{"id":1000026923,"date":"2026-01-10T08:55:04","date_gmt":"2026-01-10T11:55:04","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000026923"},"modified":"2026-01-10T08:55:06","modified_gmt":"2026-01-10T11:55:06","slug":"un-consumo-elevato-di-conservanti-e-associato-al-rischio-di-diabete-e-di-cancro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000026923","title":{"rendered":"Un consumo elevato di conservanti \u00e8 associato al rischio di diabete e di cancro"},"content":{"rendered":"\n<p>Un consumo massiccio di conservanti, gli additivi alimentari che ritardano il deterioramento del cibo, \u00e8 associato a due delle pi\u00f9 impattanti malattie croniche del nostro tempo: il diabete di tipo 2 e il cancro. Un importante studio francese che per anni ha seguito in modo meticoloso le abitudini alimentari di oltre 100.000 persone ha riscontrato un collegamento tra l&#8217;assunzione elevata di queste sostanze, molto diffuse nei cibi ultraprocessati, e un rischio pi\u00f9 elevato di diabete di tipo 2 e di alcuni tipi di tumori, come quelli al seno o del colon-retto. I risultati delle due ricerche (diabete e cancro), che fanno parte dello stesso, pluriennale progetto, sono stati pubblicati rispettivamente su Nature Communications e sul BMJ.<\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;analisi lunga 14 anni<\/p>\n\n\n\n<p>Le ricerche sono state condotte da un gruppo di scienziati dell&#8217;Institut national de la sant\u00e9 et de la recherche m\u00e9dicale (Inserm), dell&#8217;Institut national de la recherche agronomique, dell&#8217;Universit\u00e0 Sorbona di Parigi, dell&#8217;Universit\u00e0 Paris Cit\u00e9 e del Cnam, nell&#8217;ambito del gruppo di ricerca sull&#8217;epidemiologia nutrizionale (CRESS-EREN). Il gruppo di lavoro sul diabete \u00e8 stato coordinato da Mathilde Touvier, direttrice di ricerca dell&#8217;Inserm, nonch\u00e9 una delle pi\u00f9 autorevoli voci al mondo in fatto di ultraprocessati. Tra il 2009 e il 2023 i ricercatori hanno seguito le abitudini alimentari, la storia medica, i dati socio-demografici e lo stile di vita di oltre 108.700 persone, che hanno dovuto fornire resoconti dettagliati di quello che avevano mangiato nell&#8217;arco di 24 ore in diversi momenti dello studio. I volontari riferito anche il nome e la marca specifica dei cibi confezionati consumati: questo ha permesso di ricostruire con precisione la loro esposizione agli additivi alimentari, e ai conservanti in particolare.<\/p>\n\n\n\n<p>Due categorie di conservanti<\/p>\n\n\n\n<p>Il team ha raggruppato i conservanti in non antiossidanti (per esempio, i conservanti che inibiscono la crescita dei batteri o ostacolano il deterioramento del cibo rallentando i cambiamenti chimici che lo causano); e antiossidanti, che ritardano o impediscono la \u00abscadenza\u00bb dei cibi eliminando o riducendo i livelli di ossigeno all&#8217;interno del packaging. I consumatori europei possono riconoscere queste sostanze dai codici riportati nella lista degli ingredienti: da E200 a E299, per i conservanti non antiossidanti; e da E300 a E399, per i conservanti antiossidanti. Dei 58 conservanti rintracciati nei cibi mangiati dai volontari, il gruppo di ricerca ne ha studiati nel dettaglio 17, perch\u00e9 consumati da almeno il 10% dei partecipanti allo studio. Nel corso dei 14 anni si sono verificati in totale 1.131 casi di diabete di tipo 2 tra le persone seguite: il consumo pi\u00f9 elevato di conservanti in generale \u00e8 stato collegato a un&#8217;incidenza aumentata di diabete di tipo 2 del 47%; quello di non antiossidanti, del 49% e quello degli antiossidanti del 40%, rispetto ai pi\u00f9 bassi livelli di consumo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutelare i consumatori<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i conservanti che potrebbero essere associati a un maggiore rischio di diabete si trovano, scrivono i ricercatori, \u00abconservanti alimentari non antiossidanti ampiamente utilizzati come sorbato di potassio (E202), metabisolfito di potassio (E224), nitrito di sodio (E250), acido acetico (E260), acetati di sodio (E262) e propionato di calcio (E282), e additivi antiossidanti come ascorbato di sodio (E301), alfa-tocoferolo (E307), eritorbato di sodio (E316), acido citrico (E330), acido fosforico (E338) ed estratti di rosmarino (E392). Oltre a un incentivo, per tutti noi, a prediligere i cibi freschi e poco lavorati, lo studio &#8211; il primo al mondo che lega questi composti all&#8217;incidenza del diabete di tipo 2 &#8211; \u00e8 un invito a una maggiore attenzione nell&#8217;utilizzo di conservanti, con l&#8217;obiettivo di tutelare i consumatori. Anche perch\u00e9 alcuni degli stessi conservanti sono risultati associati, nel secondo studio, a una moderata, ma maggiore incidenza di alcuni tumori.<\/p>\n\n\n\n<p>I conservanti e il rischio di cancro<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso dell&#8217;analisi, condotta su oltre 105.000 partecipanti in 14 anni, 4.226 persone si sono ammalate di cancro (soprattutto al seno, alla prostata o del colon-retto). Tra i 17 conservanti considerati, 11 non sono risultati associati a cancro, cos\u00ec come non lo \u00e8 stato il loro consumo totale. Ma un pi\u00f9 elevato apporto di diversi conservanti, soprattutto non antiossidanti come sorbato di potassio, metabisolfito di potassio, nitrito di sodio, nitrato di potassio e acido acetico, \u00e8 stato associato a una pi\u00f9 elevata incidenza di tumori rispetto a chi non aveva consumato queste sostanze (o ne aveva consumate in basse quantit\u00e0). Per esempio, il sorbato di potassio, \u00e8 risultato legato a un aumento del 14% del rischio di cancro in generale e del 26% del rischio di cancro al seno. Sebbene si tratti di studi osservazionali, che nulla ci dicono su un eventuale rapporto di causa effetto tra conservanti e malattie croniche, la grandezza del campione, la durata dell&#8217;analisi e il dettaglio nella raccolta dati suggeriscono che di questi rischi sentiremo ancora parlare.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un consumo massiccio di conservanti, gli additivi alimentari che ritardano il deterioramento del cibo, \u00e8 associato a due delle pi\u00f9 impattanti malattie croniche del nostro tempo: il diabete di tipo 2 e il cancro. 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