{"id":1000027314,"date":"2026-01-25T16:10:40","date_gmt":"2026-01-25T19:10:40","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000027314"},"modified":"2026-01-25T16:10:42","modified_gmt":"2026-01-25T19:10:42","slug":"mercosur-dalla-francia-alla-polonia-a-strasburgo-trattori-in-fila-gia-dallalba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000027314","title":{"rendered":"Mercosur, dalla Francia alla Polonia: a Strasburgo trattori in fila gi\u00e0 dall\u2019alba"},"content":{"rendered":"\n<p>Trattori nella nebbia a Strasburgo. In fila gi\u00e0 all\u2019alba, da place de Bordeaux fino ai cordoni della polizia che presidiano il quartiere delle istituzioni europee. Gli agricoltori a bordo protestano contro l\u2019accordo di libero scambio tra l\u2019Ue e il Mercosur. Krzysztof e i suoi compagni arrivano dalla Polonia: \u201cAnche l\u2019Italia ha detto di s\u00ec, ma perch\u00e9?\u201d .<\/p>\n\n\n\n<p>La protesta assedia il Parlamento europeo nei giorni della plenaria. Proprio ieri, di fronte ai deputati, il commissario Ue al Commercio Maros Sefcovic aveva definito l\u2019intesa firmata da Ursula von der Leyen in Paraguay \u201cil nostro pi\u00f9 grande accordo\u201d. E aveva aggiunto, parlando di benefici comuni: \u201cCollegher\u00e0 oltre 700 milioni di consumatori, eliminando tariffe e barriere\u201d. Krzysztof e i suoi non la pensano cos\u00ec. Arrivano dalle campagne tra Zlotow e Pila, nel nord della Polonia, e se la prendono non solo con la Commissione Ue ma anche con i governi dei Paesi membri che hanno permesso di raggiungere la maggioranza qualificata necessaria al via libera. \u201cCon noi contadini polacchi ci sono anche i francesi, gli austriaci e tanti altri\u201d, assicura Krzysztof: \u201cInsieme, dobbiamo bloccare quest\u2019accordo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019Ue il via libera \u00e8 arrivato solo poche settimane fa. Decisivo il \u201cs\u00ec\u201d del governo di Giorgia Meloni, che ha permesso di raggiungere la maggioranza qualificata di 15 Paesi che rappresentino almeno il 65 per cento della popolazione comunitaria. Come ricostruisce il quotidiano Le Monde, il negoziato tra la Commissione Ue e Roma ha riguardato anzitutto i livelli dei sussidi previsti in bilancio per la Politica agricola comune. Il giornale francese ricorda pure il \u201cgrazie\u201d all&#8217;\u201damica\u201d Meloni di Javier Milei, il presidente dell\u2019Argentina, con il Brasile uno dei pesi massimi del Mercosur. Contrari nell\u2019Ue sono rimasti i governi di Polonia, Francia, Ungheria e Irlanda. Con i loro trattori davanti al Parlamento europeo oggi ci sono per\u00f2 manifestanti di molti pi\u00f9 Paesi. \u201cVotre faim sera notre fin\u201d, \u201cla vostra fame sar\u00e0 la nostra fine\u201d, sta scritto in un cartello appeso davanti al radiatore di un trattore con il tricolore francese. Tra le sigle della protesta presenti, per l\u2019Italia al fianco di Krzysztof, c\u2019\u00e8 anche Coldiretti.<\/p>\n\n\n\n<p>COLDIRETTI: PI\u00d9 CONTROLLI E STOP A IMPORTAZIONI SLEALI<\/p>\n\n\n\n<p>Fermare le importazioni sleali di cibi che non rispettano gli standard europei e mettono a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori. Le stesse regole che seguono le imprese agricole in Europa devono essere rispettate da chi vuole vendere da noi, da qualunque Paese voglia esportare qui. E servono pi\u00f9 controlli, perch\u00e9 ora solo il 3% delle merci viene fisicamente verificato nei porti e alle frontiere. Questa la posizione di Coldiretti, presente oggi a Strasburgo in corteo fino al Parlamento Europeo con oltre mille soci agricoltori guidati dal Presidente Ettore Prandini e dal Segretario Generale Vincenzo Gesmundo, al fianco degli agricoltori francesi della Fnsea. La deriva autocratica e ideologica imposta da Ursula Von der Leyen sta uccidendo l\u2019agricoltura europea e mettendo a rischio la sovranit\u00e0 alimentare del