{"id":1000026716,"date":"2026-01-04T11:17:33","date_gmt":"2026-01-04T14:17:33","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000026716"},"modified":"2026-01-05T11:18:21","modified_gmt":"2026-01-05T14:18:21","slug":"maduro-in-manette-cosa-nasconde-la-grande-operazione-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000026716","title":{"rendered":"Maduro in manette, cosa nasconde la grande operazione-Trump"},"content":{"rendered":"\n<p>Nicolas Maduro e sua moglie Cilia Flores sono atterrati a Stewart, a nord di New York, attorno alle 23.20 italiane. Non \u00e8 stato un viaggio diplomatico, nemmeno una visita di Stato: \u00e8 stato l&#8217;epilogo di un&#8217;operazione militare americana a Caracas che segna uno spartiacque nella storia recente del Venezuela e, pi\u00f9 in generale, nei rapporti di forza tra Washington e l&#8217;America Latina. Maduro dovr\u00e0 rispondere davanti a un tribunale federale di Manhattan di accuse legate a droga e armi. Fine del regime? Forse. Di certo fine delle ambiguit\u00e0. Per mesi Trump aveva negato, in pubblico e in privato, che l&#8217;obiettivo fosse un cambio di regime. Poi \u00e8 arrivato il blitz, nome in codice Absolute Resolve, e con quello la sostanza ha divorato le parole. La lotta al narcotraffico, ufficialmente, \u00e8 la motivazione. Ma \u00e8 difficile non vedere in controluce altro: il petrolio, le risorse, la geopolitica e un messaggio brutale a tutto il continente. Chi non sta con gli Stati Uniti \u00e8 un nemico e pu\u00f2 finire nel mirino. Il Venezuela, con i suoi 30 milioni di abitanti e le sue immense riserve, \u00e8 tornato a essere il \u00abcortile di casa\u00bb di Washington, come ai tempi della dottrina Monroe. Trump lo ha detto senza troppi giri di parole da Mar-a-Lago, rivendicando l&#8217;operazione e incorniciandola proprio in quella tradizione che dal 1823 giustifica l&#8217;influenza americana nella regione. Il Venezuela, ha spiegato, \u00abci ha rubato il petrolio come si ruba a dei bambini e ha portato avanti uno dei maggiori furti di propriet\u00e0 americana nella storia del nostro paese\u00bb. E ancora: \u00abLe nostre aziende petrolifere sbarcheranno nel paese e ricostruiranno l&#8217;infrastruttura\u00bb. Una promessa che suona pi\u00f9 come un proclama imperiale che come un piano industriale, soprattutto considerando le resistenze delle big del greggio, poco entusiaste all&#8217;idea di rimettere piede in un Paese devastato e politicamente instabile. Mettere le mani sul petrolio venezuelano, del resto, ha un valore che va ben oltre l&#8217;economia. Caracas \u00e8 uno dei principali fornitori di greggio per Cina, Russia, Iran e Cuba, cio\u00e8 alcuni dei maggiori avversari strategici degli Stati Uniti. Controllare quei flussi significa colpire i nemici e rafforzare la propria posizione globale. \u00c8 il neoimperialismo di Trump, il presidente che sognava e forse continua a sognare il Nobel per la pace. Le critiche arrivano da tutte le direzioni. I democratici parlano apertamente di illegalit\u00e0. \u00ab\u00c8 imbarazzante passare dall&#8217;essere poliziotti del mondo a essere bulli del mondo\u00bb, ha osservato il senatore Ruben Gallego. Ancora pi\u00f9 duro Zohran Mamdani, neosindaco di New York, che ha tuonato: \u00abAttaccare unilateralmente una nazione sovrana \u00e8 un atto di guerra e una violazione del diritto federale e internazionale\u00bb. Parole pesanti, pronunciate proprio nella citt\u00e0 dove Maduro \u00e8 diretto in manette. Ma il mal di pancia attraversa anche il fronte repubblicano e soprattutto la base Maga. Convinta che Trump avrebbe messo fine alle \u00abforever war\u00bb, oggi si sente tradita. Marjorie Taylor Greene, fino a ieri alleata fedelissima, non