{"id":1000026932,"date":"2026-01-11T21:47:17","date_gmt":"2026-01-12T00:47:17","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000026932"},"modified":"2026-01-11T21:47:19","modified_gmt":"2026-01-12T00:47:19","slug":"volete-davvero-far-cadere-maduro-il-clamoroso-retroscena-su-parolin-e-la-russia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000026932","title":{"rendered":"\u00abVolete davvero far cadere Maduro?\u00bb. Il clamoroso retroscena su Parolin e la Russia"},"content":{"rendered":"\n<p>Un retroscena che passa per il Vaticano, un&#8217;offerta russa e l&#8217;operazione lampo degli Stati Uniti. Il puzzle che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro, avvenuta il 3 gennaio, si arricchisce di nuovi tasselli grazie alle rivelazioni del Washington Post. Da settimane \u2013 racconta il quotidiano americano \u2013 dietro le quinte si muovevano diplomatici, prelati e funzionari, con un ruolo inatteso anche della Santa Sede.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pressing del Vaticano<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo alla vigilia di Natale. Il cardinale Pietro Parolin, secondo i documenti citati dal Wp, convoca d&#8217;urgenza l&#8217;ambasciatore statunitense presso la Santa Sede Brian Burch. L&#8217;obiettivo: capire fino a che punto volessero spingersi gli Stati Uniti in Venezuela. \u00abGli Usa avrebbero preso di mira solo i narcotrafficanti, o l&#8217;amministrazione Trump era davvero interessata a un cambio di regime?\u00bb avrebbe chiesto il segretario di Stato vaticano, invitando Washington a prevedere una via d&#8217;uscita per il leader di Caracas. Nei giorni precedenti \u2013 scrive il giornale \u2013 Parolin avrebbe provato in tutti i modi a mettersi in contatto con il senatore Marco Rubio, figura centrale nelle scelte americane sul dossier venezuelano. Un tentativo dettato dal timore di una deriva violenta. Proprio durante il colloquio con Burch, il cardinale avrebbe rivelato che \u00abla Russia era pronta a concedere asilo a Maduro e ha chiesto gli americani di avere pazienza per \u00abconvincere\u00bb il presidente venezuelano ad accettare.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;offerta di Mosca e il raid Usa<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo le fonti citate dal Washington Post, a Maduro sarebbe stata offerta una via di fuga piuttosto comoda: asilo garantito e possibilit\u00e0 di \u00abgodersi i suoi soldi\u00bb. A rendere tutto pi\u00f9 appetibile, l&#8217;impegno di Putin a garantire la sicurezza personale dell&#8217;ormai ex presidente. Ma la proposta non ha avuto seguito. Anche perch\u00e9 \u2013 raccontano le stesse fonti \u2013 Maduro non avrebbe gradito l&#8217;idea di trasferirsi in Russia: da Mosca, riteneva, sarebbe stato pi\u00f9 difficile gestire i propri beni. Cos\u00ec, nella notte tra il 2 e il 3 gennaio, scatta il raid: un&#8217;azione delle forze speciali statunitensi che porta alla cattura di Maduro e della moglie, con un bilancio di circa 75 vittime. I due vengono trasferiti a New York, dove iniziano le udienze del processo per narcotraffico.<\/p>\n\n\n\n<p>La reazione del Vaticano<\/p>\n\n\n\n<p>La Santa Sede, chiamata in causa direttamente, risponde con una nota secca: \u00ab\u00c8 deludente che siano state divulgate parti di una conversazione riservata che non riflettono accuratamente il contenuto della conversazione stessa, avvenuta durante il periodo natalizio\u00bb. Nessun commento, invece, dal Dipartimento di Stato americano. Silenzio anche dal Cremlino. Il Post sostiene che l&#8217;inchiesta si basa su colloqui con una ventina di persone, molte delle quali anonime per la natura sensibile delle informazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La partita diplomatica mancata<\/p>\n\n\n\n<p>Che i tentativi di evitare l&#8217;attacco fossero andati avanti fino all&#8217;ultimo lo confermano anche altre ricostruzioni. Il New York Times aveva raccontato che Maduro, il 23 dicembre, avrebbe rifiutato un&#8217;altra ipotesi di esilio, questa volta in Turchia. Washington, da parte sua, conferma che la decisione di colpire Caracas risale proprio al periodo natalizio, con un rinvio di qualche giorno in attesa di condizioni meteorologiche pi\u00f9 favorevoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Le valutazioni sbagliate di Maduro<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo le fonti citate dai giornali americani, il leader venezuelano avrebbe sottovalutato pi\u00f9 volte la portata della crisi. A novembre, in una telefonata con Trump, aveva ricevuto un aut aut che per\u00f2 interpret\u00f2 come un segnale distensivo. Convinto che le elezioni di midterm avrebbero favorito i Democratici e migliorato la sua posizione internazionale, respinse anche l&#8217;idea di un incontro a Washington. Nemmeno dopo gli ultimi avvertimenti avrebbe preso seriamente in considerazione l&#8217;ipotesi dell&#8217;esilio. Non la Russia, almeno, perch\u00e9 da l\u00ec \u2013 spiegano le fonti \u2013 avrebbe avuto problemi a gestire il proprio patrimonio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nome su cui punta Washington<\/p>\n\n\n\n<p>Parallelamente, mentre si chiudeva la partita con Maduro, negli Stati Uniti maturava un&#8217;altra convinzione: quella di puntare su Delcy Rodr\u00edguez per garantire continuit\u00e0 al governo venezuelano. La vicepresidente \u2013 secondo le informazioni raccolte \u2013 non sarebbe stata informata del piano americano per rimuovere Maduro. N\u00e9 avrebbe ricevuto segnali da Washington su un eventuale ruolo nel dopo-crisi. L&#8217;amministrazione Trump, sulla base dei report dell&#8217;intelligence, considerava Rodr\u00edguez la figura pi\u00f9 adatta a mantenere stabile la macchina statale, giudicando invece pi\u00f9 rischiosa un&#8217;investitura di Mar\u00eda Corina Machado, esponente dell&#8217;opposizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Franco Lodige<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un retroscena che passa per il Vaticano, un&#8217;offerta russa e l&#8217;operazione lampo degli Stati Uniti. Il puzzle che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro, avvenuta il 3 gennaio, si arricchisce di nuovi tasselli grazie alle rivelazioni del Washington Post. 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