{"id":1000028116,"date":"2026-02-22T08:29:06","date_gmt":"2026-02-22T11:29:06","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028116"},"modified":"2026-02-22T08:29:08","modified_gmt":"2026-02-22T11:29:08","slug":"la-pianta-bioibrida-che-cattura-piu-co2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028116","title":{"rendered":"La pianta bioibrida che cattura pi\u00f9 CO2"},"content":{"rendered":"\n<p>La Facolt\u00e0 di Ingegneria della Libera Universit\u00e0 di Bolzano, insieme ad altri dipartimenti e centri di ricerca internazionali, ha creato in laboratorio la prima pianta completamente bioibrida, in grado di apportare benefici all\u2019ambiente. Grazie alle nanoparticelle inserite direttamente nella pianta, questa assorbe pi\u00f9 luce solare e potr\u00e0 essere utilizzata per aumentare l\u2019assorbimento di CO2 dall\u2019atmosfera e per la produzione di energia rinnovabile. Le tecnologie \u201cverdi\u201d non si limitano ai pannelli solari, agli edifici a basso consumo o ai veicoli elettrici. Anche le piante possono diventare una tecnologia verde. I ricercatori della Facolt\u00e0 di Ingegneria della Libera Universit\u00e0 di Bolzano hanno creato la prima pianta completamente bioibrida inserendo delle nanoparticelle direttamente nelle piante. Ma che cos\u2019\u00e8 esattamente una pianta bioibrida? \u00c8 un organismo vivente che combina elementi biologici (la pianta) con componenti tecnologici (per esempio, materiali conduttivi). In pratica, si tratta di un ibrido tra natura e tecnologia, in cui le funzioni naturali della pianta (come la fotosintesi, la crescita o la sensibilit\u00e0 agli stimoli ambientali) vengono integrate o potenziate da elementi ingegnerizzati. Nello studio della Libera Universit\u00e0 di Bolzano sono stati utilizzati come elementi biologici le piante di Arabidopsis thaliana, mentre la componente tecnologica \u00e8 data da nanoparticelle di poli 3-esiltiofene (P3HT), un polimero organico. Questo materiale \u00e8 in grado di condurre la corrente elettrica ed \u00e8 gi\u00e0 studiato per la realizzazione di pannelli solari flessibili e per l\u2019elettronica verde. La ridottissima dimensione delle nanoparticelle, circa 500 volte pi\u00f9 piccola del diametro di un capello umano, le rende adatte a essere assorbite dalle radici della pianta e trasportate fino alle foglie. Queste nanoparticelle sono biocompatibili. Infatti, possono essere assorbite dalle piante in modo naturale, senza causare scompensi nella crescita. Una volta arrivate nelle foglie, le nanoparticelle di P3HT agiscono come minuscole antenne cattura-luce capaci di assorbire anche la luce verde. Poich\u00e9 le piante utilizzano principalmente la luce rossa e blu, questo contribuisce a migliorare la loro capacit\u00e0 di catturare la luce. Questa energia in pi\u00f9 aumenta la fotosintesi, favorendo un maggiore assorbimento della CO\u2082 dall\u2019atmosfera da un lato e la crescita delle piante dall\u2019altro. \u00abQuesto studio rappresenta il primo esempio di pianta bioibrida generata inserendo nanoparticelle di P3HT direttamente nella pianta (in vivo): negli studi precedenti, infatti, solo una parte della pianta, come una foglia o le radici, veniva interfacciata con componenti artificiali. Questa tecnologia apre le porte a numerose applicazioni, che permettono di modificare le propriet\u00e0 degli organismi vegetali senza alterarne il DNA\u00bb spiega Manuela Ciocca, ricercatrice in Fisica sperimentale della Libera Universit\u00e0 di Bolzano e ideatrice dello studio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Facolt\u00e0 di Ingegneria della Libera Universit\u00e0 di Bolzano, insieme ad altri dipartimenti e centri di ricerca internazionali, ha creato in laboratorio la prima pianta completamente bioibrida, in grado di apportare benefici all\u2019ambiente. 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