{"id":1000028328,"date":"2026-02-26T11:05:33","date_gmt":"2026-02-26T14:05:33","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028328"},"modified":"2026-02-26T11:05:35","modified_gmt":"2026-02-26T14:05:35","slug":"israele-e-responsabile-dell81-degli-omicidi-intenzionali-di-giornalisti-del-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028328","title":{"rendered":"Israele \u00e8 responsabile dell\u201981% degli omicidi intenzionali di giornalisti del 2025"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel 2025 il lavoro giornalistico \u00e8 diventato pi\u00f9 letale che mai. A dirlo \u00e8 il rapporto annuale del Committee to Protect Journalists, che registra 129 operatori dei media uccisi nell\u2019arco dell\u2019anno: un record assoluto, raggiunto per il secondo anno consecutivo. Anche la distribuzione delle responsabilit\u00e0 non cambia: due terzi delle vittime sono state causate da Israele, come gi\u00e0 accaduto nel 2024. Secondo il CPJ, 86 giornalisti sono stati uccisi dal fuoco israeliano, in larga parte palestinesi a Gaza. A questi si aggiungono 31 operatori dei media morti in Yemen, colpiti in un attacco a un centro stampa controllato dagli Houthi, definito dall\u2019organizzazione come il secondo episodio pi\u00f9 letale mai documentato contro la stampa. Il dato complessivo, avverte il rapporto, \u00e8 probabilmente sottostimato: le restrizioni di accesso imposte a Gaza rendono difficile verificare ogni singolo caso. Il CPJ sottolinea un altro elemento chiave: Israele \u00e8 responsabile dell\u201981% degli omicidi classificati come intenzionali, 47 in totale. \u201cNessun altro esercito governativo ha ucciso pi\u00f9 giornalisti in modo mirato\u201d, si legge nel documento, ricordando che la raccolta dei dati va avanti da oltre trent\u2019anni. Da parte israeliana non \u00e8 arrivato alcun commento ufficiale al rapporto. In passato l\u2019esercito ha sostenuto che le sue operazioni a Gaza colpiscono esclusivamente combattenti e che il lavoro in aree di guerra comporta rischi intrinseci. Israele ha invece ammesso apertamente l\u2019attacco al centro media in Yemen, definendolo una struttura di propaganda degli Houthi. In pi\u00f9 occasioni, le autorit\u00e0 israeliane hanno dichiarato di aver preso di mira giornalisti a Gaza accusandoli di legami con Hamas, senza per\u00f2 fornire prove verificabili. Le principali organizzazioni giornalistiche internazionali hanno respinto con forza queste accuse. Il CPJ le definisce senza mezzi termini \u201ccalunnie mortali\u201d. Il blocco all\u2019ingresso dei giornalisti stranieri nella Striscia rende il quadro ancora pi\u00f9 netto: tutti gli operatori deimedia uccisi a Gaza erano palestinesi. Un dato che pesa come un macigno nel bilancio complessivo dell\u2019anno.<\/p>\n\n\n\n<p>Manuele Carraro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2025 il lavoro giornalistico \u00e8 diventato pi\u00f9 letale che mai. A dirlo \u00e8 il rapporto annuale del Committee to Protect Journalists, che registra 129 operatori dei media uccisi nell\u2019arco dell\u2019anno: un record assoluto, raggiunto per il secondo anno consecutivo. 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