{"id":1000027077,"date":"2026-01-15T10:28:56","date_gmt":"2026-01-15T13:28:56","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000027077"},"modified":"2026-01-15T10:28:58","modified_gmt":"2026-01-15T13:28:58","slug":"sorvegliato-speciale-sulliceberg-a23a-si-e-formata-una-piscina-grande-quasi-quanto-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000027077","title":{"rendered":"Sorvegliato speciale: sull&#8217;iceberg A23a si \u00e8 formata una \u00abpiscina\u00bb grande quasi quanto Roma"},"content":{"rendered":"\n<p>Vi abbiamo gi\u00e0 parlato di A23a, ma ora sull&#8217;iceberg pi\u00f9 osservato al mondo sta accadendo un fenomeno ancora pi\u00f9 strano:l&#8217;acqua prodotta dalla fusione del ghiaccio non sta defluendo in mare, ma si sta accumulando per formare una specie di enorme piscina. Un segnale che potrebbe anticipare la fine dell&#8217;iceberg. Il gigante in questione \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi iceberg tabulari mai osservati. Le immagini satellitari mostrano una caratteristica sorprendente: lungo tutto il perimetro dell&#8217;iceberg corre una sorta di bordo rialzato di ghiaccio, come una barriera continua. Il risultato \u00e8 una gigantesca \u00abvasca\u00bb naturale che intrappola l&#8217;acqua di fusione. Le dimensioni sono impressionanti: la superficie occupata dalla pozza raggiunge circa 800 chilometri quadrati, circa due terzi della superficie di Roma. In alcuni settori l&#8217;acqua appare di un blu intenso, indice di profondit\u00e0 che potrebbero arrivare a diversi metri. Nel complesso, il volume di acqua accumulata \u00e8 probabilmente dell&#8217;ordine dei miliardi di litri: abbastanza da riempire migliaia di piscine olimpioniche. Un carico enorme, che grava su una struttura gi\u00e0 indebolita.A23a non \u00e8 un iceberg giovane. Si \u00e8 separato dalla piattaforma di ghiaccio Filchner-Ronne nel 1986 e allora era oltre cinque volte pi\u00f9 grande di oggi. Per anni ha detenuto il primato di iceberg pi\u00f9 esteso del pianeta. Ma il suo lento viaggio verso nord, in acque e atmosfere progressivamente pi\u00f9 calde, ne ha accelerato il deterioramento. La frammentazione appare ormai inevitabile, e l&#8217;acqua di disgelo che ristagna sulla sua superficie potrebbe rappresentare il colpo di grazia. Potrebbe \u00abesplodere\u00bb? L&#8217;accumulo di acqua di fusione sulla superficie degli iceberg \u00e8 uno dei meccanismi chiave di instabilit\u00e0 del ghiaccio galleggiante. L&#8217;acqua liquida \u00e8 pi\u00f9 densa del ghiaccio e tende a infiltrarsi in ogni frattura. Quando penetra nelle crepe, esercita una forte pressione verso il basso, allargandole. Se poi le temperature scendono e l&#8217;acqua ricongela, il volume aumenta e agisce come un vero e proprio cuneo esplosivo. \u00abSe quest&#8217;acqua penetra nelle fratture e successivamente ricongela, pu\u00f2 agire come un cuneo e far esplodere l&#8217;iceberg dall&#8217;interno\u00bb, spiega Mike Meredith, oceanografo del British Antarctic Survey. Un processo noto come hydrofracturing, gi\u00e0 osservato nel collasso di piattaforme glaciali, come nella piattaforma di ghiaccio Larsen B nel 2002. Secondo Douglas MacAyeal, glaciologo dell&#8217;Universit\u00e0 di Chicago, la presenza di questo \u00abeffetto bordo\u00bb non \u00e8 del tutto anomala per iceberg di dimensioni eccezionali. \u00abLa mia ipotesi \u00e8 che i margini dell&#8217;iceberg si siano incurvati verso il basso, formando una specie di diga ad arco sulla superficie superiore\u00bb, spiega. \u00abQuesta deformazione trattiene l&#8217;acqua di fusione all&#8217;interno\u00bb. La curvatura sarebbe il risultato combinato dell&#8217;erosione delle onde, della fusione differenziale e della naturale tendenza delle alte scogliere di ghiaccio a flettersi, anche quando appaiono perfettamente verticali. Un equilibrio fragile, destinato prima o poi a rompersi. Infine, le striature d&#8217;acqua visibili dall&#8217;alto raccontano una storia ancora pi\u00f9 antica: sono le tracce dei flussi di ghiaccio che scorrevano quando A23a faceva ancora parte della calotta costiera antartica. A23a \u00e8 tenuto sotto controllo da satelliti ottici e radar (Sentinel, Landsat), perch\u00e9 rappresenta un caso di studio quasi da laboratorio naturale: un iceberg gigantesco, vecchio, strutturalmente indebolito, che entra in una fase avanzata di fusione superficiale. Eventuali fratture o rotture improvvise forniranno dati preziosi per comprendere come potrebbero comportarsi in futuro le grandi piattaforme di ghiaccio antartiche. La fusione di un iceberg di queste dimensioni, inoltre, rilascia enormi quantit\u00e0 di acqua dolce fredda, che altera localmente la salinit\u00e0 e la stratificazione dell&#8217;oceano. Questo pu\u00f2 influenzare la circolazione oceanica su scala regionale, la distribuzione di nutrienti e la produttivit\u00e0 del fitoplancton, base della catena alimentare antartica. In alcuni casi, il passaggio e la frammentazione degli iceberg creano vere e proprie \u00aboasi biologiche\u00bb, ma gli effetti a lungo termine restano ancora poco compresi.<\/p>\n\n\n\n<p>Luigi Bignami<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi abbiamo gi\u00e0 parlato di A23a, ma ora sull&#8217;iceberg pi\u00f9 osservato al mondo sta accadendo un fenomeno ancora pi\u00f9 strano:l&#8217;acqua prodotta dalla fusione del ghiaccio non sta defluendo in mare, ma si sta accumulando per formare una specie di enorme piscina. Un segnale che potrebbe anticipare la fine dell&#8217;iceberg. 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