{"id":1000026804,"date":"2026-01-07T14:50:40","date_gmt":"2026-01-07T17:50:40","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000026804"},"modified":"2026-01-07T14:50:43","modified_gmt":"2026-01-07T17:50:43","slug":"esistono-cinque-macrocategorie-di-disturbi-psichiatrici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000026804","title":{"rendered":"Esistono cinque macrocategorie di disturbi psichiatrici"},"content":{"rendered":"\n<p>Uno studio genetico sui dati di oltre un milione di persone mette in luce le radici comuni nascoste di disturbi psichiatrici apparentemente disparati, che condividono per\u00f2 le stesse basi biologiche. Stando alla ricerca, pubblicata su Nature, malattie attualmente considerate distinte sui manuali diagnostici, come ansia e depressione, avrebbero per\u00f2 all&#8217;origine lo stesso \u00abzoccolo duro\u00bb di varianti genetiche, e ricadrebbero pertanto nel medesimo sottogruppo. Lo studio potrebbe avere effetti sulla classificazione e sulla prevenzione di disturbi psichiatrici molto comuni e diffusi.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ipotesi: cinque gruppi di disturbi psichiatrici<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo gli scienziati dell&#8217;Universit\u00e0 del Colorado Boulder (negli Stati Uniti), 14 importanti disturbi psichiatrici sarebbero in realt\u00e0 raggruppabili in cinque principali categorie, ognuna delle quali caratterizzata da uno stesso sostrato comune di fattori di rischio genetici. Significa che tra molte condizioni finora ritenute separate, come per esempio disturbi dello spettro autistico e ADHD, esisterebbe una sovrapposizione assai maggiore di quanto si credesse. I ricercatori hanno analizzato le informazioni genetiche di oltre un milione di persone con disturbi psichiatrici e non contenute in vari database pubblicamente accessibili, arrivando a distinguere cinque categorie di malattie: quella di schizofrenia e disturbo bipolare; una categoria \u00abinternalizzante\u00bb che include disturbi depressivi, disturbi d&#8217;ansia e disturbo post-traumatico da stress; una categoria dedicata ai disturbi del neurosviluppo come autismo e ADHD; una compulsiva, che include disturbo ossessivo-compulsivo e anoressia; e una per i disturbi da abuso di sostanze, come la dipendenza da nicotina e l&#8217;abuso di alcolici.<\/p>\n\n\n\n<p>Una concomitanza non casuale<\/p>\n\n\n\n<p>Lo studio \u00e8 nato dalla volont\u00e0 di capire perch\u00e9 le persone che hanno gi\u00e0 una diagnosi di malattia psichiatrica siano pi\u00f9 soggette a riceverne un&#8217;altra per un nuovo disturbo mentale. Per esempio, la maggior parte delle persone con depressione riporta anche disturbi d&#8217;ansia, e viceversa. I risultati ottenuti fanno pensare che &#8211; come spiegato su Nature &#8211; l&#8217;alta prevalenza di pi\u00f9 disturbi psichiatrici in una stessa persona non sia una coincidenza, ma il riflesso di una base biologica condivisa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rischio nasce nel pancione<\/p>\n\n\n\n<p>I ricercatori sono poi partiti da queste categorie per trovare, ragionando a ritroso, le regioni di genoma le cui variazioni sono associate al rischio genetico di sviluppare malattie di almeno uno di questi cinque macrogruppi. Hanno individuato 238 di queste regioni genomiche: per esempio una di queste, sul cromosoma 11, aumenta il rischio di ben otto disturbi psichiatrici perch\u00e9 codifica per i geni coinvolti nella segnalazione della dopamina, un neurotrasmettitore cruciale per la regolazione dell&#8217;umore, delle pulsioni e delle gratificazioni. Molti dei fattori genetici che collegano questi disturbi riguardano geni coinvolti nello sviluppo fetale, una fase che evidentemente ha un peso fondamentale nel determinare il rischio che in futuro si sviluppino disturbi psichiatrici. Ma tra una macrocategoria e l&#8217;altra ci sono anche differenze specifiche: per esempio, nella categoria di ansia e depressione sono pi\u00f9 ricorrenti varianti che riguardano gli oligodendrociti, cellule cerebrali che supportano e isolano i neuroni.<\/p>\n\n\n\n<p>Le ricadute per i pazienti<\/p>\n\n\n\n<p>I risultati dello studio potrebbero influenzare le future classificazioni dei disturbi psichiatrici: nella diagnosi potrebbero pesare sempre pi\u00f9 le basi biologiche condivise e meno invece i sintomi specifici. A livello meno teorico, tutto ci\u00f2 potrebbe servire ad aiutare i pazienti affetti da una singola patologia a ridurre le probabilit\u00e0 di svilupparne un&#8217;altra ad essa spessa correlata, o a individuare le categorie di farmaci pi\u00f9 adatte a trattare i disturbi psichiatrici di un certo \u00abgruppo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno studio genetico sui dati di oltre un milione di persone mette in luce le radici comuni nascoste di disturbi psichiatrici apparentemente disparati, che condividono per\u00f2 le stesse basi biologiche. 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