{"id":1000028052,"date":"2026-02-20T12:21:20","date_gmt":"2026-02-20T15:21:20","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028052"},"modified":"2026-02-20T12:21:20","modified_gmt":"2026-02-20T15:21:20","slug":"e-morta-angela-luce-artista-poliedrica-volto-e-voce-di-napoli-aveva-87-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028052","title":{"rendered":"E\u2019 morta Angela Luce, artista poliedrica: volto e voce di Napoli. Aveva 87 anni"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 stata un&#8217;attrice di cinema e di&nbsp;&nbsp;teatro, cantante raffinata, interprete colta della tradizione partenopea, autrice di testi e protagonista di una stagione culturale che ha intrecciato arte popolare e grande drammaturgia, lavorando con Eduardo De Filippo, Pier Paolo Pasolini, Mario Martone e Pupi Avati: Angela Luce \u00e8 morta oggi nella sua Napoli all&#8217;et\u00e0 di 87 anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo&nbsp;&nbsp;ultimo pensiero pubblico, doloroso, \u00e8 stato per l&#8217;incendio del Teatro&nbsp;&nbsp;Sannazaro, scrivendo il 17 febbraio sulla sua pagina Facebook:&nbsp;&nbsp;\u00abPensare al teatro Sannazaro distrutto \u00e8 veramente doloroso. Sono&nbsp;&nbsp;vicina a Ingrid e Lara e le abbraccio con tanto affetto. Mi auguro che sia presto ricostruito e continui a portare avanti il sogno di Luisa&nbsp;&nbsp;Conte\u00bb. La sua vita \u00e8 stata un lungo dialogo con Napoli, citt\u00e0 amata e mai abbandonata, che le ha dato accento, musicalit\u00e0, ironia e quella&nbsp;&nbsp;vena malinconica che ha attraversato tutta la sua carriera.<\/p>\n\n\n\n<p>Nata il 3 dicembre 1937 come Angela Savino in una famiglia modesta nel cuore di Napoli, crebbe in una citt\u00e0 che nel dopoguerra cercava di ricostruire non solo le case, ma anche l&#8217;anima. Fu proprio l&#8217;anima musicale di Napoli a conquistarla per prima. A soli quattordici anni partecip\u00f2 alla storica Piedigrotta Bideri con la canzone \u00abZ\u00ec Carmil\u00ec\u00bb, presentandosi ancora con il suo vero cognome. Era poco pi\u00f9 che un&#8217;adolescente, ma gi\u00e0 mostrava una presenza scenica magnetica e una voce calda, venata di malinconia.<\/p>\n\n\n\n<p>Quell&#8217;esperienza segn\u00f2 l&#8217;inizio di un percorso artistico che non si sarebbe pi\u00f9 interrotto. Negli anni Cinquanta Napoli era un laboratorio culturale vivacissimo: tra caff\u00e8&nbsp;&nbsp;chantant, teatri popolari e nuove produzioni discografiche, la giovane Angela trov\u00f2 terreno fertile per crescere artisticamente. La sua voce si impose presto per autenticit\u00e0, lontana dalle mode effimere,&nbsp;&nbsp;radicata invece nella tradizione melodica partenopea.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cinema la scopr\u00ec nel 1958 con \u00abRicordati di Napoli\u00bb di Pino&nbsp;&nbsp;Mercanti. Era l&#8217;epoca d&#8217;oro della produzione italiana a Cinecitt\u00e0, e&nbsp;&nbsp;Angela Luce seppe ritagliarsi uno spazio importante in un panorama&nbsp;&nbsp;affollato di grandi nomi. Negli anni successivi lavor\u00f2 in film che&nbsp;&nbsp;oggi sono considerati tasselli fondamentali della commedia&nbsp;&nbsp;all&#8217;italiana. Fu nel cast de \u00abIl vedovo\u00bb (1959) di Dino Risi, pellicola corrosiva e modernissima; prese parte a \u00abSignori si nasce\u00bb (1960) di Mario Mattoli e a numerose produzioni che la videro accanto&nbsp;&nbsp;a giganti come Tot\u00f2, Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Nino Manfredi e&nbsp;&nbsp;Marcello Mastroianni.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i tanti film in cui apparve in quella&nbsp;&nbsp;stagione degli anni Sessanta figurano: \u00abAnonima cocottes\u00bb, \u00abPeccati&nbsp;&nbsp;d&#8217;estate\u00bb, \u00abLetto a tre piazze\u00bb, \u00abTot\u00f2, Fabrizi e i giovani d&#8217;oggi\u00bb,&nbsp;&nbsp;\u00abGli anni ruggenti\u00bb, \u00abLa marcia su Roma\u00bb, \u00abDivorzio alla siciliana\u00bb,&nbsp;&nbsp;\u00abPer qualche dollaro in meno\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Angela Luce non fu mai soltanto una comprimaria: il suo volto intenso e la sua capacit\u00e0 di modulare registri diversi &#8211; dal comico al drammatico &#8211; la resero un&#8217;interprete preziosa, capace di dare spessore anche ai ruoli apparentemente secondari. Negli anni Sessanta e Settanta la sua carriera si arricch\u00ec di collaborazioni&nbsp;&nbsp;prestigiose. Recit\u00f2 ne \u00abLo straniero\u00bb (1967) di Luchino Visconti,&nbsp;&nbsp;entrando in contatto con un cinema pi\u00f9 introspettivo e raffinato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma fu soprattutto l&#8217;incontro con Pier Paolo Pasolini a segnare una&nbsp;&nbsp;svolta. Nel 1971 partecip\u00f2 a \u00abIl Decameron\u00bb, opera scandalosa e poetica al tempo stesso, che le valse il premio Reggia d&#8217;oro della citt\u00e0 di Caserta. Angela Luce seppe inserirsi nel mondo pasoliniano con naturalezza, portando sullo schermo quella verit\u00e0 popolare che il&nbsp;&nbsp;regista cercava. Due anni pi\u00f9 tardi arriv\u00f2 \u00abMalizia\u00bb di Salvatore Samperi, film che fece discutere e che le procur\u00f2 la Medaglia d&#8217;oro all&#8217;Anteprima del Cinema Mondiale di Saint-Vincent.