{"id":1000026518,"date":"2025-12-31T10:18:54","date_gmt":"2025-12-31T13:18:54","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000026518"},"modified":"2025-12-31T10:18:54","modified_gmt":"2025-12-31T13:18:54","slug":"germania-mappati-i-i-vulcani-dormienti-il-piu-grande-esperimento-sismologico-del-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000026518","title":{"rendered":"Germania: mappati i i vulcani \u00abdormienti\u00bb, il pi\u00f9 grande esperimento sismologico del Paese"},"content":{"rendered":"\n<p>Sotto rilievi dell&#8217;Eifel, nella Germania occidentale, si estende uno dei sistemi vulcanici pi\u00f9 complessi e meno conosciuti d&#8217;Europa. Diverse centinaia di vulcani, oggi apparentemente dormienti, punteggiano il sottosuolo di questa regione: fanno parte dei cosiddetti campi vulcanici distribuiti, una forma di vulcanismo intraplacca \u2013 ossia all&#8217;interno di una placca terrestre, dove non ci sono scontri tra zolle (ancora poco studiata ma potenzialmente insidiosa). Per comprenderne meglio l&#8217;origine, l&#8217;evoluzione e i possibili rischi futuri, tra settembre 2022 e agosto 2023 un gruppo internazionale guidato dal Centro Helmholtz per le Geoscienze (GFZ) ha realizzato il pi\u00f9 grande esperimento sismologico mai condotto sui vulcani in Germania. L&#8217;indagine, che ha coinvolto universit\u00e0 e servizi sismici di Germania e Lussemburgo, ha permesso di ottenere per la prima volta immagini ad altissima risoluzione delle strutture profonde sotto i vulcani dell&#8217;Eifel. L&#8217;esperimento, noto come Eifel Large-N, ha impiegato oltre 500 stazioni sismiche temporanee, disposte a distanze inferiori ai due chilometri, e una tecnologia innovativa basata su un cavo in fibra ottica lungo 64 chilometri. Questo metodo, chiamato Distributed Acoustic Sensing (DAS), sfrutta l&#8217;estrema sensibilit\u00e0 della fibra ottica alle minime deformazioni, consentendo di \u00abascoltare\u00bb vibrazioni del sottosuolo che altrimenti sfuggirebbero ai sensori tradizionali. Grazie a questa rete senza precedenti, i ricercatori sono riusciti a produrre la mappa pi\u00f9 dettagliata mai realizzata del sistema magmatico responsabile della grande eruzione del Lago Laach, avvenuta circa 13mila anni fa. Si tratt\u00f2 di un evento altamente esplosivo, durato pochi giorni, che ricopr\u00ec vaste aree dell&#8217;Europa centrale con ceneri e colate piroclastiche, lasciando depositi ben visibili nei pressi di Mendig, a sud del lago. Finora, dimensioni e profondit\u00e0 della camera magmatica del Laach potevano essere solo dedotte indirettamente dallo studio dei depositi di tefra &#8211; ossia frammenti di materiale vulcanico (ceneri, lapilli, bombe) espulsi durante un&#8217;eruzione &#8211; affioranti in superficie. Le nuove immagini tomografiche raccontano invece una storia che finora era sconosciuta: il serbatoio di magma si trova a una profondit\u00e0 fino a dieci chilometri, pi\u00f9 in basso di quanto ipotizzato in precedenza, e presenta un orientamento inclinato, non verticale. L&#8217;anomalia si estende infatti diagonalmente verso il bacino di Neuwied, un&#8217;area che concentra gran parte della sismicit\u00e0 attuale del Vulkaneifel. Un altro risultato sorprendente riguarda l&#8217;elevato numero di microterremoti registrati: in un solo anno ne sono stati localizzati oltre mille. La maggior parte si concentra lungo una stretta fascia verticale tra Ochtendung e il Lago Laach, ma altri grappoli sismici emergono ai margini di aree con velocit\u00e0 sismica anomala rispetto al resto dell&#8217;area. Un comportamento inatteso, che potrebbe indicare zone localmente pi\u00f9 calde o processi di risalita di fluidi. \u00abAnche le forti riflessioni delle onde sismiche ai confini tra crosta superiore e inferiore sotto il bacino di Neuwied sono insolite\u00bb, spiega Torsten Dahm, professore e responsabile scientifico dell&#8217;esperimento. \u00abL&#8217;intensit\u00e0 di queste riflessioni suggerisce l&#8217;accumulo di fluidi. Non sappiamo ancora se si tratti di magma vero e proprio o di fluidi di origine magmatica: sar\u00e0 necessario approfondire con metodi di analisi pi\u00f9 avanzati\u00bb. I \u00abcampi vulcanici distribuiti\u00bb, come quello dell&#8217;Eifel, si estendono su aree comprese tra 1.000 e 10.000 chilometri quadrati e sono caratterizzati da numerosi centri eruttivi, spesso attivi una sola volta nella loro storia. Esempi simili si trovano nel Massiccio Centrale francese, in Arizona (campo vulcanico di San Francisco), in Cina e nel campo vulcanico di Auckland, in Nuova Zelanda. Proprio questa apparente \u00abimprevedibilit\u00e0\u00bb, con eruzioni che possono verificarsi in punti sempre diversi, rende fondamentale la mappatura dettagliata dei sistemi magmatici profondi.<\/p>\n\n\n\n<p>Luigi Bignami<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sotto rilievi dell&#8217;Eifel, nella Germania occidentale, si estende uno dei sistemi vulcanici pi\u00f9 complessi e meno conosciuti d&#8217;Europa. 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