{"id":1000026728,"date":"2026-01-05T11:32:57","date_gmt":"2026-01-05T14:32:57","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000026728"},"modified":"2026-01-05T11:33:00","modified_gmt":"2026-01-05T14:33:00","slug":"i-21-dischi-piu-belli-del-2025-almeno-per-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000026728","title":{"rendered":"I 21 dischi pi\u00f9 belli del 2025 (almeno per noi)"},"content":{"rendered":"\n<p>Ventuno dischi. Non c&#8217;\u00e8 un motivo particolare per il numero, ma la scelta degli album, invece che delle canzoni, \u00e8 voluta. Perch\u00e9 \u00e8 meraviglioso usare il telefono per sintonizzarsi con ogni angolo del mondo e surfare tra generi e lingue diverse, anni e cataloghi. Ma \u00e8 anche un caos pazzesco: suoni e rumori globali, resi accessibili ovunque e immediatamente, volano via troppo spesso, lasciando talvolta un senso di smarrimento per nulla appagante. Un disco, invece, richiede tempo e attenzione. Per chi lo ascolta e per chi lo incide, convinto che sia ancora oggi un mezzo di espressione artistica, necessario e coerente. Ecco allora, senza alcun ordine particolare, un \u00abelenco\u00bb di fine anno con alcune delle cose pi\u00f9 belle ascoltate in questo 2025: Corea, Libano, Stati Uniti, Spagna, Italia, Inghilterra, Ucraina&#8230; Buon ascolto.<\/p>\n\n\n\n<p>Dijon<\/p>\n\n\n\n<p>BABY<\/p>\n\n\n\n<p>Il soul del terzo millennio ha la vitalit\u00e0 di Prince, la fragilit\u00e0 di Frank Ocean e la sperimentazione di Bon Iver. Da questo vortice di creativit\u00e0 ne esce Dijon Duenas col suo meraviglioso garage sonoro, frammentato e sorprendente. \u00c8 il disco da mettere sotto al cuscino, quando si allunga una mano e per 37 minuti si scalda il cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>Park Jiha<\/p>\n\n\n\n<p>ALL LIVING THINGS<\/p>\n\n\n\n<p>Il respiro rallenta col primo accordo. Inspira, butta fuori. Pazienza e rispetto per questa musica elegante suonata con strumenti della tradizione coreana, dai nomi esotici: piri, saenghwang, yanggeum. Quel poco di elettronica \u00e8 dosata con maestria. Melodie circolari producono un effetto calmante, meditativo, sognante. Per chi cerca la bellezza, qui ce n&#8217;\u00e8 tanta.<\/p>\n\n\n\n<p>Blood Orange<\/p>\n\n\n\n<p>ESSEX HONEY<\/p>\n\n\n\n<p>In un mondo di Jeffrey Epstein, la musica di Dev Hynes \u00e8 cura e sollievo. Intima, dolce e sexy: il maschio di cui c&#8217;\u00e8 bisogno. Melodie da cantautore, con alle spalle Marvin Gaye e Al Green. Il disco \u00e8 triste e consolatorio allo stesso tempo, ispirato dalla morte della mamma. Malinconia british, elegante e balsamica.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea Laszlo De Simone<\/p>\n\n\n\n<p>UNA LUNGHISSIMA OMBRA<\/p>\n\n\n\n<p>Il meglio della musica italiana, in un&#8217;ora abbondante. All&#8217;ombra di Battisti, Gaetano, De Andr\u00e8, fino a Iosonouncane. Un suono senza tempo, come si addice ai classici. Attualissimo nel cogliere l&#8217;ansia e le ombre di questi tempi. In un mondo perfetto \u00abAspetter\u00f2\u00bb vincerebbe il festival di Sanremo.<\/p>\n\n\n\n<p>Heartworms<\/p>\n\n\n\n<p>GLUTTON FOR PUNISHMENTS<\/p>\n\n\n\n<p>Post-punk gotico e accattivante. Heartworms \u00e8 Jojo Orms, londinese di 27 anni. Canta alla grande, accogliente e scostante allo stesso tempo. Fa venire in mente Depeche Mode, Patti Smith, Kate Bush. Nove pezzi per 39 minuti di musica, l&#8217;indie inglese al suo meglio. Ha tutte le carte per diventare un classico.