<\/p>\n\n\n\n<p>Il riconoscimento pi\u00f9 importante giunse nel 1996, quando vinse il David di Donatello come migliore attrice non protagonista per \u00abL&#8217;amore molesto\u00bb di Mario Martone. La sua interpretazione, intensa e dolorosa, contribu\u00ec al successo internazionale del film, candidato anche alla&nbsp;&nbsp;Palma d&#8217;oro a Cannes. Nel 2006 fu nuovamente candidata al Nastro d&#8217;Argento per \u00abLa seconda notte\u00bb di nozze di Pupi Avati.<\/p>\n\n\n\n<p>Parallelamente al cinema, Angela Luce costru\u00ec anche una solida carriera musicale. Partecip\u00f2 al Festival di Sanremo nel 1975, classificandosi seconda con \u00abIpocrisia\u00bb, brano destinato a diventare uno dei suoi maggiori successi. Fu presente a \u00abUn disco per l&#8217;estate\u00bb nel 1973 e nel 1975, e al Festival di Napoli, dove nel 1970 ottenne il secondo posto con \u00ab&#8216;O divorzio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua interpretazione di \u00abSo&#8217; Bammenella &#8216;e&nbsp;&nbsp;copp&#8217; &#8216;e Quartiere\u00bb di Raffaele Viviani, nello spettacolo \u00abNapoli notte e giorno\u00bb diretto da Giuseppe Patroni Griffi, la rese l&#8217;unica artista presente nell&#8217;Archivio storico della canzone napoletana con la doppia esecuzione dello stesso brano. La discografia \u00e8 vasta: dagli album degli anni Settanta come \u00abChe vu\u00f2 cchi\u00f9\u00bb e \u00abCaf\u00e8 Chantant\u00bb, fino a \u00abLuce per Tot\u00f2\u00bb del 2009, omaggio al grande attore napoletano. Fu anche autrice di testi: \u00abVoglia\u00bb, su musica di Angelo Fiore, le valse&nbsp;&nbsp;il Premio Unicef nel 1984.<\/p>\n\n\n\n<p>Il teatro fu il suo grande amore. Ancora giovanissima fu scritturata da Eduardo De Filippo, con cui lavor\u00f2 per quattro anniinterpretando ruoli centrali del repertorio eduardiano, fino alla registrazione televisiva de \u00abIl contratto\u00bb (1981) per la Rai. Collabor\u00f2 anche con Peppino De Filippo e con Nino Taranto, portando la tradizione napoletana nei maggiori festival internazionali: Wiesbaden, Parigi al Th\u00e9\u00e2tre Sarah Bernhardt, Londra all&#8217;Old Vic, Buenos Aires e&nbsp;&nbsp;New York.<\/p>\n\n\n\n<p>La Rai la volle in numerosi sceneggiati di successo, tra cui \u00abPeppino Girella\u00bb (1963) con la regia di Eduardo De Filippo, \u00abIl cappello del prete\u00bb (1970), \u00abIl pazzo di Bergerac\u00bb (1972), \u00abIl malato&nbsp;&nbsp;immaginario\u00bb (1972), \u00abAl cavallino bianco\u00bb (1974) e \u00abI mariti\u00bb (1974). Anche negli anni pi\u00f9 recenti non aveva smesso di esibirsi, partecipando a recital poetico-musicali e iniziative culturali nella&nbsp;&nbsp;sua citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre al David di Donatello, Angela Luce ha ricevuto candidature ai Nastri d&#8217;Argento e ai Ciak d&#8217;oro, il Premio Carosone alla carriera, il Premio Letterario Camaiore per il libro di poesie \u00abMomenti di luce\u00bb, e numerosi riconoscimenti alla carriera: dal Premio Tot\u00f2 al Premio Penisola Sorrentina, fino al Premio Europeo Massimo Troisi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 stata un&#8217;attrice di cinema e di&nbsp;&nbsp;teatro, cantante raffinata, interprete colta della tradizione partenopea, autrice di testi e protagonista di una stagione culturale che ha intrecciato arte popolare e grande drammaturgia, lavorando con Eduardo De Filippo, Pier Paolo Pasolini, Mario Martone e Pupi Avati: Angela Luce \u00e8 morta oggi nella sua Napoli all&#8217;et\u00e0 di 87 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000028053,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[255],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1000028052","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-sociales"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/zdgb.jpg?fit=859%2C595&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000028052","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000028052"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000028052\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000028054,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000028052\/revisions\/1000028054"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000028053"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000028052"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000028052"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000028052"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}