{"id":1000028067,"date":"2026-02-20T12:38:16","date_gmt":"2026-02-20T15:38:16","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028067"},"modified":"2026-02-20T12:38:18","modified_gmt":"2026-02-20T15:38:18","slug":"fondo-per-la-repubblica-digitale-con-prospettive25-milioni-per-disoccupati-e-inattivi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028067","title":{"rendered":"Fondo per la Repubblica Digitale: con Prospettive+25 milioni per disoccupati e inattivi"},"content":{"rendered":"\n<p>Accrescere le competenze digitali di persone disoccupate e inattive (34 \u2013 67 anni) per consentire la riqualificazione professionale e l\u2019inserimento nel mercato del lavoro. Questo l\u2019obiettivo di \u201cProspettive+\u201d \u2013 seconda fase del bando \u201cProspettive\u201d \u2013 promosso dal Fondo per la Repubblica Digitale. Il bando mette a disposizione 25 milioni di euro.<\/p>\n\n\n\n<p>LO SCALE-UP. Il Piano Strategico 2025-2026, delineato dal Comitato di indirizzo strategico del Fondo per la Repubblica Digitale, ha stabilito, infatti, la realizzazione dello scale-up di bandi gi\u00e0 realizzati attraverso la pubblicazione di nuove opportunit\u00e0 aperte a tutti gli stakeholder interessati. In questo caso, i progetti gi\u00e0 sostenuti nell\u2019ambito di \u201cProspettive\u201d che hanno dimostrato maggiore impatto nella fase sperimentale riceveranno una premialit\u00e0 per il nuovo bando. L\u2019obiettivo di \u201cProspettive+\u201d \u00e8 sostenere \u2013 rispetto alla prima edizione \u2013 un numero limitato di progetti, di maggiori dimensioni in termini di risorse economiche assegnate, di beneficiari raggiunti e di raggruppamenti proponenti e consegnare al decisore pubblico le migliori pratiche in termini di efficacia e impatto generato.<\/p>\n\n\n\n<p>IL CONTESTO ITALIANO. Secondo i pi\u00f9 recenti dati Eurostat pubblicati a dicembre 2025, l\u2019Italia registra un netto miglioramento rispetto alle competenze digitali: la quota di popolazione tra i 16 e i 74 anni con competenze digitalidi base sale dal 45,7% al 54,2%. Si tratta del secondo incremento pi\u00f9 alto nell\u2019UE, dopo la Danimarca, che consente al Paese di ridurre sensibilmente il divario con la media europea, pari a circa 60%. Nonostante il trend positivo, permangono ancora divari significativi che si accentuano con l\u2019et\u00e0 e con il livello di istruzione: nella fascia 35\u201354 anni le competenze digitali di base riguardano il 78,3% dei laureati, ma solo il 25,7% di chi ha al massimo un titolo di istruzione secondaria inferiore, con effetti diretti sulle possibilit\u00e0 di rientro nel mercato del lavoro per chi \u00e8 fuori dall\u2019occupazione. La fragilit\u00e0 di disoccupati e inattivi \u00e8 aggravata anche dalle disuguaglianze territoriali. I livelli pi\u00f9 elevati di competenze digitali si registrano nella Provincia autonoma di Trento (56,8%), in Lombardia (53,4%), in Emilia-Romagna e nel Lazio (51,5%), mentre le percentuali pi\u00f9 basse si osservano in Calabria (32,2%) e Campania (32,5%), ampliando il divario nelle opportunit\u00e0 di reinserimento lavorativo tra Centro-Nord e Mezzogiorno. Nonostante la domanda di profili digitali sia in forte crescita \u2013 con oltre 222.000 annunci per professioni ICT nel biennio pi\u00f9 recente e una quota di specialisti ICT pari al 4% degli occupati, contro il 5% della media UE \u2013 l\u2019offerta di lavoratori adeguatamente formati resta insufficiente. Questo disallineamento si riflette anche nella struttura del lavoro esistente: solo il 37,1% degli occupati utilizza strumenti digitali per almeno met\u00e0 del proprio tempo di lavoro, rispetto al 41,2% nella UE, indicando una diffusione ancora limitata delle competenze digitali nei contesti produttivi. In questo contesto, le carenze di competenze contribuiscono a rendere pi\u00f9 difficile l\u2019ingresso e il reinserimento nel mercato del lavoro, soprattutto per disoccupati e inattivi. Il quadro occupazionale conferma queste fragilit\u00e0: a novembre 2025 il tasso di occupazione in Italia \u00e8 pari al 62,6%, con un tasso di disoccupazione del 5,7% e una quota di inattivi ancora molto elevata, pari al 33,5% della popolazione in et\u00e0 lavorativa, con un\u2019incidenza maggiore tra donne e adulti che non cercano attivamente un impiego.<\/p>\n\n\n\n<p>A incidere negativamente \u00e8 anche la partecipazione ancora limitata alla formazione continua: nel 2022 circa il 35,7% delle persone tra i 25 e i 64 anni ha preso parte ad attivit\u00e0 di lifelong learning, comprensive di formazione formale (corsi universitari o equivalenti) e non formale (corsi brevi, seminari, apprendimento sul lavoro), con una crescita stimata tra il 39% e il 41,5% nel 2024-2025 secondo dati INAPP ed Eurostat. Nonostante il progresso, il tasso resta inferiore all\u2019obiettivo UE del 47% fissato per il 2025, riducendo le opportunit\u00e0 di aggiornamento soprattutto per disoccupati e inattivi, che rischiano di rimanere esclusi dai processi di innovazione e trasformazione produttiva. In questo scenario, investire nel rafforzamento delle competenze digitali delle persone disoccupate e inattive \u00e8 una priorit\u00e0 strategica per aumentare l\u2019occupabilit\u00e0, favorire il reinserimento lavorativo e ridurre le disuguaglianze sociali e territoriali, contribuendo alla sostenibilit\u00e0 economica e sociale del Paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Alessio