{"id":1000026998,"date":"2026-01-11T23:27:02","date_gmt":"2026-01-12T02:27:02","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000026998"},"modified":"2026-01-11T23:27:03","modified_gmt":"2026-01-12T02:27:03","slug":"basta-buttare-soldi-la-fine-del-sogno-elettrico-ford-svaluta-costera-20-miliardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000026998","title":{"rendered":"\u00abBasta buttare soldi\u00bb. La fine del sogno elettrico: Ford svaluta, coster\u00e0 20 miliardi"},"content":{"rendered":"\n<p>Ford frena sull&#8217;auto elettrica e mette a bilancio una delle pi\u00f9 imponenti svalutazioni della sua storia recente. Il gruppo di Dearborn registrer\u00e0 19,5 miliardi di dollari di oneri straordinari legati alla profonda riorganizzazione della propria divisione EV, dopo anni di difficolt\u00e0 nel rendere profittevole questo segmento. La maggior parte delle rettifiche sar\u00e0 contabilizzata nel quarto trimestre. Lo riferisce Bloomberg, citando una nota diffusa dalla societ\u00e0. Il cambio di strategia \u00e8 radicale. Ford cancella lo sviluppo di un pick-up elettrico della famiglia F-Series, rivede al ribasso la capacit\u00e0 produttiva delle batterie e sposta il baricentro industriale verso modelli a benzina, ibridi ed elettrici a autonomia estesa. Anche l&#8217;iconico F-150 Lightning, simbolo della scommessa EV del gruppo, verr\u00e0 trasformato in una versione ibrida a lunga autonomia. Secondo il management, la decisione certifica un errore di valutazione a monte: troppa capacit\u00e0 produttiva sulle batterie e investimenti su grandi veicoli elettrici destinati a bruciare cassa. Un problema che, sempre secondo Bloomberg, rischia di aggravarsi con il cambio di clima politico negli Stati Uniti e con lo smantellamento di una parte delle politiche pro-EV dell&#8217;amministrazione Biden da parte del presidente Donald Trump. Nonostante le svalutazioni, Ford punta a rendere profittevole la divisione elettrica entro il 2029. L&#8217;unit\u00e0 ha chiuso lo scorso anno con perdite per 5,1 miliardi di dollari e il 2025 potrebbe essere ancora pi\u00f9 difficile. \u00abNon aveva senso continuare a investire miliardi in prodotti che sapevamo non avrebbero mai generato utili\u00bb, ha spiegato l&#8217;amministratore delegato Jim Farley in un&#8217;intervista a Bloomberg TV. Il gruppo ha per\u00f2 rivisto al rialzo le stime di utile operativo per il 2025, portandole a 7 miliardi di dollari contro una forchetta precedente compresa tra 6 e 6,5 miliardi, grazie alla riduzione dei costi e alla focalizzazione su veicoli pi\u00f9 redditizi. Il mercato ha accolto positivamente la notizia: il titolo Ford \u00e8 salito dell&#8217;1% nel trading after-hours, con un progresso complessivo del 38% dall&#8217;inizio dell&#8217;anno. Un altro pilastro della nuova strategia riguarda le batterie per l&#8217;accumulo energetico. Ford convertir\u00e0 impianti nati per l&#8217;auto elettrica alla produzione di celle destinate alla rete, un mercato in forte espansione trainato dai data center per l&#8217;intelligenza artificiale e dagli investimenti sulle infrastrutture elettriche. In Kentucky, lo stabilimento di Glendale sar\u00e0 fermato e sottoposto a una riconversione da 2 miliardi di dollari: durante i lavori verranno licenziati 1.600 addetti, ma il gruppo prevede di assumere oltre 2.100 persone quando l&#8217;impianto riaprir\u00e0 nel 2027 per sostenere il business dello storage. Dopo la rottura della joint venture con il coreano SK On, Ford prender\u00e0 il controllo diretto di alcuni impianti e produrr\u00e0 batterie LFP a basso costo su licenza della cinese CATL, destinate esclusivamente allo stoccaggio di energia. Anche il sito di Marshall, in Michigan, sar\u00e0 orientato in questa direzione, oltre a supportare una nuova generazione di piccoli EV pi\u00f9 economici attesi dal 2027. Parallelamente, il gruppo rafforza la scommessa su benzina e ibrido. Il nuovo stabilimento di Stanton, in Tennessee \u2013 il primo impianto di assemblaggio Ford costruito negli Stati Uniti da mezzo secolo \u2013 produrr\u00e0 camion tradizionali anzich\u00e9 pick-up elettrici. L&#8217;avvio \u00e8 stato rinviato al 2029. Farley ha comunque assicurato che Ford intende competere con i produttori cinesi, come BYD, con una gamma di EV pi\u00f9 accessibili, a partire da circa 30.000 dollari. Nel complesso, l&#8217;azienda prevede che entro il 2030 met\u00e0 delle vendite globali deriver\u00e0 da ibridi, elettrici a autonomia estesa ed EV puri, rispetto al 17% attuale. \u00abSono decisioni difficili, ma pensate per creare valore nel lungo periodo\u00bb, ha spiegato il responsabile della divisione elettrica Andrew Frick, sottolineando che le risorse verranno riallocate verso le aree con maggiori ritorni attesi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ford frena sull&#8217;auto elettrica e mette a bilancio una delle pi\u00f9 imponenti svalutazioni della sua storia recente. Il gruppo di Dearborn registrer\u00e0 19,5 miliardi di dollari di oneri straordinari legati alla profonda riorganizzazione della propria divisione EV, dopo anni di difficolt\u00e0 nel rendere profittevole questo segmento. 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