{"id":1000026920,"date":"2026-01-10T08:53:24","date_gmt":"2026-01-10T11:53:24","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000026920"},"modified":"2026-01-10T08:53:26","modified_gmt":"2026-01-10T11:53:26","slug":"betelgeuse-non-e-sola-scoperta-la-scia-della-sua-stella-compagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000026920","title":{"rendered":"Betelgeuse non \u00e8 sola: scoperta la scia della sua stella compagna"},"content":{"rendered":"\n<p>Grazie a nuove osservazioni del telescopio spaziale Hubble della NASA, un gruppo di astronomi ha ricostruito l&#8217;influenza esercitata da una stella compagna, recentemente identificata e battezzata Siwarha, sul gas che avvolge Betelgeuse. La ricerca, guidata dagli scienziati del Center for Astrophysics | Harvard &amp; Smithsonian (CfA), ha individuato una scia di gas denso che attraversa l&#8217;immensa atmosfera della supergigante rossa, offrendo una spiegazione concreta ai cambiamenti anomali osservati negli ultimi anni nella sua luminosit\u00e0 e nella sua struttura esterna. I risultati dello studio sono stati presentati al 247\u00b0 meeting dell&#8217;American Astronomical Society. L&#8217;articolo \u00e8 stato accettato per la pubblicazione su The Astrophysical Journal ed \u00e8 gi\u00e0 disponibile sul server di preprint arXiv. La scia lasciata da Siwarha \u00e8 emersa da un&#8217;analisi delle variazioni di luce di Betelgeuse, monitorate per quasi otto anni. Questi cambiamenti periodici rivelano l&#8217;effetto della stella compagna, fino a poco tempo fa solo ipotizzata, mentre attraversa le regioni esterne dell&#8217;atmosfera della supergigante. La scoperta contribuisce a risolvere uno dei misteri legati a Betelgeuse e apre nuove prospettive per comprendere il comportamento e l&#8217;evoluzione delle stelle massicce nelle fasi finali della loro vita. Betelgeuse si trova a circa 650 anni luce dalla Terra, nella costellazione di Orione. \u00c8 una supergigante rossa di dimensioni colossali: al suo interno potrebbero entrare oltre 400 milioni di Soli. Proprio la combinazione di grandezza e relativa vicinanza la rende una delle poche stelle la cui superficie e atmosfera possono essere osservate direttamente, trasformandola in un laboratorio naturale per studiare come le stelle giganti invecchiano, perdono massa e, infine, esplodono come supernovae. Utilizzando Hubble insieme ai telescopi terrestri del Fred Lawrence Whipple Observatory e del Roque de Los Muchachos Observatory, il team ha individuato un insieme coerente di variazioni che costituiscono una prova dell&#8217;esistenza della compagna e del suo impatto sull&#8217;atmosfera esterna della stella. . Tra gli indizi pi\u00f9 significativi figurano le variazioni nello spettro di Betelgeuse \u2014 ovvero nei colori caratteristici emessi dai diversi elementi chimici \u2014 e i cambiamenti nella velocit\u00e0 e nella direzione dei gas atmosferici. Tutti segnali riconducibili a una scia di materiale pi\u00f9 denso che si forma subito dopo il passaggio della compagna. Questa scia compare con una regolarit\u00e0 sorprendente: ogni sei anni, circa 2.100 giorni, esattamente come previsto dai modelli teorici che descrivono l&#8217;orbita della stella compagna all&#8217;interno dell&#8217;atmosfera della supergigante. \u00ab\u00c8 un po&#8217; come una barca che si muove nell&#8217;acqua\u00bb, spiega Andrea Dupree, astronoma del CfA e autrice principale dello studio. \u00abLa stella compagna genera un&#8217;onda nell&#8217;atmosfera di Betelgeuse che oggi possiamo osservare direttamente nei dati. Per la prima volta vediamo segni chiari di questa scia di gas, la prova che Betelgeuse possiede davvero una compagna nascosta che ne modella aspetto e comportamento\u00bb. Per decenni, gli astronomi hanno cercato di comprendere le irregolarit\u00e0 nella luminosit\u00e0 e nella superficie della stella. L&#8217;interesse \u00e8 esploso nel 2020, quando Betelgeuse si \u00e8 improvvisamente affievolita, un evento che ha fatto il giro del mondo scientifico. In particolare, hanno incuriosito due distinti cicli di variazione: uno pi\u00f9 breve, di circa 400 giorni, oggi attribuito a pulsazioni interne della stella, e un secondo periodo pi\u00f9 lungo, di 2.100 giorni, rimasto a lungo senza spiegazione definitiva. Nel tempo, sono state avanzate numerose ipotesi: gigantesche celle convettive, nubi di polvere, attivit\u00e0 magnetica e, infine, la presenza di una compagna stellare di piccola massa. Studi recenti avevano indicato quest&#8217;ultima come la spiegazione pi\u00f9 plausibile, ma mancavano prove osservative dirette. Ora, quella prova \u00e8 finalmente arrivata. \u00abL&#8217;idea di una compagna non rilevata ha preso piede negli ultimi anni, ma restava una teoria\u00bb, sottolinea Dupree. \u00abCon questa evidenza diretta, Betelgeuse ci offre un posto in prima fila per osservare come una stella gigante cambia nel tempo. Individuare la scia della compagna ci permette di capire meglio come queste stelle perdono massa e si avviano verso l&#8217;esplosione finale come supernova\u00bb. Attualmente, dal nostro punto di vista, Betelgeuse sta eclissando la sua compagna. Gli astronomi stanno gi\u00e0 pianificando nuove osservazioni in vista della prossima riapparizione di Siwarha, prevista per il 2027. Una scoperta che potrebbe aiutare a chiarire fenomeni simili osservati anche in altre stelle giganti e supergiganti della nostra galassia.<\/p>\n\n\n\n<p>Luigi Bignami<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grazie a nuove osservazioni del telescopio spaziale Hubble della NASA, un gruppo di astronomi ha ricostruito l&#8217;influenza esercitata da una stella compagna, recentemente identificata e battezzata Siwarha, sul gas che avvolge Betelgeuse. 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