{"id":1000027966,"date":"2026-02-18T11:24:09","date_gmt":"2026-02-18T14:24:09","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000027966"},"modified":"2026-02-18T11:24:11","modified_gmt":"2026-02-18T14:24:11","slug":"la-luna-non-e-come-pensavamo-i-campioni-cinesi-smentiscono-una-storica-teoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000027966","title":{"rendered":"La Luna non \u00e8 come pensavamo: i campioni cinesi smentiscono una storica teoria"},"content":{"rendered":"\n<p>Per mezzo secolo, gli scienziati hanno datato la superficie lunare contando i crateri. Pi\u00f9 ce ne sono, pi\u00f9 la zona \u00e8 antica. Un metodo ingegnoso, ma con un difetto nascosto: funzionava solo sul lato della Luna che vediamo dalla Terra. Il lato nascosto era rimasto, per forza di cose, fuori dall&#8217;equazione. Fino ad oggi. Una ricerca pubblicata su Science Advances da un gruppo dell&#8217;Accademia cinese delle scienze cambia le regole del gioco. Grazie ai campioni prelevati dal lato nascosto della Luna dalla missione Chang&#8217;e-6, i ricercatori hanno potuto aggiornare il modello cronologico dei crateri lunari, rimasto sostanzialmente invariato dagli anni delle missioni Apollo. Il risultato \u00e8 una doppia sorpresa. Per decenni si \u00e8 creduto che il lato nascosto della Luna fosse pi\u00f9 martoriato dai crateri perch\u00e9 avrebbe protetto la Terra dagli impatti di meteoriti. Tuttavia, i nuovi dati smentiscono questa ipotesi: il numero di crateri per unit\u00e0 di superficie \u00e8 rimasto lo stesso su entrambi i lati nel corso della storia. La Luna, in sostanza, ha subito un bombardamento uniforme su tutta la sua superficie. Per arrivare a questa conclusione, il team ha analizzato i campioni raccolti nel giugno 2024 dalla sonda cinese Chang&#8217;e-6 nel Bacino del Polo Sud-Aitken, la pi\u00f9 grande e antica struttura da impatto del sistema solare interno. Tra i quasi due chilogrammi di roccia riportati a terra sono stati trovati basalti di 2,8 miliardi di anni e noriti antichissime, risalenti a 4,247 miliardi di anni fa. Queste rocce sono i resti cristallizzati dell&#8217;impatto colossale che diede origine al bacino stesso. La seconda rivelazione della missione \u00e8 ancora pi\u00f9 importante, poich\u00e9 mette in discussione l&#8217;ipotesi del Bombardamento Pesante Tardivo (LHB, Late Heavy Bombardment). Secondo questa teoria, basata sui campioni delle missioni Apollo, circa 3,9 miliardi di anni fa il sistema solare interno avrebbe subito una violenta \u00abtempesta cosmica\u00bb di impatti meteorici. Tuttavia, i nuovi dati smentiscono questo picco catastrofico: la ricostruzione mostra invece un declino graduale e costante dei meteoriti nel tempo, senza drammatici colpi di coda. I campioni raccolti dalla sonda Chang&#8217;e-6, risalenti a 4,247 miliardi di anni fa, risultano incompatibili con il modello LHB o altri scenari di brusche variazioni. Se questo bombardamento fosse avvenuto, al Polo Sud-Aitken si dovrebbe riscontrare un&#8217;anomalia di crateri e rocce databili a 3,9 miliardi di anni fa. Al contrario, i reperti raccontano una storia lineare e coerente: un rallentamento progressivo dei bombardamenti fin dalle origini della Luna. Le implicazioni pratiche di questa ricerca vanno ben oltre la Luna. La cronologia rivista potr\u00e0 servire come riferimento pi\u00f9 accurato non solo per lo studio lunare, ma anche per la datazione delle superfici di altri corpi planetari del sistema solare \u2014 da Marte a Mercurio, fino agli asteroidi \u2014 dove non esistono campioni da analizzare in laboratorio e l&#8217;unico strumento disponibile \u00e8 proprio il conteggio dei crateri. Come ha spiegato Yue Zongyu, primo autore dello studio, la Luna funziona come un registro degli impatti per tutti i pianeti del sistema solare e la sua et\u00e0 superficiale \u00e8 la chiave per comprenderne la storia evolutiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Luigi Bignami<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per mezzo secolo, gli scienziati hanno datato la superficie lunare contando i crateri. Pi\u00f9 ce ne sono, pi\u00f9 la zona \u00e8 antica. Un metodo ingegnoso, ma con un difetto nascosto: funzionava solo sul lato della Luna che vediamo dalla Terra. 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