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;Antidote<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ANTIDOTE<\/p>\n\n\n\n<p>Tre sponde del Mediterraneo unite dall&#8217;esordio di questo trio. Albania, Libano e Francia (via Iran). Una mescolanza riuscita, tra cedri, deserti e ombre sui muri. Ci sono momenti di grande calma e altri di una calibratissima tensione che fa tornare in mente il mai troppo compianto l&#8217;Esbjorn Svensson Trio. Potrebbero venirne grandi cose.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Benjamin Booker<\/p>\n\n\n\n<p>LOWER<\/p>\n\n\n\n<p>Senzatetto, sparatorie nelle scuole, alcolizzati, poliziotti violenti, senatrici razziste che si masturbano sognando di far sesso con lo schiavo nero. Lo stato dell&#8217;Unione secondo Benjamin Booker, sprofondata \u00abinto madness, into darkness\u00bb. Rock sporco, quello di Tom Waits. \u00abLower\u00bb fa quello che fece \u00abNebraska\u00bb ventitr\u00e9 anni fa, il disco con cui Bruce Springsteen mostr\u00f2 la faccia sporca e sanguinante del sogno americano.<\/p>\n\n\n\n<p>Faccianuvola<\/p>\n\n\n\n<p>IL DOLCE RICORDO DELLA NOSTRA DISPERATA GIOVENTU&#8217;<\/p>\n\n\n\n<p>Impossibile resistere. Spalancate le finestre e fate entrare l&#8217;aria. Dieci canzoni (tre sono intermezzi) dalla collezione primavera-estate di questo 23enne al disco d&#8217;esordio. Si balla dall&#8217;inizio alla fine sulla spiaggia non pi\u00f9 solitaria di Franco Battiato, tra i sassi e la battigia, il cielo sgombro e i vestiti leggeri. Faccianuvola merita il successo e il seguito che inizia ad avere.<\/p>\n\n\n\n<p>Sudan Archives<\/p>\n\n\n\n<p>THE BPM<\/p>\n\n\n\n<p>I Bpm in musica (\u00abbeats per minute\u00bb) indicano la velocit\u00e0 di un brano: lento o veloce. E Sudan Archives, cantante e violinista, corre. Quindici canzoni, 52 minuti di dance senza pausa. Euforico e spavaldo, \u00e8 un disco da ballare col corpo e col cervello. E poi ripetere da capo, per smaltire fino all&#8217;ultima tossina.<\/p>\n\n\n\n<p>Yasmine Hamdan<\/p>\n\n\n\n<p>I REMEMBER I FORGET<\/p>\n\n\n\n<p>Hamdan, libanese trapiantata a Parigi, si muove tra elettronica e trip-hop. Musica araba alternativa e indie, tesa e coinvolgente. Tra personale e politico:\u00abUccidere \u00e8 normale\u00bb canta nella canzone che d\u00e0 il titolo all&#8217;album. Un pezzo che chiede di alzare il volume al massimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Geese<\/p>\n\n\n\n<p>GETTING KILLED<\/p>\n\n\n\n<p>I Geese arrivano da New York, come Zhoran Mamdani. E anche Donald Trump, certo. Il caos dell&#8217;ombelico del mondo, quello occidentale. Qui ci sono idee fresche, sfacciate, a tratti confuse, ma sempre eccitanti. Uno dei migliori pezzi parla di quanto sia odioso pagare le tasse, capito?<\/p>\n\n\n\n<p>Rosal\u00eda<\/p>\n\n\n\n<p>LUX<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;immaginazione di Rosal\u00eda, 33 anni, fugge qualsiasi convenzione. Sublime, sfacciata, elegantissima e potente. Un disco da studiare per provare a capire quanto la cantante spagnola sia avanti. Immergersi in questi 50 minuti di musica \u00e8 un&#8217;esperienza travolgente. \u00abBerghain\u00bb \u00e8 il pezzo dell&#8217;anno, manifesto di un pop globale.