{"id":1000028263,"date":"2026-02-24T19:54:53","date_gmt":"2026-02-24T22:54:53","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028263"},"modified":"2026-02-24T19:54:54","modified_gmt":"2026-02-24T22:54:54","slug":"rosso-volante-stasera-in-tv-giorgio-pasotti-e-eugenio-monti-la-leggenda-del-bob-olimpico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028263","title":{"rendered":"\u2018Rosso Volante\u2019 stasera in tv: Giorgio Pasotti \u00e8 Eugenio Monti, la leggenda del bob olimpico"},"content":{"rendered":"\n<p>Giorgio Pasotti veste i panni di Eugenio Monti \u2013 sciatore e bobbista, doppio Oro olimpico a Grenoble nel 1968 e campione di fair play, scomparso nel 2003 \u2013 nel film tv \u201cRosso volante\u201d, in onda luned\u00ec 23 febbraio in prima serata su Rai 1. Una coproduzione Rai Fiction e Wonder Film e Wonder Project, scritto da Silvia Napolitano, Giorgio Pasotti, Valerio Bariletti e liberamente ispirato all\u2019opera letteraria \u201cRosso ghiaccio: Eugenio Monti, dietro la leggenda\u201d di Stefano Rotta, con la regia di Alessandro Angelini e un cast formato inoltre da Andrea Pennacchi (Gianni Brera), Denise Tantucci (Linda Lee), Stefano Scandaletti (Sergio Siorpaes) e con Maurizio Donadoni (Podar).<\/p>\n\n\n\n<p>LA SINOSSI DEL FILM<\/p>\n\n\n\n<p>Eugenio Monti, campione di bob, nel 1964 ha 36 anni. Ha vinto quasi tutto, ma gli manca l\u2019Oro olimpico. \u201cRosso Volante\u201d, come lo soprannomina Gianni Brera per l\u2019audacia e per il colore dei capelli, \u00e8 deciso quindi a conquistare l\u2019Oro ai giochi Olimpici Invernali di Innsbruck. Realizza un tempo eccezionale, ma durante la gara si accorge che il rivale Tony Nash ha perso un bullone e, senza pensarci un attimo, gli d\u00e0 il suo. Un gesto di grande lealt\u00e0 sportiva che permette agli inglesi di vincere l\u2019Oro, mentre l\u2019Italia deve accontentarsi del Bronzo. Per l\u2019eccezionale esempio di fair play, il Comitato Olimpico Internazionale premia Monti con il trofeo Pierre De Coubertin, considerato la pi\u00f9 alta onorificenza per un atleta. L\u2019episodio del bullone \u00e8 il punto di partenza di un racconto che ripercorre i quattro anni che portano Eugenio Monti a vincere l\u2019agognata medaglia d\u2019Oro alle Olimpiadi di Grenoble nel 1968. Quattro anni di tenacia, cadute e speranze di un campione di grande talento che ha sempre sfidato la vita. Una storia di sport, amore, amicizia, coraggio. \u201cPer raccontare le due edizioni olimpiche (Innsbruck \u201964 e Grenoble \u201968) abbiamo studiato i filmati dell\u2019epoca e ricostruito fedelmente lo spazio della pista e quello adibito alla stampa \u2013 scrive il regista Alessandro Angelini. \u2013 Nonostante ci\u00f2, avevamo la sensazione che ci mancasse qualcosa. E alla fine, per integrare e dare maggiore credibilit\u00e0 alla messa in scena, abbiamo deciso di inserire nel film alcune immagini di repertorio. Una scelta azzardata? Non lo sappiamo. Di certo, una decisione coraggiosa con dentro una buona componente di ambizione e follia. Ma se il nostro intento era quello di raccontare le gesta di Eugenio Monti\u2026, forse ci si doveva adeguare\u201d continua il regista, che spiega anche lo stile che ha voluto dare al film tv: \u201cVigoroso e quasi documentaristico nelle gare (per dare modo al pubblico di sentirsi in pista con Monti) e pi\u00f9 statico e contemplativo (come le vette delle Dolomiti che fanno da cornice alla nostra storia) nei momenti in cui si racconta la vita privata di Monti. In questo secondo caso, la sua insofferenza, i suoi tormenti non sono dati dai movimenti della macchina da presa bens\u00ec dalla loro stessa tensione emotiva; durante queste scene, il mondo attorno a Eugenio \u00e8 fermo, ben ancorato, quasi statico mentre \u00e8 la sua sofferenza a muoversi e a muovere l\u2019aria. In qualche modo, \u00e8 come se le emozioni quali il travaglio interiore, il tormento, l\u2019angoscia potessero essere comunicate dal loro essere in movimento al cospetto di un mondo esterno completamente fermo; come se l\u2019inquadratura non fosse sufficiente a contenerle, in un\u2019asfissiante ricerca di uno spazio vitale pi\u00f9 ampio di quello concesso dalla macchina da presa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Mario Caso<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giorgio Pasotti veste i panni di Eugenio Monti \u2013 sciatore e bobbista, doppio Oro olimpico a Grenoble nel 1968 e campione di fair play, scomparso nel 2003 \u2013 nel film tv \u201cRosso volante\u201d, in onda luned\u00ec 23 febbraio in prima serata su Rai 1. 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