{"id":1000027963,"date":"2026-02-18T11:22:37","date_gmt":"2026-02-18T14:22:37","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000027963"},"modified":"2026-02-18T11:22:39","modified_gmt":"2026-02-18T14:22:39","slug":"il-cervello-medico-del-cuore-ecco-come-la-nostra-mente-ci-aiuta-a-guarire-dopo-un-infarto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000027963","title":{"rendered":"Il cervello \u00abmedico\u00bb del cuore: ecco come la nostra mente ci aiuta a guarire dopo un infarto"},"content":{"rendered":"\n<p>Dopo un infarto, il cuore pu\u00f2 contare su un alleato di fiducia per rigenerare i suoi tessuti: il cervello raccoglie i segnali inviati da un gruppetto di neuroni sensoriali che si trovano all&#8217;interno del cuore per attivare una risposta immunitaria che &#8211; nella giusta misura &#8211; ha un ruolo importante nella guarigione. La scoperta degli scienziati dell&#8217;Universit\u00e0 della California a San Diego, pubblicata su Cell, potrebbe essere utile per trovare nuove cure per i pazienti colpiti da un infarto. Da tempo sappiamo che cuore e cervello non funzionano in modo isolato, ma comunicano e collaborano in processi importanti, come la regolazione della pressione arteriosa o l&#8217;innesco (e il disinnesco) degli svenimenti. Per \u00abparlarsi\u00bb utilizzano neuroni sensoriali che rilevano ogni minima variazione del tessuto cardiaco, un insieme di cellule talvolta definito come \u00abun piccolo cervello\u00bb nel cuore. Per capire se questi neuroni abbiano un ruolo nel recupero dopo un infarto, gli scienziati californiani hanno studiato il cuore di un topo reso trasparente da una tecnica che permette di sbarazzarsi dei lipidi, e nel quale era stato indotto un infarto del miocardio, ossia la morte di una porzione di muscolo cardiaco dovuta all&#8217;interruzione dell&#8217;apporto di sangue e ossigeno. L&#8217;analisi ha permesso di scoprire un gruppo finora sconosciuto di neuroni sensoriali che partivano dal nervo vago (un nervo cranico che connette il cervello a cuore, apparato digerente e polmoni) e che si avvolgevano attorno alla parete muscolare del ventricolo cardiaco (una delle due camere inferiori del cuore) danneggiato. Dopo l&#8217;infarto, il numero di fibre nervose attorno al cuore era aumentato visibilmente. Bloccando i segnali di queste fibre nervose in direzione del cervello con un \u00abinterruttore\u00bb genetico, il cuore \u00e8 guarito pi\u00f9 velocemente e l&#8217;area lesionata si \u00e8 ridotta rapidamente. Una scoperta inizialmente difficile da spiegare: che cosa era successo? I segnali prodotti dalle nuove fibre nervose viaggiano fino a una regione del cervello che si attiva in risposta allo stress e che genera nel topo una reazione di attacco o fuga. Questa reazione stimola, a sua volta, una risposta immunitaria in direzione del cuore: cellule immunitarie vengono inviate nell&#8217;area danneggiata per formare tessuto cicatriziale e riparare il muscolo dalle lesioni, ma questo stesso processo, portato all&#8217;eccesso, altera la funzionalit\u00e0 del muscolo cardiaco. Bloccando la comunicazione tra i neuroni sensoriali del cuore e il cervello, gli scienziati hanno trovato il modo di stoppare precocemente questa risposta immunitaria. E di coglierne solo gli aspetti favorevoli. La scoperta potrebbe suggerire nuove opzioni terapeutiche contro gli infarti e spiegare meglio come funzionano alcune terapie farmacologiche gi\u00e0 impiegate dopo gli attacchi di cuore: come accennato dal New Scientist, i beta bloccanti, gi\u00e0 noti per influenzare, in parte, le cellule immunitarie, potrebbero prendere di mira parte di questo feedback tra sistema nervoso e sistema immunitario attivato dagli attacchi di cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo un infarto, il cuore pu\u00f2 contare su un alleato di fiducia per rigenerare i suoi tessuti: il cervello raccoglie i segnali inviati da un gruppetto di neuroni sensoriali che si trovano all&#8217;interno del cuore per attivare una risposta immunitaria che &#8211; nella giusta misura &#8211; ha un ruolo importante nella guarigione. 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