<\/p>\n\n\n\n<p>Little Simz<\/p>\n\n\n\n<p>LOTUS<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuna in giro come lei. Rappa e pensa dritto per dritto. Potente e poetica come sempre, stavolta suona pi\u00f9 rock e jazz, a suo agio in un sound che si espande grazie anche a belle collaborazioni e una produzione da leccarsi i baffi. Intima e bombastica, un&#8217;artista consapevole della sua grandezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Emma<\/p>\n\n\n\n<p>ERA L&#8217;INIZIO<\/p>\n\n\n\n<p>No, non \u00e8 la cantante. Ma Alessandro Muscogiuri, in arte Emma. La sua \u00e8 una musica tanto artificiale quanto umana. Hyperpop aggressivo, metallico, martellante. Eppure intimo, fragile e molto fisico. Un sound oscuro lacerato dai raggi di luce gridati o talvolta sussurrati. I suoi concerti sono una bomba: se vi capita, non perdetelo.<\/p>\n\n\n\n<p>Djrum<\/p>\n\n\n\n<p>UNDER TANGLED SILENCE<\/p>\n\n\n\n<p>Pianoforte, archi e drum machine. Trance, drum&#8217;n&#8217;bass e dita pigiate su tasti bianchi e neri: per un&#8217;elettronica del genere la linea tra improvvisazione e programmazione \u00e8 sfumatissima. Virtuosa e paracula. Il risultato \u00e8 un suono scintillante, fluido e delicato. Un gioiello.<\/p>\n\n\n\n<p>Kelela<\/p>\n\n\n\n<p>IN THE BLUE LIGHT<\/p>\n\n\n\n<p>Cari vecchi \u00ablive\u00bb, dischi in via d&#8217;estinzione. Kelela spoglia e reinterpreta la sua musica in una formidabile registrazione allo storico Blue Note di New York. Canzoni nude e lussureggianti, mica roba da tutte. Sembra di star l\u00ec, soli con lei, un concerto intimo e potente. Con questa voce dimostra di poter cantare qualsiasi cosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Zar Electrik<\/p>\n\n\n\n<p>KOYO<\/p>\n\n\n\n<p>Trio marsigliese insaporito da due musicisti migrati da Guinea e Marocco. Guembri, kora, oud: strumenti acustici delle tradizioni e parecchia elettronica. Un esordio meticcio, come il Mediterraneo di Jean-Claude Izzo: umano, caotico, pieno di vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Annahstasia<\/p>\n\n\n\n<p>TETHER<\/p>\n\n\n\n<p>Una voce da brividi, piena di sfumature e vibrazioni. Pop e folk d&#8217;autore. Con canzoni che stanno tra Joni Mitchell e Tracy Chapmani: il meglio del meglio, insomma. Un esordio che promette grandi cose.<\/p>\n\n\n\n<p>Mark Ernestus&#8217; Ndagga Rhythm Force<\/p>\n\n\n\n<p>KHADIM<\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto che unisce mbalax senegalese e techno berlinese \u00e8 al secondo capitolo in dieci anni. Senza le chitarre del primo album a guadagnare spazio e sfumature sono le ritmiche intricate e raffinate. Un lungo groove, con la voce di Mbene Diatta Seck pi\u00f9 ipnotica che mai.<\/p>\n\n\n\n<p>Annie and the Caldwells<\/p>\n\n\n\n<p>CAN&#8217;T LOSE MY (SOUL)<\/p>\n\n\n\n<p>Gospel matriarcale cucinato in casa dalla famiglia Caldwells. Vengono dal Mississippi e son tutti imparentati. Un disco caldo ed energico. Buono anche per chi non ama il genere: non \u00e8 roba da \u00abOh happy day\u00bb, ma preghiere funky da far invidia a Sly Stone.<\/p>\n\n\n\n<p>Heinali &amp; Andriana-Yaroslava Saienko<\/p>\n\n\n\n<p>HILDEGARD<\/p>\n\n\n\n<p>Due brani da 19 minuti. Due musicisti ucraini alle prese con la musica di Hildegard von Bingen, la mistica tedesca vissuta nove secoli fa. Invece delle tipiche interpretazioni contemplative o new age, qui il canto \u00e8 umano, fiero e feroce. Nella tempesta di sintetizzatori risuonano bombe e disperazione. La colonna sonora di una guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Antonio Bravetti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ventuno dischi. Non c&#8217;\u00e8 un motivo particolare per il numero, ma la scelta degli album, invece che delle canzoni, \u00e8 voluta. Perch\u00e9 \u00e8 meraviglioso usare il telefono per sintonizzarsi con ogni angolo del mondo e surfare tra generi e lingue diverse, anni e cataloghi. 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