continente. La Commissione ha il dovere di difendere le produzioni europee, i cittadini consumatori e la sicurezza del cibo. Se Von der Leyen non garantisce subito reciprocit\u00e0, controlli e trasparenza nel commercio internazionale, deve lasciare il suo incarico e abbandonare subito le follie che ad oggi hanno contraddistinto la sua gestione antidemocratica. La Commissione Von der Leyen ha trasformato l\u2019agricoltura in un laboratorio ideologico gestito da tecnocrati che ignorano i territori produttivi, scaricano costi e vincoli sulle imprese europee e spalancano i mercati alla concorrenza sleale globale. Coldiretti chiede anche trasparenza totale con origine obbligatoria in etichetta per tutti i prodotti e abolizione dell\u2019inganno del codice doganale dell\u2019ultima trasformazione. La Commissione predica ideologia e impone burocrazia: 100 giorni di lavoro sottratti ogni anno alle aziende agricole per obblighi inutili, mentre senza reciprocit\u00e0 il commercio diventa un\u2019arma contro l\u2019Europa. Il negoziato sul Mercosur \u00e8 l\u2019emblema delle follie della Commissione: un accordo costruito per importare prodotti senza reciprocit\u00e0 e senza controlli sanitari e ambientali, aprendo la strada ad altri trattati ancora pi\u00f9 pericolosi per l\u2019agricoltura e il cibo europeo. Per queste ragioni la mobilitazione di Coldiretti proseguir\u00e0 senza sosta, finch\u00e9 la Commissione non abbandoner\u00e0 la linea suicida che ha imposto e non ripristiner\u00e0 un quadro politico e commerciale capace di difendere agricoltura, cittadini e sovranit\u00e0 alimentare europea. \u201cContinuiamo la nostra protesta sul tema della trasparenza \u2013 sottolinea il presidente di Coldiretti Ettore Prandini \u2013 nell\u2019interesse delle imprese agricole ma soprattutto dei cittadini consumatori. Vogliamo dare garanzie sulla qualit\u00e0 dei prodotti e, soprattutto, assicurare che i cibi importati rispettino esattamente le stesse regole e gli stessi standard ai quali sono sottoposte le nostre imprese.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo vale per il Mercosur, ma vale anche per tutti gli accordi futuri che verranno siglati: abbiamo la necessit\u00e0 di dare certezza e tutela al lavoro dei nostri agricoltori. La nostra battaglia \u2013 conclude Prandini \u2013 continuer\u00e0 oggi, nei prossimi giorni, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, finch\u00e9 non otterremo elementi chiari di trasparenza e di coerenza da parte della Commissione europea\u201d. \u201cSiamo qui per denunciare la necessit\u00e0 che, partendo proprio dal Mercosur, tutti i prodotti che importiamo in Europa e soprattutto in Italia siano pienamente tracciabili \u2013 dichiara il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo \u2013 Noi abbiamo fotografato nel porto di Rotterdam quella che possiamo definire la porta degli inferi: le cose pi\u00f9 schifose che arrivano in Italia. \u00c8 quindi necessario che \u2013 prosegue Gesmundo \u2013 partendo da questa grande capacit\u00e0 di mobilitazione popolare, si possa arrivare non solo al concetto di reciprocit\u00e0, ma a un controllo che riguardi tutte, tutte, tutte le merci che importiamo, sia dal punto di vista della qualit\u00e0 sia, soprattutto, da quello della salubrit\u00e0. I Paesi dai quali importiamo prodotti e derrate alimentari utilizzano ancora fitofarmaci e veleni che in Europa sono stati banditi da oltre quarant\u2019anni. Questo non \u00e8 pensabile n\u00e9 auspicabile: non possiamo continuare in questa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trattori nella nebbia a Strasburgo. In fila gi\u00e0 all\u2019alba, da place de Bordeaux fino ai cordoni della polizia che presidiano il quartiere delle istituzioni europee. Gli agricoltori a bordo protestano contro l\u2019accordo di libero scambio tra l\u2019Ue e il Mercosur. 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