ha usato mezzi termini: \u00abGli americani sono disgustati dalle aggressioni militari senza fine del loro governo\u00bb. In Congresso, bipartisan, si lamenta la totale mancanza di informazioni e di preavviso. La Casa Bianca replica che il presidente ha agito sulla base dell&#8217;articolo 2 della Costituzione, che gli conferisce i poteri di commander-in-chief. Un&#8217;interpretazione condivisa dai leader repubblicani Mike Johnson e John Thune, ma che non convince molti, nemmeno tra i loro. Intanto il mondo guarda e reagisce. Da Kiev, Volodymyr Zelensky commenta con un misto di pragmatismo e ammirazione: \u00abPer quanto riguarda il Venezuela? Come dovremmo rispondere a questo? Beh, quello che posso dire \u00e8 che, se si pu\u00f2 fare questo con i dittatori, allora gli Stati Uniti sanno cosa fare dopo\u00bb. Da Parigi, Emmanuel Macron benedice l&#8217;operazione e si schiera apertamente con l&#8217;opposizione venezuelana. \u00abHo appena parlato con Maria Corina\u00bb Machado \u00absostengo pienamente il suo appello per la liberazione e la protezione dei prigionieri politici del regime di Nicol\u00e1s Maduro. Come tutti i venezuelani, pu\u00f2 contare sul sostegno della Francia per far sentire la sua voce nella lotta per una transizione pacifica e democratica che rispetti pienamente la volont\u00e0 sovrana del popolo venezuelano\u00bb. E ancora: \u00abIl popolo venezuelano \u00e8 ora libero dalla dittatura di Nicol\u00e1s Maduro e non pu\u00f2 che gioire.- Macron \u2013 aveva scritto in precedenza su x \u2013 Prendendo il potere e calpestando le libert\u00e0 fondamentali, Nicol\u00e1s Maduro ha gravemente attentato alla dignit\u00e0 del suo stesso popolo.La prossima transizione deve essere pacifica, democratica e rispettosa della volont\u00e0 del popolo venezuelano. Ci auguriamo che il presidente Edmundo Gonz\u00e1lez Urrutia, eletto nel 2024, sia in grado di garantire questa transizione il pi\u00f9 rapidamente possibile\u00bb. Sul fronte economico, per\u00f2, l&#8217;entusiasmo \u00e8 molto pi\u00f9 tiepido. Secondo Politico, l&#8217;amministrazione Trump ha fatto sapere ai dirigenti petroliferi che, se vogliono essere risarciti per i beni sequestrati dal regime, devono essere pronti a rientrare subito in Venezuela e investire miliardi per ricostruire un&#8217;industria distrutta. \u00abDicono: &#8216;dovete entrare se volete giocare e ottenere il rimborso'\u00bb, ha raccontato un dirigente. Ma le infrastrutture sono talmente fatiscenti che nessuno \u00e8 in grado di stimare tempi e costi reali. Trump, intanto, insiste: \u00abFaremo entrare le nostre grandi compagnie petrolifere statunitensi, le pi\u00f9 grandi al mondo, che spenderanno miliardi di dollari, ripareranno le infrastrutture gravemente danneggiate, quelle petrolifere, e inizieranno a fare soldi per il Paese\u00bb. E mentre la geopolitica ridisegna confini e alleanze, nelle strade americane c&#8217;\u00e8 chi protesta. Da Washington a New York, da Boston a Minneapolis, cartelli e slogan contro \u00abil sangue per il petrolio\u00bb e contro l&#8217;impero. Pi\u00f9 di cento persone davanti alla Casa Bianca, decine di citt\u00e0 coinvolte, bandiere venezuelane che sventolano nel freddo. \u00c8 l&#8217;altra America, quella che vede in Caracas non una liberazione ma l&#8217;ennesima prova di forza. In mezzo, un presidente catturato, un Paese sospeso e una domanda che resta aperta: il Venezuela \u00e8 davvero libero o ha semplicemente cambiato padrone?<\/p>\n\n\n\n<p>Franco Lodige<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nicolas Maduro e sua moglie Cilia Flores sono atterrati a Stewart, a nord di New York, attorno alle 23.20 italiane. 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