{"id":1000027074,"date":"2026-01-15T10:28:04","date_gmt":"2026-01-15T13:28:04","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000027074"},"modified":"2026-01-15T10:28:07","modified_gmt":"2026-01-15T13:28:07","slug":"terre-rare-e-nuovi-colonialismi-il-caso-della-groenlandia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000027074","title":{"rendered":"Terre rare e nuovi colonialismi. Il caso della Groenlandia"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel mondo la corsa ai minerali, soprattutto alle famose terre rare, occupa ormai i vertici degli interessi nazionali. Ma dove si trovano questi preziosi elementi e come si sono formati? Per rispondere a questa domanda dobbiamo fare prima qualche premessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Un mosaico in movimento<\/p>\n\n\n\n<p>Se i mari si potessero tirar via come una coperta, vedremmo un mosaico di \u00abplacche tettoniche\u00bb separate da due tipi di confine: vulcani allineati per migliaia di chilometri a formare le \u00abdorsali oceaniche\u00bb, rispetto alle quali le placche adiacenti si allontanano l&#8217;una dall&#8217;altra; \u00abfosse oceaniche\u00bb profonde migliaia di metri, lungo le quali le placche invece di allontanarsi si scontrano. La fossa oceanica si crea perch\u00e9 una delle placche viene piegata verso il basso fino a infilarsi sotto l&#8217;altra, frantumandosi e sciogliendosi in magma per via delle elevate pressioni e temperature.<\/p>\n\n\n\n<p>Le \u00abradici\u00bb delle montagne<\/p>\n\n\n\n<p>Frammenti delle placche assieme ai sedimenti accumulati dentro la fossa vengono progressivamente accartocciati e sospinti verso l&#8217;alto, creando le catene montuose. Dove i magmi prodotti dalla fusione della placca trovano sfogo in superficie si formano gli archi vulcanici; il magma che non trova sbocchi si raffredda e solidifica in profondit\u00e0, formando le \u00abradici\u00bb delle catene montuose: qui si concentra quasi tutta la gamma di minerali noti, e quindi anche gran parte delle risorse minerarie pi\u00f9 importanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Cratoni, dove si concentrano i minerali<\/p>\n\n\n\n<p>Queste radici impregnate di minerali emergono in superficie solo quando le catene soprastanti vengono piallate via nel corso di centinaia di milioni di anni di erosione. I geologi chiamano \u00abcratoni\u00bb le aree formate da antiche radici riesumate, da un termine greco che vuol dire \u00abforte\u00bb, a sottolineare la loro resistenza ai processi che hanno distrutto prima le placche e poi la catena. Per via del tempo necessario a smantellare una catena montuosa, non si conoscono cratoni pi\u00f9 recenti di 500 milioni di anni; di solito raggiungono i miliardi di anni di et\u00e0, avvicinandosi ai primordi della Terra. Per questo, le aree cratoniche sono le uniche abbastanza antiche da contenere sparute tracce fossili dei primi organismi viventi. Le pi\u00f9 antiche, lasciate da \u00abalghe\u00bb unicellulari dette \u00abstromatoliti\u00bb (\u00abtappeti di roccia\u00bb), risalgono a circa 3,7 miliardi di anni fa e provengono dal cratone della Groenlandia. Come in tutti i cratoni, anche in quello groenlandese si concentrano minerali per noi da sempre preziosi e indispensabili: oro, argento, ferro e rame, per esempio, storicamente i metalli del progresso e della guerra per le civilt\u00e0 fiorite in ogni parte del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le terre rare<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi l&#8217;elenco dei minerali che alimentano l&#8217;economia e i conflitti dell&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 assai pi\u00f9 lungo e in cima alla lista troviamo le misteriose \u00abterre rare\u00bb. Si tratta di una quindicina di elementi le cui propriet\u00e0 sono essenziali per far funzionare motori elettrici, turbine eoliche, pannelli solari, microchip e altri componenti chiave di tutti i moderni dispositivi elettronici: senza le terre rare niente transizione energetica, niente tecnologia digitale e niente intelligenza artificiale. Ovviamente, anche la moderna tecnologia militare \u00e8 totalmente dipendente dalle terre rare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il caso della Groenlandia<\/p>\n\n\n\n<p>La lunga evoluzione geologica e la breve storia recente sono quindi il motivo per cui la Groenlandia \u00e8 attualmente oggetto di minacce colonialiste da parte degli USA: politicamente \u00e8 un \u00abprotettorato\u00bb quasi disabitato di un piccolo e pacifico paese come la Danimarca; geologicamente \u00e8 un grande cratone ricco di terre rare. Un&#8217;area pu\u00f2 essere \u00abricca\u00bb di terre rare perch\u00e9 questi minerali non sono rari in assoluto ma solo perch\u00e9, da come si legano ad altri elementi, rimangono dispersi invece di concentrarsi in vene e filoni, come fa per esempio l&#8217;oro (assai pi\u00f9 raro delle terre rare); questo rende difficile e costosa la loro estrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Una questione ambientale<\/p>\n\n\n\n<p>Non basta quindi possedere riserve di terre rare, occorre sviluppare le capacit\u00e0 industriali per estrarle e purificarle, chiudendo pi\u00f9 di un occhio sulle questioni ambientali; bisogna infatti demolire e trattare con soluzioni acide inquinanti tonnellate di rocce per ottenere un grammo di terre rare. Per esempio, al primo posto per possedimenti di terre rare (davanti a Brasile, India, Australia, Russia, Vietnam e USA) c&#8217;\u00e8 la vasta e popolosa Cina, con quasi la met\u00e0 delle riserve totali del pianeta; ma grazie alle sue capacit\u00e0 industriali e a politiche ambientali permissiviste, la Cina provvede al 90% della richiesta mondiale di terre rare. La Groenlandia, con un rispettabile 2% delle riserve mondiali, \u00e8 appena dietro gli USA; tuttavia, da spopolato paradiso ecologico qual \u00e8, la sua produzione di terre rare \u00e8 praticamente a zero. D&#8217;altra parte, un approccio simile a quello cinese sarebbe una catastrofe ambientale per l&#8217;area artica, punto vitale dell&#8217;intero pianeta. Ecco perch\u00e9, al di l\u00e0 del vituperato diritto internazionale, il caso della Groenlandia riguarda tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Domenico Ridente<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel mondo la corsa ai minerali, soprattutto alle famose terre rare, occupa ormai i vertici degli interessi nazionali. Ma dove si trovano questi preziosi elementi e come si sono formati? Per rispondere a questa domanda dobbiamo fare prima qualche premessa. 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