{"id":1000027354,"date":"2026-01-26T10:22:52","date_gmt":"2026-01-26T13:22:52","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000027354"},"modified":"2026-01-26T10:22:55","modified_gmt":"2026-01-26T13:22:55","slug":"in-groenlandia-lesercito-danese-era-pronto-a-combattere-contro-gli-stati-uniti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000027354","title":{"rendered":"In Groenlandia l&#8217;esercito danese era pronto a combattere contro gli Stati Uniti"},"content":{"rendered":"\n<p>La Danimarca era pronta all&#8217;impensabile: un confronto militare con gli Stati Uniti per difendere la Groenlandia. Fino a mercoled\u00ec pomeriggio, quando Donald Trump ha pubblicamente escluso l&#8217;uso della forza, a Copenaghen lo scenario peggiore era sul tavolo e veniva preso sul serio. Secondo quanto ricostruito dall&#8217;emittente danese DR, sulla base di ordini militari e fonti politiche di primo livello, la settimana scorsa i vertici delle forze armate hanno dato il via a un rafforzamento urgente del dispositivo di difesa nell&#8217;isola artica. Un&#8217;operazione accelerata, concreta, tutt&#8217;altro che simbolica. L&#8217;ordine parlava chiaro: aumentare rapidamente la capacit\u00e0 di attuare il piano di difesa della Groenlandia. Nel giro di pochi giorni, aerei militari e civili hanno iniziato a trasferire uomini e mezzi dalla Danimarca a Nuuk e nelle altre basi strategiche. I soldati sono stati dispiegati con munizioni vere, le cosiddette KUP, quelle che si portano quando l&#8217;ipotesi di entrare in combattimento non \u00e8 solo teorica. Politicamente, il consenso era ampio. Governo e opposizioni, di destra e di sinistra, erano pronti a sostenere una risposta armata nel caso di un attacco americano. Nessuno credeva davvero che Washington sarebbe arrivata a tanto. Ma Donald Trump, fino a pochi giorni fa, non aveva escluso esplicitamente l&#8217;opzione militare. E questo, per Copenaghen, bastava a giustificare la preparazione. La svolta \u00e8 arrivata mercoled\u00ec a Davos, quando Trump ha dichiarato: \u00abNon devo usare la forza. Non voglio usare la forza\u00bb. Parole che hanno raffreddato la crisi sul piano militare, ma non cancellato quella politica. Nel frattempo, l&#8217;operazione \u00abArctic Endurance\u00bb \u00e8 andata avanti. Ufficialmente un&#8217;esercitazione, nei fatti una dimostrazione di forza. In Groenlandia sono stati schierati reparti chiave dell&#8217;esercito danese, come i dragoni dello Jutland, considerati il \u00abpugno\u00bb delle forze terrestri, affiancati dagli specialisti del genio militare. In mare, il Comando Artico ha concentrato le unit\u00e0 di pattugliamento e inviato la fregata Peter Willemoes. In aria, per la prima volta, i caccia F-35 hanno pattugliato lo spazio groenlandese. All&#8217;operazione hanno partecipato anche contingenti di alleati Nato europei: Svezia, Norvegia, Finlandia, Francia, Germania, Paesi Bassi e Regno Unito.N.T.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Danimarca era pronta all&#8217;impensabile: un confronto militare con gli Stati Uniti per difendere la Groenlandia. Fino a mercoled\u00ec pomeriggio, quando Donald Trump ha pubblicamente escluso l&#8217;uso della forza, a Copenaghen lo scenario peggiore era sul tavolo e veniva preso sul serio. 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