{"id":1000028164,"date":"2026-02-22T11:40:26","date_gmt":"2026-02-22T14:40:26","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028164"},"modified":"2026-02-22T11:40:28","modified_gmt":"2026-02-22T14:40:28","slug":"putin-non-e-stalin-il-grande-equivoco-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028164","title":{"rendered":"Putin non \u00e8 Stalin: il grande equivoco europeo"},"content":{"rendered":"\n<p>Tutti gli analisti, tranne il nostro G. Gaiani, paiono non rendersi conto (o non vogliono) che la Russia di Putin non \u00e8 pi\u00f9 l&#8217;Urss. A Monaco i leader europei hanno seguitato a parlare del \u00abpericolo dell&#8217;imperialismo russo\u00bb. E non si rendono conto (o non vogliono) che imperialista era il comunismo, cos\u00ec come lo \u00e8 per sua natura ogni ideologia politica, islamismo compreso. L&#8217;ideologia non si ferma finch\u00e9 non ha invaso l&#8217;universo mondo, cos\u00ec come sta facendo il c.d. woke (ennesima versione del versipelle giacobinismo-marxismo) con l&#8217;Occidente. Lo stesso Stalin dovette proclamare il \u00absocialismo in un solo Paese\u00bb quando si scontr\u00f2 con la dura realt\u00e0 dei fatti, e far eliminare Trotsky che insisteva con l&#8217;esportazione del marx-leninismo, quantunque proprio lui, quand&#8217;era capo dell&#8217;Armata Rossa, avesse dovuto scontrarsi, alla Vistola nel 1920, con un Occidente che non gradiva. E sempre Stalin, dopo che il suo Paese aveva dovuto affrontare l&#8217;invasione napoleonica e poi quella nazista, consider\u00f2 una grande vittoria il poter dotare i suoi confini europei di una cortina difensiva di Stati comunisti e perci\u00f2 satelliti. Si chiama Realpolitik, nella quale comanda la geografia, non l&#8217;ideologia. Dicevamo che la Federazione Russa odierna non \u00e8 pi\u00f9 L&#8217;Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Infatti, quando quest&#8217;ultima venne attaccata dalla Wehrmacht, fu a causa della sua ideologia che si ritrov\u00f2 coi calzoni calati, perch\u00e9 nelle famose Purghe staliniane del 1936-38 il baffuto georgiano ex seminarista aveva completamente decapitato gli alti gradi del suo esercito, cosa che lo costrinse ad affrontare lo scafatissimo nemico con comandanti inesperti o inadatti o armati solo di provata fede comunista. Contro un nemico forte di una sperimentatissima esperienza bellica prussiana e di tecnologie che l&#8217;arretrata Armata Rossa manco si sognava. Un esercito, quello Rosso, in cui si faceva carriera per vicinanza a Stalin, e si aveva pi\u00f9 paura di finire alla Lubianka per qualsivoglia motivo che dei nazisti. Soldati che dovevano combattere con una pistola puntata alla nuca, quella del Commissario Politico. E popoli, nella parte pi\u00f9 occidentale, che non di rado non esitavano ad accogliere i tedeschi come liberatori, quando non, addirittura, come alleati bellici. Risultato, oltre trenta milioni di morti, assorbiti quasi senza fare una piega da un regime, quello comunista, che della vita umana non ha mai avuto alcun rispetto. Malgrado la spaventosamente schiacciante superiorit\u00e0 in risorse umane, senza i rifornimenti continui (di tutto, cibo compreso) da parte degli Usa (gli Alleati temevano come la morte una resa sovietica, che avrebbe riversato contro di loro tutta la potenza tedesca) Stalin non avrebbe vinto. Ebbene, tutto ci\u00f2 lo sanno tutti, e figurarsi se non lo sa Putin. Per questo il suo esercito non \u00e8 pi\u00f9 l&#8217;Armata Rossa, e le sue attuali strategie hanno, ormai, fatto tesoro delle guerre pregresse. Lo si vede chiarissimamente -per chi lo vuol vedere- nella conduzione della guerra ucraina: colpire capillarmente infrastrutture e logistica, risparmiando il pi\u00f9 possibile vite umane. Sia le proprie (perch\u00e9 ogni soldato che torna nella bara deve fare i conti, oggi, con l&#8217;opinione pubblica), sia le nemiche (la cui arma principale, se non unica, \u00e8 la propaganda). Quante volte sentiamo i nostri tigg\u00ec parlare di \u00abpioggia di missili e droni\u00bb russi, che -guarda un po&#8217;- producono due o tre morti, quando non uno solo? E sarebbe \u00abpioggia\u00bb? Ora, a Monaco le teste d&#8217;uovo europee hanno dichiarato Apertis Verbis che il loro scopo \u00e8 una guerra ucraina senza fine, per \u00ablogorare\u00bb la Russia. Ebbene, ho scritto altrove che i casi sono due: o sono proprio ottusi o c&#8217;\u00e8 qualcosa dietro. E ho avanzato l&#8217;ipotesi di un riarmo tedesco a imitazione, in qualche modo, di quello che i germanici effettuarono in sordina alla fine della Grande Guerra proprio con la complicit\u00e0 dei russi. Insomma, o sono ciechi o sono troppo furbi. Scegliete voi.<\/p>\n\n\n\n<p>Rino Cammilleri<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti gli analisti, tranne il nostro G. Gaiani, paiono non rendersi conto (o non vogliono) che la Russia di Putin non \u00e8 pi\u00f9 l&#8217;Urss. A Monaco i leader europei hanno seguitato a parlare del \u00abpericolo dell&#8217;imperialismo russo\u00bb. 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