{"id":1000026549,"date":"2026-01-02T11:14:27","date_gmt":"2026-01-02T14:14:27","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000026549"},"modified":"2026-01-02T11:14:29","modified_gmt":"2026-01-02T14:14:29","slug":"artemis-ii-ecco-il-team-che-chiude-gli-astronauti-dentro-orion-prima-del-lancio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000026549","title":{"rendered":"Artemis II: ecco il team che \u00abchiude\u00bb gli astronauti dentro Orion prima del lancio"},"content":{"rendered":"\n<p>Salire in auto \u00e8 un gesto semplice e automatico, per chi invece \u00e8 diretto verso la Luna, prendere posto a bordo di una navicella richiede una coreografia complessa, precisa e altamente specializzata. \u00c8 qui che entra in scena l'\u00bbequipaggio di chiusura di Artemis\u00bb, una squadra fondamentale ma poco visibile del programma lunare della NASA. Addestrati per supportare Artemis II \u2013 il primo volo con equipaggio della campagna Artemis, previsto tra febbraio e aprile 2026 (si parla di 6 febbraio come prima finestra di lancio) \u2013 e le missioni lunari successive, i cinque membri di questo team saranno le ultime persone a vedere gli astronauti prima del decollo. A bordo della capsula Orion saliranno gli astronauti della NASA Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch, insieme all&#8217;astronauta canadese Jeremy Hansen, della Canadian Space Agency. Il team di chiusura di Artemis II \u00e8 composto da Taylor Hose, responsabile delle operazioni; dall&#8217;astronauta Andre Douglas, incaricato del supporto diretto all&#8217;equipaggio; da Bill Owens, tecnico specializzato nelle tute spaziali del sistema di sopravvivenza Orion; e da due tecnici Orion, Christian Warriner e Ricky Ebaugh. Il loro compito \u00e8 garantire che ogni astronauta sia correttamente assicurato, collegato ai sistemi vitali e pronto al lancio, prima di sigillare la navicella. \u00abSiamo responsabili di assicurare gli astronauti alla loro navicella, collegare tutte le interfacce delle tute spaziali e poi chiudere il portello, preparando Orion per il lancio\u00bb, spiega Taylor Hose. Un lavoro che lui stesso paragona a quello di una squadra ai box in Formula 1, dove ogni secondo e ogni gesto contano. Il giorno del lancio, al Launch Complex 39B del Kennedy Space Center, in Florida, l&#8217;equipaggio di chiusura sar\u00e0 operativo ben prima dell&#8217;arrivo degli astronauti. Dopo averli aiutati a indossare casco e guanti, il team li assiste nell&#8217;ingresso nella capsula Orion. Una volta all&#8217;interno, Owens e Douglas aiutano ciascun astronauta ad assicurarsi al sedile: non una semplice cintura come in un&#8217;auto, ma cinque cinghie di sicurezza, oltre a una serie di collegamenti ai sistemi di supporto vitale, di controllo ambientale e alle comunicazioni di bordo. Quando l&#8217;equipaggio \u00e8 finalmente sistemato, inizia una delle fasi pi\u00f9 delicate: la chiusura del portello. A differenza di una normale portiera, il portello di Orion \u00e8 azionato pneumaticamente e richiede il collegamento di linee d&#8217;aria e il coordinamento con i sistemi di supporto a terra. L&#8217;intera procedura \u2013 dall&#8217;ingresso degli astronauti alla chiusura finale \u2013 pu\u00f2 richiedere circa quattro ore e include anche il portello esterno del sistema di interruzione del lancio. Persino una ciocca di capelli potrebbe compromettere la corretta tenuta delle guarnizioni. \u00abC&#8217;\u00e8 moltissimo lavoro sulle guarnizioni: vanno pulite, lubrificate, ispezionate. Solo dopo possiamo chiudere il portello del modulo equipaggio\u00bb, racconta Hose. Una volta completata la chiusura, il team rimuove le protezioni dei finestrini, installa i pannelli di protezione termica e smantella le barriere di spurgo che proteggono la capsula durante il lancio e la fase di ascesa. Chiusa anche l&#8217;ultima sezione del sistema di interruzione del lancio, l&#8217;equipaggio di chiusura lascia la rampa, restando comunque in prossimit\u00e0 per intervenire in caso di necessit\u00e0. \u00abIl mio obiettivo nella vita era diventare astronauta\u00bb, confida Hose. \u00abAiutare a riportare esseri umani sulla Luna per la prima volta dal 1972 \u2013 non solo per andarci, ma per restarci \u2013 \u00e8 qualcosa di enorme. \u00c8 il primo passo verso Marte e verso l&#8217;espansione dell&#8217;umanit\u00e0 nel sistema solare\u00bb. Una volta partita la missione, alcuni membri del team si sposteranno a San Diego per supportare le operazioni successive all&#8217;ammaraggio, una volta conclusa la missione. Inserita in quella che la NASA definisce una nuova et\u00e0 dell&#8217;oro dell&#8217;esplorazione spaziale, Artemis II rappresenta un passaggio cruciale: il primo volo con equipaggio della campagna Artemis e un tassello fondamentale verso il ritorno stabile dell&#8217;uomo sulla Luna e, in prospettiva, verso le prime missioni umane su Marte.<\/p>\n\n\n\n<p>Luigi Bignami<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Salire in auto \u00e8 un gesto semplice e automatico, per chi invece \u00e8 diretto verso la Luna, prendere posto a bordo di una navicella richiede una coreografia complessa, precisa e altamente specializzata. \u00c8 qui che entra in scena l&#8217;\u00bbequipaggio di chiusura di Artemis\u00bb, una squadra fondamentale ma poco visibile del programma lunare della NASA. Addestrati [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000026550,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[283],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1000026549","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ciencia"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/zlk.png?fit=1020%2C680&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000026549","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000026549"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000026549\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000026551,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000026549\/revisions\/1000026551"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000026550"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000026549"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000026549"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000026549"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}