{"id":1000028371,"date":"2026-02-26T16:16:00","date_gmt":"2026-02-26T19:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028371"},"modified":"2026-02-26T16:16:02","modified_gmt":"2026-02-26T19:16:02","slug":"la-contro-rivoluzione-culturale-del-bodo-glimt-che-ha-sgamato-la-pochezza-del-calcio-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028371","title":{"rendered":"La contro-rivoluzione culturale del Bod\u00f8\/Glimt che ha sgamato la pochezza del calcio italiano"},"content":{"rendered":"\n<p>Il Bod\u00f8\/Glimt non \u00e8 solo una squadra di calcio. \u00c8 un\u2019anomalia statistica, un laboratorio a cielo aperto, quasi un esperimento sociale applicato al pallone. Ci \u00e8 alieno anche solo per l\u2019alfabeto che usa nel nome. Poco meno di quarant\u2019anni dopo quei cinque gol con cui l\u2019Inter liquid\u00f2 in Coppa delle Coppe un gruppo di pescatori del nord (Di Canio in un commento da studio diventato poi viralissimo li chiamava \u201ci salmonari\u201d) i loro nipoti sono tornati a San Siro per spiegare come si elimina una sedicente grande d\u2019Europa con il 29 per cento di possesso palla, sette tiri in totale e una calma da ghiacciaio. Mai una squadra norvegese aveva superato un turno a eliminazione diretta di Champions League da quando esiste questo formato. L\u2019ha fatto demolendo la migliore squadra italiana per distacco (il distacco non \u00e8 un\u2019iperbole, \u00e8 quello che sta mettendo l\u2019Inter tra s\u00e9 e le altre in campionato). Dopo aver preso a schiaffi Roma e Lazio negli ultimi anni, il Bod\u00f8\/Glimt si \u00e8 definitivamente candidato a kriptonite del calcio italiano \u2013 scrive Angelo Carotenuto nella sua newsletter Lo Slalom. In generale abbiamo un problema con la Norvegia: nello stesso stadio, pochi mesi fa, Erling Haaland aveva tolto ogni alibi alla Nazionale di Gattuso. Un tempo, nei sorteggi europei, capitare contro una squadra in pausa di campionato era una benedizione. Il Bod\u00f8 \u00e8 fuori stagione da novembre. In teoria, per loro questo periodo equivale ad agosto per un club di Serie A. La BBC e The Athletic sottolineano che la preparazione del club norvegese \u00e8 talmente scientifica da permettere di conservare il picco di forma come se fosse sottovuoto, pronto all\u2019uso mesi dopo. Un\u2019eresia per la fisiologia sportiva tradizionale, non meno di quanto lo sia il loro modello economico. Il Bod\u00f8\/Glimt non va sul mercato a caccia del calciatore perfetto. Non pu\u00f2 permetterselo. Cerca giocatori con una singola qualit\u00e0 fuori scala e costruisce il sistema attorno a quella. Velocit\u00e0, tiro, lettura degli spazi. Una X ben marcata, come la chiamano loro. A San Siro, in vantaggio di due gol complessivi, Kjetil Knutsen ha apparecchiato una trappola chirurgica. Difesa posizionale estrema, palleggio centrale concesso all\u2019Inter fino allo sfinimento, colpi inferti in contropiede con la precisione di un predatore artico. Una ipnosi agonistica alla quale Cristian Chivu non ha trovato contromisure, in una serata senza Lautaro e senza idee alternative se non qualche tuffetto all\u2019italiana qua e l\u00e0 che l\u2019arbitro ha sorvolato con noncuranza europea. Nel finale, mentre l\u2019Inter spingeva, i giocatori del Bod\u00f8 non hanno mostrato segnali di panico. Niente picchi di stress, niente scompensi emotivi. Il merito viene attribuito a Bj\u00f8rn Mannsverk, ex pilota di caccia, oggi mental coach del club. Non fa discorsi motivazionali, non urla negli spogliatoi. Applica protocolli da cabina di pilotaggio di un F-16. Il famoso cerchio che i giocatori formano dopo aver subito un gol serve a resettare l\u2019errore, esattamente come avviene in volo. Lo Slalom ricorda che era dal 1972 che una squadra di un campionato fuori dalla top five europea non batteva quattro avversarie di quell\u2019\u00e9lite nella stessa competizione. Il Bod\u00f8\/Glimt lo ha fatto contro Manchester City, Atl\u00e9tico Madrid e due volte l\u2019Inter. L\u2019ultima a riuscirci fu l\u2019Ajax che poi vinse la Coppa dei Campioni. Se spesso ci si lamenta dello strapotere economico delle grandi leghe, il Bod\u00f8 ha dimostrato che il calcio europeo non \u00e8 solo una piramide fondata sui soldi, ma una rete. Dove un algoritmo ben usato pu\u00f2 battere un fatturato. Dove una rosa da 57 milioni pu\u00f2 eliminarne una da 666. Il paradosso \u00e8 totale se si guarda al contesto. L\u2019Inter \u00e8 prima in Serie A con ampio margine e ha raggiunto due finali di Champions nelle ultime tre stagioni. Il Bod\u00f8\/Glimt, nell\u2019anno del triplete nerazzurro, chiudeva sesto nella seconda divisione norvegese. Bod\u00f8 \u00e8 una citt\u00e0 di poco pi\u00f9 di 40 mila abitanti, appena sopra il Circolo Polare Artico. Potrebbero starci tutti, comodamente, in un settore di San Siro. Non \u00e8 stato un colpo di fortuna. All\u2019andata, in Norvegia, l\u2019Inter era stata presa a martellate. Al ritorno, nonostante il 71 per cento di possesso e 30 tiri, non ha mai davvero dato l\u2019impressione di poterla ribaltare. Un progetto senza mecenati, senza scorciatoie. Calcio ad alta intensit\u00e0, reclutamento mirato, sviluppo maniacale dei dettagli. Non \u00e8 la prima volta che il Bod\u00f8\/Glimt ridimensiona un gigante italiano. Nel 2021 rifil\u00f2 un 6-1 alla Roma di Mourinho. Ora, all\u2019orizzonte, ci sono Sporting e Manchester City. Sarebbe il caso di smetterla di fare i gradassi a salve, la retorica del \u201cmiracolo\u201d possiamo tenercela per noi.<\/p>\n\n\n\n<p>Mario Piccirillo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Bod\u00f8\/Glimt non \u00e8 solo una squadra di calcio. \u00c8 un\u2019anomalia statistica, un laboratorio a cielo aperto, quasi un esperimento sociale applicato al pallone. Ci \u00e8 alieno anche solo per l\u2019alfabeto che usa nel nome. 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