{"id":1000028561,"date":"2026-03-07T09:53:20","date_gmt":"2026-03-07T12:53:20","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028561"},"modified":"2026-03-07T09:53:22","modified_gmt":"2026-03-07T12:53:22","slug":"altro-che-azzardo-perche-trump-ha-scelto-proprio-adesso-di-colpire-liran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028561","title":{"rendered":"Altro che azzardo: perch\u00e9 Trump ha scelto proprio adesso di colpire l\u2019Iran"},"content":{"rendered":"\n<p>Sul tema dell\u2019attacco all\u2019Iran degli ayatollah, militarmente sostenuti dei temibili pasdaran, marted\u00ec mattina Omnibus, talk de La7 orientato a sinistra ma tra i meno faziosi delle reti di Urbano Cairo, ha messo in piedi un dibattito praticamente a senso unico. Un dibattito in cui tutti i presenti, compresa la conduttrice, Alessandra Sardoni, con varie sfumature hanno sostenuto la tesi secondo la quale l\u2019iniziativa bellica adottata in prima persona da Donald Trump sia praticamente campata per aria, e che manchi chiaramente un chiaro obiettivo strategico. In estrema sintesi, sono sembrati un po\u2019 tutti d\u2019accordo che gli attaccanti, compresi gli alleati israeliani, stessero vivendo alla giornata, sperando in un rapido cedimento del sistema di potere iraniano, quasi come si stesse giocando un terno al lotto. Francamente faccio molta fatica a crederlo. Possiamo veramente pensare che la pi\u00f9 grande potenza economica e militare del pianeta, con tutte le bizzarrie caratteriali che vogliamo attribuire all\u2019attuale inquilino della Casa Bianca, che abbia deciso, insieme agli alleati israeliani, di iniziare una operazione estremamente rischiosa, senza avere un quadro abbastanza chiaro circa le prospettive di una sua riuscita? E se \u00e8 vero che, come dicono i sondaggi, solo poco pi\u00f9 di un quarto degli americani appoggia l\u2019Operazion Epic Fury\u201d, possiamo pensare che, a pochi mesi dalle elezioni di mezzo termine, Trump si imbarchi al buio in una guerra non molto popolare negli States, con il rischio di far precipitare un consenso che lo vede ai minimi dacch\u00e9 se insediato alla Casa Bianca? E per quanto il personaggio manifesti un comportamento eccessivamente ondivago, dovendosi rimangiare parecchie decisioni affrettate, in questo caso forse potrebbe aver ragione nel tentare di far crollare un regime che, non ce lo dimentichiamo mai, era arrivato ad arricchire l\u2019uranio fino al 60%, quando per le centrali nucleari per uso civile tale arricchimento al massimo non supera il 5%. Tutto pu\u00f2 ovviamente essere, ma dato che il feroce regime iraniano probabilmente non \u00e8 stato mai cos\u00ec fragile come in questo periodo storico, \u00e8 probabile che Usa e Israele abbiamo pensato che questo fosse il momento pi\u00f9 adatto, forse irripetibile nel medio termine, per decapitare un sistema dittatoriale che, oltre a minare profondamente il precario equilibrio in quella tormentata regione del mondo, per scongiurare una volta per sempre la possibilit\u00e0 che la teocrazia iraniana destabilizzasse l\u2019intero pianeta riuscendo prima o poi a fabbricarsi l\u2019arma atomica in casa. La prova indiretta che il momento fosse propizio ci \u00e8 fornita dal comportamento dei principali Paesi arabi presenti nell\u2019area \u2013 Arabia Saudita, Kuwait, Bahrein, Emirati Arabi Uniti e Qatar \u2013 i quali hanno duramente stigmatizzato gli attacchi missilistici subiti dall\u2019Iran, anche quando essi si sono limitati alle basi americane presenti sui loro territori. D\u2019altro canto, in merito al processo in atto per la normalizzazione dei rapporti tra questi Paesi e lo Stato ebraico \u2013 normalizzazione bloccata non a caso della strage del 7 ottobre promossa proprio dall\u2019Iran \u2013 il regime degli ayatollah rappresenta una presenza troppo ingombrante per tutti i soggetti dell\u2019area, i quali credo che, al di l\u00e0 delle prese di posizione ufficiale, tifino per una rapida caduta di un regime il quale, anche questo da non sottovalutare, controlla un braccio di mare su cui transita oltre il 20% del petrolio e del gas mondiale. Si tratta di un obiettivo di pacificazione generale, del tutto condivisibile, che, contrariamente a ci\u00f2 che pensano le anime belle che credono alle favole di una sinistra pacifista che non ha mosso un dito per l\u2019immensa strage degli oppositori iraniani, non si potr\u00e0 mai ottenere con le chiacchiere della politica e della diplomazia.<\/p>\n\n\n\n<p>Claudio Romiti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sul tema dell\u2019attacco all\u2019Iran degli ayatollah, militarmente sostenuti dei temibili pasdaran, marted\u00ec mattina Omnibus, talk de La7 orientato a sinistra ma tra i meno faziosi delle reti di Urbano Cairo, ha messo in piedi un dibattito praticamente a senso unico. 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