{"id":1000026971,"date":"2026-01-11T22:38:29","date_gmt":"2026-01-12T01:38:29","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000026971"},"modified":"2026-01-11T22:38:31","modified_gmt":"2026-01-12T01:38:31","slug":"usa-e-venezuela-verso-una-ripresa-dei-rapporti-diplomatici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000026971","title":{"rendered":"Usa e Venezuela verso una ripresa dei rapporti diplomatici"},"content":{"rendered":"\n<p>Ad una settimana dalla cattura di Nicol\u00e1s Maduro, arrivano segnali che indicano come Caracas e Washington starebbero lavorando a una ripresa delle relazioni diplomatiche. Mentre negli Stati Uniti il presidente, Donald Trump, incontrava le grandi compagnie petrolifere per discutere delle riserve di greggio venezuelano, una delegazione del Dipartimento di Stato \u00e8 giunta a Caracas per verificare la possibilit\u00e0 di riaprire l&#8217;ambasciata statunitense.<\/p>\n\n\n\n<p>Il governo della presidente ad interim Delcy Rodr\u00edguez \u00abha deciso di avviare un processo diplomatico esplorativo con il governo degli Stati Uniti d&#8217;America per ristabilire le missioni diplomatiche in entrambi i Paesi\u00bb, ha annunciato il ministro degli Esteri venezuelano, Yvan Gil, in un comunicato. Del resto la stessa Rodr\u00edguez, dopo aver di nuovo condannato l&#8217;attacco degli Stati Uniti, ha tenuto a sottolineare la volont\u00e0 di dialogo per \u00abdifendere\u00bb la pace, la stabilit\u00e0, l&#8217;indipendenza e la sovranit\u00e0 del Venezuela, aggiungendo: \u00abAffronteremo tutto questo con la nostra diplomazia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Le sedi diplomatiche<\/p>\n\n\n\n<p>La sede diplomatica statunitense a Baruta, nel distretto metropolitano di Caracas, era stata chiusa nel 2019 dopo che Maduro aveva rotto le relazioni bilaterali con Washington, che aveva riconosciuto Juan Guaid\u00f3 come legittimo presidente. Da allora, gli Usa hanno fatto affidamento per le questioni venezuelane sulla rappresentanza a Bogot\u00e1. \u00c8 stato infatti proprio l&#8217;ambasciatore statunitense in Colombia, John McNamara, a recarsi con altri funzionari nella capitale venezuelana \u00abper una valutazione iniziale in vista di una possibile ripresa graduale delle operazioni\u00bb, ha riferito alla stampa una fonte del Dipartimento di Stato. Il Venezuela, \u00e8 stato annunciato, invier\u00e0 una propria delegazione a Washington: a Georgetown si trovano gli uffici diplomatici di Caracas, chiusi dal 2023. Nonostante i toni pi\u00f9 distensivi, momenti di tensione si sono comunque vissuti dopo l&#8217;annuncio da parte statunitense della cattura di un&#8217;altra petroliera venezuelana nel Mar dei Caraibi. La quinta in appena un mese. Un&#8217;operazione che le forze armate Usa hanno inquadrato nel pieno dei tentativi di Washington di bloccare le esportazioni di greggio del Paese sudamericano. \u00c8 stato poi lo stesso presidente Trump a dichiarare che il sequestro \u00e8 avvenuto \u00abin coordinamento con il governo ad interim del Venezuela\u00bb perch\u00e9 l&#8217;imbarcazione era partita dal Paese \u00absenza\u00bb l&#8217;autorizzazione Usa. La nave cisterna Olina, ha spiegato il presidente sui propri canali social, \u00absta tornando in Venezuela e il petrolio verr\u00e0 venduto attraverso l&#8217;accordo energetico che \u2014 ha aggiunto \u2014 abbiamo creato appositamente per questo tipo di transazioni\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nodo petrolifero<\/p>\n\n\n\n<p>D&#8217;altra parte il nodo petrolifero continua a rimanere centrale nella crisi: il Venezuela possiede circa un quinto delle riserve petrolifere mondiali ed era un tempo un importante fornitore di greggio per gli Stati Uniti. Nell&#8217;incontro alla Casa Bianca con i vertici delle principali societ\u00e0 petrolifere americane \u2014 da giorni descritti dai media statunitensi come preoccupati per la quantit\u00e0 di denaro e tempo da investire per rilanciare le infrastrutture petrolifere venezuelane in decadenza \u2014 Trump ha annunciato che gi\u00e0 30 milioni di barili di petrolio \u00absono diretti verso gli Stati Uniti\u00bb dal Venezuela. Secondo \u00abThe New York Times\u00bb per\u00f2 le autorit\u00e0 di Caracas non avrebbero confermato l&#8217;invio di tale quantit\u00e0 di greggio, che corrisponde a circa un mese della produzione venezuelana. Ai rappresentanti di \u00abbig oil\u00bb Trump ha comunque garantito \u00absicurezza totale\u00bb in Venezuela. Un tema, quello delle garanzie, cruciale per molti dei manager presenti. Il Ceo di Exxon Mobil, Darren Woods, lo ha detto chiaramente. \u00ab\u00c8 assolutamente fondamentale istituire un team tecnico per valutare lo stato attuale del settore\u00bb, ha affermato durante l&#8217;incontro con il presidente, il vice presidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e i ministri del settore, invocando protezioni durature per gli investimenti. Da parte sua, Trump ha spiegato che i giganti petroliferi tratteranno direttamente con Washington e non con Caracas e che saranno gli Stati Uniti a decidere quali compagnie lavoreranno in Venezuela: \u00abDecideremo noi chi pu\u00f2 trivellare e Cina e Russia \u2014 ha infatti affermato \u2014 potranno comprare il petrolio\u00bb dagli Stati Uniti. Nelle stesse ore il ministero degli Esteri venezuelano ha fatto sapere di un incontro con l&#8217;ambasciatore russo, Sergey M\u00e9lik-Bagdasarov, ribadendo di voler continuare \u00aba lavorare sul programma di cooperazione\u00bb con Mosca.<\/p>\n\n\n\n<p>Giada Aquilino<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ad una settimana dalla cattura di Nicol\u00e1s Maduro, arrivano segnali che indicano come Caracas e Washington starebbero lavorando a una ripresa delle relazioni diplomatiche. 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