase di allattamento, donne non allattanti e uomini a tre diverse temperature (32 \u00b0C, 27 \u00b0C e 18 \u00b0C), ogni volta per 20 minuti di tempo. Hanno misurato con telecamere termiche i cambiamenti di temperatura superficiale del seno, e capito che le donne che in quel periodo stavano allattando avevano una temperatura superficiale del seno pi\u00f9 alta rispetto a tutti gli altri. Non solo: queste partecipanti hanno mostrato anche una maggiore resilienza ai cali di temperatura, perch\u00e9 il loro seno ha perso in media 2,5 \u00b0C superficiali, mentre il tessuto mammario degli altri partecipanti ha perso rispettivamente 4,3 \u00b0C (altre donne) e 4,7 \u00b0C (altri uomini). Da qui l&#8217;ipotesi che forma e dimensioni del seno femminile possano servire a garantire il trasferimento di calore ai neonati e a proteggerli (attraverso il contatto con un&#8217;ampia superficie corporea) dall&#8217;ipotermia. In antichit\u00e0, questo potrebbe aver migliorato le possibilit\u00e0 di sopravvivenza dei neonati e aver favorito la selezione, nel corso dell&#8217;evoluzione della nostra specie, di un seno molto pi\u00f9 sviluppato verso l&#8217;esterno, rispetto a quello delle altre specie di primati.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;aspetto del seno delle donne sapiens, pi\u00f9 pronunciato rispetto a quello delle femmine di altri primati, potrebbe dipendere da una funzione finora non attribuita a questa parte del corpo, e cio\u00e8 tenere al caldo i neonati. 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