Butti, Sottosegretario di Stato con delega all\u2019Innovazione tecnologica: \u201cPer il Governo investire nelle competenze digitali rappresenta una priorit\u00e0 strategica per il futuro dell\u2019Italia. In un momento storico caratterizzato da profonde trasformazioni tecnologiche e dalla crescente diffusione dell\u2019Intelligenza Artificiale, il rafforzamento di un solido patrimonio di competenze \u00e8 una condizione essenziale per garantire piena partecipazione alla vita del Paese e sostenere uno sviluppo economico e sociale duraturo. Promuovere l\u2019inclusione digitale significa mettere ogni cittadino nelle condizioni di essere protagonista della vita democratica e di cogliere le opportunit\u00e0 offerte dall\u2019innovazione. In questa direzione si inserisce il sostegno del Dipartimento per la Trasformazione Digitale all\u2019azione e al ruolo del Fondo per la Repubblica Digitale e in particolare al nuovo bando rivolto a disoccupati e inattivi, il cui obiettivo \u00e8 consolidarne le competenze, favorirne la riqualificazione professionale e accompagnarne l\u2019ingresso nel mercato del lavoro. Un\u2019azione concreta per ridurre il divario digitale e costruire un\u2019Italia pi\u00f9 moderna e competitiva\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Giovanni Azzone, Presidente di Acri: \u201cCon questo nuovo bando il Fondo Repubblica Digitale prosegue l\u2019impegno per contribuire a ridurre il divario di competenze digitali nel Paese. La diffusione delle nuove tecnologie e dell\u2019intelligenza artificiale rende sempre pi\u00f9 necessario un aggiornamento continuo, ma non tutti hanno le stesse possibilit\u00e0 di accedervi, con il rischio di acuire le disuguaglianze gi\u00e0 esistenti. Le prime evidenze della valutazione d\u2019impatto sui progetti finora sostenuti dal Fondo indicano risultati positivi, sia nel rafforzamento delle competenze sia nelle opportunit\u00e0 di inserimento lavorativo. Le Fondazioni di origine bancaria confermano dunque la loro fiducia in un\u2019iniziativa che contribuisce a sperimentare soluzioni efficaci per rendere pi\u00f9 equo l\u2019accesso alle nuove competenze digitali.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Per Giovanni Fosti, Presidente del Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale: \u201cCon il bando Prospettive+, il Fondo per la Repubblica Digitale prosegue nel proprio impegno per un Paese pi\u00f9 giusto e inclusivo, in cui la transizione digitale non lasci indietro nessuno. Le persone disoccupate e inattive non sono semplici destinatarie degli interventi, ma protagoniste di un percorso di crescita collettiva che riconosce il valore di ogni cittadina e cittadino. La nuova fase di scale-up punta a consolidare e valorizzare le esperienze pi\u00f9 efficaci, mettendo a disposizione del decisore pubblico modelli solidi e replicabili su scala nazionale. In questo quadro, la collaborazione tra Governo e Fondazioni di origine bancaria rappresenta un pilastro essenziale per costruire una visione di lungo periodo e mobilitare le risorse necessarie a ridurre i divari sociali e territoriali che ancora segnano il nostro Paese.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>PROSPETTIVE+. C\u2019\u00e8 tempo fino al 15 maggio 2026 per presentare progetti, attraverso il portale Re@dy da parte di enti del terzo settore, soggetti privati senza scopo di lucro e soggetti pubblici. Le proposte devono essere presentate da partenariati costituiti da un minimo di tre&nbsp;&nbsp;fino a un massimo di otto soggetti.Il bando mette a disposizione 25 milioni di euro e mira a sostenere progetti in grado di rafforzare le competenze digitali di persone disoccupate e inattive, tra i 34 e i 67 anni, al fine di consentirne la riqualificazione professionale e l\u2019inserimento nel mercato del lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>COS\u2019\u00c8 IL FONDO. Il Fondo per la Repubblica Digitale \u00e8 una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio \u2013 Acri), che si muove nell\u2019ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR e dal PNC ed \u00e8 alimentato da versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali viene riconosciuto un credito di imposta. Il Fondo seleziona e sostiene progetti di formazione e inclusione digitale per diversi target della popolazione come NEET, donne, disoccupati e inattivi, lavoratori a rischio disoccupazione a causa dell\u2019automazione, studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado, operatori dell\u2019economia sociale, persone detenute e in condizioni di vulnerabilit\u00e0 e cittadini. L\u2019obiettivo \u00e8 sperimentare progetti di formazione e inclusione digitale e replicare su scala pi\u00f9 vasta quelli ritenuti pi\u00f9 efficaci in modo tale da offrire le migliori pratiche al Governo affinch\u00e9 possa utilizzarle nella definizione di future politiche nazionali. Per maggiori informazioni fondorepubblicadigitale.it.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Accrescere le competenze digitali di persone disoccupate e inattive (34 \u2013 67 anni) per consentire la riqualificazione professionale e l\u2019inserimento nel mercato del lavoro. Questo l\u2019obiettivo di \u201cProspettive+\u201d \u2013 seconda fase del bando \u201cProspettive\u201d \u2013 promosso dal Fondo per la Repubblica Digitale. Il bando mette a disposizione 25 milioni di euro. LO SCALE-UP. 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