{"id":1000027635,"date":"2026-02-01T08:31:38","date_gmt":"2026-02-01T11:31:38","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000027635"},"modified":"2026-02-01T08:31:40","modified_gmt":"2026-02-01T11:31:40","slug":"niscemi-la-frana-continua-cosa-sta-succedendo-davvero-sotto-la-collina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000027635","title":{"rendered":"Niscemi, la frana continua: cosa sta succedendo davvero sotto la collina"},"content":{"rendered":"\n<p>La frana che sta colpendo Niscemi, come spiegavamo qui, non \u00e8 un evento imprevedibile, ma la conseguenza diretta della natura geologica del versante. L&#8217;area poggia su argille plioceniche e marne, materiali che agiscono come una spugna: assorbono l&#8217;acqua lentamente ma la trattengono ostinatamente. Questo fenomeno aumenta la pressione interna al terreno, riducendo la sua capacit\u00e0 di restare compatto fino al 70%. Il risultato? Un movimento lento ma implacabile che trasforma il fango in una minaccia per le fondamenta cittadine. L&#8217;allerta \u00e8 iniziata a met\u00e0 gennaio, ma la situazione \u00e8 precipitata il 25 gennaio, quando un fronte franoso di grandi dimensioni si \u00e8 riattivato sul margine sud della citt\u00e0. Non si tratta di un semplice smottamento superficiale: la dinamica \u00e8 quella di uno scivolamento roto-traslazionale. In alto si aprono crepe spaventose, mentre a valle il terreno \u00abspinge\u00bb in avanti, compromettendo strade e infrastrutture vitali per la comunit\u00e0. La scienza \u00e8 l&#8217;unica arma per prevedere le prossime mosse del versante. Nelle prossime ore l&#8217;Universit\u00e0 di Firenze effettuer\u00e0 rilievi tecnici sul campo, ma la vera svolta potrebbe arrivare dallo spazio. La Protezione Civile sta infatti collaborando con l&#8217;Agenzia Spaziale Italiana per utilizzare radar satellitari interferometrici. Questi strumenti sono in grado di misurare spostamenti millimetrici invisibili a occhio nudo, determinando se la frana sta accelerando pericolosamente. Il nemico numero uno resta l&#8217;acqua. Per stabilizzare Niscemi, gli esperti indicano tre priorit\u00e0: la creazione di drenaggi profondi, la canalizzazione immediata delle acque piovane e il controllo dei carichi edilizi in cima alla collina. Finch\u00e9 il cuore della montagna rester\u00e0 saturo d&#8217;acqua, il movimento non si fermer\u00e0. Il caso di Niscemi \u00e8 oggi il simbolo della fragilit\u00e0 geologica siciliana, dove il cambiamento climatico sta mettendo a dura prova un territorio gi\u00e0 vulnerabile. Il cuore del problema risiede nella natura stessa del terreno. Nelle frane composte prevalentemente da argilla, l&#8217;acqua agisce come un pericoloso lubrificante che riduce la coesione tra le particelle. Finch\u00e9 il terreno resta saturo, ovvero con i minuscoli spazi tra i grani completamente colmi d&#8217;acqua, la pressione interstiziale (cio\u00e8 la pressione esercitata dall&#8217;acqua che si trova negli spazi vuoti \u2013 \u00abinterstizi\u00bb o \u00abpori\u00bb \u2013 tra i granuli del terreno) impedisce al pendio di stabilizzarsi. In queste condizioni fisiche, la collina si comporta quasi come se galleggiasse su uno strato instabile, rendendo il movimento estremamente difficile da arrestare senza un intervento strutturale profondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Roberto Graziosi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La frana che sta colpendo Niscemi, come spiegavamo qui, non \u00e8 un evento imprevedibile, ma la conseguenza diretta della natura geologica del versante. L&#8217;area poggia su argille plioceniche e marne, materiali che agiscono come una spugna: assorbono l&#8217;acqua lentamente ma la trattengono ostinatamente. 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