{"id":1000027511,"date":"2026-01-28T18:40:10","date_gmt":"2026-01-28T21:40:10","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000027511"},"modified":"2026-01-28T18:40:12","modified_gmt":"2026-01-28T21:40:12","slug":"migranti-la-denuncia-i-cpr-incompatibili-con-il-rispetto-della-dignita-umana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000027511","title":{"rendered":"Migranti, la denuncia: i Cpr incompatibili con il rispetto della dignit\u00e0 umana"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abQuesto posto \u00e8 disumano. Non abbiamo cibo perch\u00e9 quello che ci portano \u00e8 scaduto. Se chiedi un medico non ti ascoltano finch\u00e9 o cadi per terra morto o accendi il fuoco\u00bb. Sono le parole di Adil, trattenuto in uno dei Centri di permanenza per i rimpatri, riportate in Cpr d&#8217;Italia: istituzioni totali, il rapporto presentato oggi, mercoled\u00ec 28 gennaio, a Roma, nella Sala caduti di Nassiriya del Senato. \u00abSono qui da 10 mesi! Sai quante cose si possono fare in 10 mesi&#8230; Qui non facciamo niente. Niente. Ogni giorno qualcuno si taglia, perch\u00e9 non ce la fa pi\u00f9\u00bb, denuncia Mohammad, un tunisino che ha trascorso in Italia quindici anni prima di essere trattenuto. La sua \u00e8 un&#8217;altra delle drammatiche testimonianze contenute nella ricerca, realizzata del Tavolo asilo e immigrazione (Tai), che costituisce il secondo rapporto di monitoraggio (dopo quello del 2024) sui Cpr di Bari, Brindisi, Caltanissetta, Gradisca d&#8217;Isonzo, Macomer, Milano, Palazzo San Gervasio, Roma, Torino, Trapani.&nbsp;Un lavoro multidisciplinare che, si legge, \u00abha confermato che i Cpr italiani hanno a tutti gli effetti la natura di istituzioni totali\u00bb. \u00abLa condizione di degrado materiale registrata in tutti i centri \u2014 riferisce il documento \u2014 la totale spersonalizzazione dei reclusi, la abituale violenza fisica e psicologica esercitata su di loro, e la condizione di persone solo \u00abimmagazzinate\u00bb nelle strutture, delineano un quadro generale estremamente grave\u00bb, che \u00abdipende da fattori di natura strutturale\u00bb. A tali conclusioni si \u00e8 giunti dopo un accurato lavoro di ricerca, portato avanti,&nbsp;&nbsp;sulla scia del report 2024, con l&#8217;obiettivo di&nbsp;&nbsp;\u00abcontinuare a entrare nei Cpr, documentare, raccogliere dati, ascoltare le persone recluse, denunciare pubblicamente le violazioni\u00bb per \u00abrifiutare l&#8217;idea che esistano vite sacrificabili e libert\u00e0 negoziabili\u00bb. Nel corso del 2025, dunque, le delegazioni del Tai hanno effettuato visite in dieci Cpr sul territorio nazionale, riscontrando \u00abgravi difficolt\u00e0 nell&#8217;accesso alla documentazione, spesso fornita in modo incompleto, frammentario o non fornita affatto dagli enti gestori, confermando una persistente mancanza di trasparenza\u00bb. Ci\u00f2 che si \u00e8 riuscito a documentare, per\u00f2, attraverso i dati acquisiti tra settembre e dicembre 2025, \u00e8 che nei Cpr visitati dal Tai, erano presenti 546 trattenuti, corrispondenti a meno dello 0,2% delle persone in posizione di irregolarit\u00e0 stimate sul territorio italiano. Le nazionalit\u00e0 di provenienza confermano una netta prevalenza di cittadini di Paesi del Nord Africa, in particolare Tunisia, Marocco, Algeria ed Egitto, accanto a presenze consistenti dall&#8217;Africa subsahariana Nigeria, Gambia, Senegal e da alcuni Paesi asiatici, tra cui Bangladesh, Pakistan e India. Si tratta soprattutto di uomini, visto che l&#8217;unica struttura&nbsp;&nbsp;dotata di una sezione femminile \u00e8 il Cpr di Roma, con una capienza di cinque posti.&nbsp;&nbsp;Tra le incongruenze rilevate nel periodo tra il 2014 e il 2024, \u00e8 che, a fronte di un costante aumento della capacit\u00e0 del sistema detentivo (con l&#8217;apertura di nuovi Cpr e dei centri in Albania) e dei termini massimi di detenzione, \u00abl&#8217;incidenza dei rimpatri effettuati \u00e8 in costante diminuzione ed ha toccato il minimo storico nel 2024, quando solo il 41,8% delle persone transitate nei centri di detenzione \u00e8 stato rimpatriato\u00bb. Se si considera invece l&#8217;incidenza dei rimpatri effettuati attraverso i Cpr, sul totale dei provvedimenti di allontanamento adottati, nel 2024 il dato registrato \u00e8 del 10,4%, tra l&#8217;altro in calo rispetto all&#8217;anno precedente (10,5%). \u00abSecondo la giurisprudenza, la detenzione amministrativa \u00e8 compatibile con il dettato costituzionale solo se finalizzata all&#8217;esecuzione del rimpatrio. Eppure &#8211; denuncia il rapporto &#8211;&nbsp;&nbsp;se il rimpatrio avviene solo nel 10% dei casi dai Cpr, \u00e8 evidente che, qualora questo fosse stato davvero l&#8217;obiettivo, la detenzione amministrativa avrebbe dovuto essere superata poco dopo la sua introduzione. Al contrario, il sistema detentivo sembra aver contribuito in modo significativo, e con particolare efficacia, alla criminalizzazione delle persone migranti\u00bb. Per quanto riguarda le condizioni di vita nei Cpr, dal documento emerge una \u00abstabilizzazione delle criticit\u00e0\u00bb e \u00able condizioni inaccettabili diventano la norma, il degrado diventa quotidianit\u00e0\u00bb. Tra le rilevazioni: carenze strutturali, acqua insufficiente, scarsa pulizia \u2014 che contribuiscono a creare un rischio sanitario diffuso \u2014 l&#8217;estrema difficolt\u00e0 di accedere a cure mediche,&nbsp;&nbsp;oltre all&#8217;isolamento progressivo delle persone, visto che \u00abla comunicazione con l&#8217;esterno risulta sistematicamente limitata\u00bb. Sono \u00abelementi \u2014 \u00e8 la conclusione \u2014 di un sistema che produce sistematicamente sofferenza e compromissione della salute, rendendo la detenzione amministrativa incompatibile con il rispetto della dignit\u00e0 umana\u00bb. Da l\u00ec l&#8217;appello pronunciato, durante la presentazione al Senato, da Gianfranco Schiavone, gi\u00e0 componente del direttivo dell&#8217;Asgi e&nbsp;&nbsp;presidente del Consorzio italiano di solidariet\u00e0-Ufficio rifugiati di Trieste: \u00abChiediamo alla societ\u00e0 e alla politica che tramonti l&#8217;idea di riformare i Cpr. Chiediamo che vengano eliminati\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Beatrice Guarrera<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abQuesto posto \u00e8 disumano. Non abbiamo cibo perch\u00e9 quello che ci portano \u00e8 scaduto. Se chiedi un medico non ti ascoltano finch\u00e9 o cadi per terra morto o accendi il fuoco\u00bb. 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