{"id":1000027221,"date":"2026-01-20T22:07:33","date_gmt":"2026-01-21T01:07:33","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000027221"},"modified":"2026-01-20T22:07:34","modified_gmt":"2026-01-21T01:07:34","slug":"lo-sci-guarda-al-futuro-con-materiali-innovativi-piu-sostenibili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000027221","title":{"rendered":"Lo sci guarda al futuro con materiali innovativi pi\u00f9 sostenibili"},"content":{"rendered":"\n<p>Per molti lo sci \u00e8 sinonimo di neve fresca, silenzio e natura incontaminata. Tuttavia non tutti sanno che anche questo sport potrebbe avere ricadute ambientali anche significative. I problemi principali sono due. Il primo riguarda le scioline, sostanze cerose applicate sulla soletta degli sci (quelli dei campioni, ma anche quelli \u00abdella domenica\u00bb) per migliorarne lo scorrimento. Alcune di queste scioline contengono composti fluorurati, cio\u00e8 molecole a cui viene aggiunto fluoro per aumentare la repellenza all&#8217;acqua in condizioni difficili, come i famigerati Pfas, i cosiddetti \u00abinquinanti eterni\u00bb. Il secondo problema \u00e8 legato al rilascio di microplastiche dovuto all&#8217;usura dei materiali moderni, microplastiche che dagli sci entrano poi nel suolo e nel ciclo idrico.&nbsp;&nbsp;Sul primo fronte la Federazione sciistica internazionale (Fis) ha gi\u00e0 preso posizione, bandendo alcuni prodotti dalle competizioni ufficiali &#8211; mentre al di fuori dell&#8217;ambito agonistico l&#8217;utilizzo di queste scioline non \u00e8 ancora vietato ovunque; sul secondo c&#8217;\u00e8 chi sta studiando soluzioni alternative. Tra questi, un gruppo del Politecnico di Milano, guidato dal professore Paolo Ossi, ordinario di Fisica della Materia, e recentemente finanziato dalla Provincia Autonoma di Trento, che lavora da dieci anni a una soluzione radicale. \u00abIl polietilene ha prestazioni eccellenti sulla neve naturale, ma soffre moltissimo le superfici dure delle piste moderne\u00bb spiega Ossi. \u00abL&#8217;usura lo consuma e lo frammenta: e quei frammenti finiscono nell&#8217;ambiente\u00bb. La ricerca parte da un assunto: il polietilene non \u00e8 migliorabile oltre un certo limite. \u00ab\u00c8 un materiale fantastico, ma i suoi difetti strutturali restano. L&#8217;unica strada \u00e8 sostituirlo\u00bb racconta Ossi. \u00c8 cos\u00ec che nasce l&#8217;idea di usare un&#8217;unica piastra in acciaio inossidabile al posto della classica soletta: un materiale resistente, omogeneo e soprattutto non soggetto a rilasciare microplastiche. Su questa piastra, l&#8217;\u00e9quipe applica lavorazioni laser che riproducono l'\u00bbimpronta\u00bb, quei solchi sottili che permettono allo sci di scaricare lateralmente il velo d&#8217;acqua creato dallo scorrimento sulla neve. \u00abAbbiamo gi\u00e0 testato vari prototipi: acciaio diversamente lavorato, acciaio non lavorato, soletta tradizionale. E i risultati sono davvero promettenti\u00bb spiega. La sorpresa \u00e8 che, in molte condizioni, la soletta metallica scorre quanto il polietilene e persino meglio sulla neve artificiale, oggi dominante nelle localit\u00e0 sciistiche. Il principio fisico alla base \u00e8 lo stesso di sempre: lo sci non scorre sul ghiaccio solido, ma su un velo sottilissimo d&#8217;acqua generato dall&#8217;attrito. \u00abQuesto \u00abfilm\u00bb pu\u00f2 essere spesso da un decimo a pochi decimi di millimetro\u00bb chiarisce Ossi. \u00abSe \u00e8 troppo spesso, il flusso d&#8217;acqua diventa turbolento (cio\u00e8 disordinato) e lo sciatore rallenta; se \u00e8 troppo sottile, aumenta l&#8217;attrito di scorrimento\u00bb. L&#8217;impronta serve proprio a gestire questo equilibrio. Con la neve artificiale, pi\u00f9 abrasiva, la soletta classica si rovina rapidamente e deve essere \u00abrifatta\u00bb dagli skimen anche pi\u00f9 volte l&#8217;anno, producendo altra usura e altri residui plastici. La soletta in acciaio, invece, resiste molto pi\u00f9 a lungo. \u00abE non teme la temperatura\u00bb aggiunge Ossi: \u00abquando le lamine degli sci si scaldano per attrito, infatti, il polietilene pu\u00f2 superare la temperatura di polimerizzazione e danneggiarsi irreversibilmente. In quei casi uno sci \u00e8 da sostituire. Con il metallo non succede\u00bb. Il progetto, che coinvolge ricercatori, un&#8217;azienda trentina specializzata in lavorazioni laser e uno storico produttore di sci, \u00e8 ormai nella fase finale. \u00abSperavamo di presentarlo alle Olimpiadi di Milano-Cortina, ma ci arriveremo con qualche mese di ritardo\u00bb racconta Ossi. Gli ultimi test, svolti lo scorso 14 gennaio ai Piani di Bobbio (Lecco), sono stati giudicati complessivamente positivi: quattro paia di sci identici per modello e misura, ma diversi per materiale della soletta e preparazione superficiale, sono stati messi a confronto da due testatori nelle stesse condizioni ambientali (neve compatta, temperatura dell&#8217;aria compresa tra \u20132 \u00b0C e +0,6 \u00b0C e umidit\u00e0 elevata, tra l&#8217;89 e il 94%). \u00abI risultati indicano differenze significative tra sci con soletta in acciaio preparata in modo diverso (cio\u00e8 con differenti lavorazioni superficiali), un dato che ci sta orientando nella fase conclusiva della ricerca\u00bb spiega Ossi. Gli sci con soletta tradizionale in polietilene, trattati con sciolina adeguata, hanno mostrato una migliore accelerazione iniziale nei primi 2-3 metri di scivolamento da fermo, senza spinta, un effetto legato proprio alla sciolina. Ma, superata questa fase, le prestazioni sono risultate del tutto paragonabili. L&#8217;introduzione nel mondo agonistico, per\u00f2, richieder\u00e0 tempo: \u00abGli atleti sono molto conservativi. Vogliono oggetti di cui fidarsi al cento per cento, soprattutto quando si scende a 120 km\/h\u00bb. Ma la direzione \u00e8 tracciata. Una soletta che non rilascia particelle, dura pi\u00f9 a lungo e mantiene prestazioni elevate potrebbe cambiare il futuro dello sci. \u00ab\u00c8 una prospettiva reale\u00bb conclude Ossi. \u00abE potrebbe essere il passo decisivo per coniugare tecnologia e rispetto dell&#8217;ambiente in uno sport che vive di natura\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Simone Valtieri<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per molti lo sci \u00e8 sinonimo di neve fresca, silenzio e natura incontaminata. Tuttavia non tutti sanno che anche questo sport potrebbe avere ricadute ambientali anche significative. I problemi principali sono due. 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