{"id":1000027887,"date":"2026-02-17T17:05:37","date_gmt":"2026-02-17T20:05:37","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000027887"},"modified":"2026-02-17T17:05:40","modified_gmt":"2026-02-17T20:05:40","slug":"e-se-la-vera-crisi-ambientale-non-fosse-il-cambiamento-climatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000027887","title":{"rendered":"E se la vera crisi ambientale non fosse il cambiamento climatico?"},"content":{"rendered":"\n<p>Mentre le \u00e9lite occidentali si ossessionano con l&#8217;impronta di carbonio, il mondo, in particolare i Paesi in via di sviluppo, annega in una zuppa tossica, una crisi completamente diversa dalla minaccia fantasma del cambiamento climatico. La vera emergenza ambientale non \u00e8 il modesto riscaldamento globale che ha storicamente aiutato gli esseri umani a prosperare: sono il degrado del suolo, l&#8217;acqua avvelenata e altre forme di inquinamento. Stiamo combattendo la guerra ambientale sbagliata. La melma nera e schiumosa nei fiumi, le montagne di rifiuti non trattati che marciscono nelle strade rappresentano una vera crisi che si estende a tutti i continenti. In Ghana, solo un quarto dei rifiuti giornalieri viene raccolto per lo smaltimento. I rifiuti non raccolti generano insetti vettori che trasmettono la malaria e la febbre dengue. Nei distretti sudafricani, quasi tre quarti dei residenti segnalano malattie direttamente attribuibili allo smaltimento improprio dei rifiuti. Il colera domina la lista. Il Sud-est asiatico \u00e8 tra i maggiori responsabili dell&#8217;inquinamento marino da plastica. I rifiuti mal gestiti fluiscono attraverso i fiumi nelle acque costiere, danneggiando la pesca e il turismo. L&#8217;inquinamento da plastica deriva da un fallimento della governance, non dalla chimica atmosferica. Le soluzioni esistono, alcune sono banali ma non applicate: camion per la raccolta, discariche artificiali e moderni inceneritori con controlli delle emissioni atmosferiche. Eppure, qui emerge la peculiare tragedia del nostro momento: mentre alcuni milioni di persone muoiono a causa dell&#8217;inquinamento, i nostri governi hanno bruciato miliardi di dollari sull&#8217;altare dell&#8217;azzeramento delle emissioni. Stanno dirottando preziose risorse finanziarie, energetiche e amministrative per combattere un fantasma. Inseguono l&#8217;approvazione delle Nazioni Unite e del World Economic Forum, giurando fedelt\u00e0 a una \u00abguerra al carbonio\u00bb. Nei Paesi in cui il capitale \u00e8 scarso e le priorit\u00e0 concorrenti sono numerose, i miliardi stanziati per la lotta alla CO2 si traducono in investimenti ritardati nel trattamento delle acque reflue, nei sistemi igienico-sanitari e nelle tecnologie di gestione dei rifiuti. I ministri dell&#8217;ambiente dei Paesi in via di sviluppo sono stati socializzati in una gerarchia di preoccupazioni che pone la concentrazione atmosferica di un nutriente vegetale, l&#8217;anidride carbonica, al di sopra delle catastrofi sanitarie dimostrabili che si verificano nelle loro giurisdizioni. La giustificazione di questa posizione \u00e8 radicata nell&#8217;affermazione, non supportata da alcuna evidenza scientifica, che l&#8217;anidride carbonica stia causando una crisi climatica. Ogni volta che una citt\u00e0 in India o in Bangladesh subisce un&#8217;alluvione, i media gridano al \u00abcambiamento climatico\u00bb, attribuendo la causa della pioggia alla combustione delle risorse fossili. Questa \u00e8 una bugia: la pioggia \u00e8 reale, ma la causa del disastro \u00e8 inventata. L&#8217;analisi delle vittime delle alluvioni in India mostra ripetutamente che la colpa \u00e8 da attribuire a carenze nella pianificazione urbana, e spesso questa \u00e8 la triste verit\u00e0 anche da noi. I disastri climatici non stanno aumentando e le vittime sono ad un minimo storico. Una recente valutazione del Dipartimento dell&#8217;Energia degli Stati Uniti riconosce che politiche di mitigazione eccessivamente aggressive contro la CO\u2082 sono complessivamente pi\u00f9 dannose che benefiche. E l&#8217;ironia \u00e8 che i combustibili fossili di cui si propone l&#8217;abbandono, sono necessari per risolvere i veri problemi: inceneritori ad alta temperatura, impianti di riciclaggio e impianti di trattamento delle acque richiedono enormi quantit\u00e0 di energia di base affidabile e conveniente. Un&#8217;infrastruttura robusta in grado di resistere a inondazioni e tempeste richiede acciaio e cemento, prodotti utilizzando carbone e gas naturale. Per migliorare la qualit\u00e0 dell&#8217;aria interna, le famiglie devono passare dalla combustione di letame e legna alla combustione pulita di gas di petrolio liquefatto. La paura del clima \u00e8 un&#8217;avventura di lusso per i ricchi. Per la maggior parte, la lotta \u00e8 per l&#8217;acqua pulita, l&#8217;aria respirabile e la dignit\u00e0 di una vita libera dalla sporcizia. Gli obiettivi astratti, non scientifici ma economicamente molto redditizi in materia di emissioni di carbonio, pensati su misura per le multinazionali multimiliardarie, non salveranno il mondo, in particolare i Paesi in via di sviluppo, dall&#8217;effetto soffocante dell&#8217;inquinamento reale. Pi\u00f9 a lungo rimaniamo affascinati da una fantomatica virt\u00f9 climatica, pi\u00f9 a lungo rimandiamo il vero problema ambientale<\/p>\n\n\n\n<p>Gianluca Alimonti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre le \u00e9lite occidentali si ossessionano con l&#8217;impronta di carbonio, il mondo, in particolare i Paesi in via di sviluppo, annega in una zuppa tossica, una crisi completamente diversa dalla minaccia fantasma del cambiamento climatico. 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