{"id":1000026512,"date":"2025-12-31T10:10:46","date_gmt":"2025-12-31T13:10:46","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000026512"},"modified":"2025-12-31T10:10:48","modified_gmt":"2025-12-31T13:10:48","slug":"le-citta-marziane-potrebbero-essere-fatte-di-ghiaccio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000026512","title":{"rendered":"Le citt\u00e0 marziane potrebbero essere fatte di ghiaccio?"},"content":{"rendered":"\n<p>Se immaginate le future citt\u00e0 marziane come architetture basse e color terra rossa, provate a cambiare per un attimo scenario: le colonie umane sul Pianeta Rosso potrebbero somigliare, piuttosto, ai paesaggi incantati di Frozen. Il ghiaccio, presente per oltre 5 milioni di chilometri cubi su Marte, potrebbe infatti rivelarsi il materiale da costruzione pi\u00f9 vantaggioso per i nostri futuri insediamenti extraterrestri. Lo sostengono, modelli alla mano, gli esperti di architettura spaziale del MIT, che hanno presentato le loro conclusioni al meeting annuale dell&#8217;American Geophysical Union. Accantonata l&#8217;idea di trasportare materiali da costruzione da Terra, Marte offre due materie prime abbondanti: la regolite, lo strato di polveri e frammenti di roccia superficiali pieni di minerali ferrosi, e il ghiaccio d&#8217;acqua situato sotto la superficie e presente, per esempio, in enormi accumuli lungo l&#8217;equatore marziano. La regolite non \u00e8 per\u00f2 il materiale ideale, perch\u00e9 prima di poter essere utilizzata andrebbe filtrata da alcuni suoi elementi e lavorata a temperature elevate. Pi\u00f9 facile, per gli scienziati del MIT, immaginare spazi abitativi ottenuti dal ghiaccio, ispirati alle grotte di ghiaccio che si formano, per effetto dell&#8217;acqua di scioglimento, nei ghiacciai islandesi. Come spiegato su Science, pi\u00f9 che a grotte, i ripari di ghiaccio costruiti su Marte potrebbero somigliare a cupole di 10.000 metri quadrati di superficie, con diverse camere suddivise tra spazi per vivere e dedicare all&#8217;agricoltura. Il ghiaccio presenterebbe due vantaggi importanti: l&#8217;isolamento termico e la protezione dalle radiazioni solari dannose. Uno strato di ghiaccio di diversi metri di spessore permetterebbe di portare la temperatura interna agli abitati dai -120 \u00b0C tipici degli inverni marziani a -20 \u00b0C: non esattamente un clima mite, ma meglio di niente. Inoltre, l&#8217;acqua ghiacciata bloccherebbe le radiazioni ultraviolette del Sole e altre radiazioni cosmiche dannose, lasciando per\u00f2 passare la luce visibile e infrarossa. Materiali come gli idrogel (gelatine composte da catene polimeriche, che trattengono grandi quantit\u00e0 d&#8217;acqua) portati da terra potrebbero essere usati per trattare il ghiaccio marziano e aumentare la sua resistenza e flessibilit\u00e0, mentre un rivestimento resistente all&#8217;acqua potrebbe scongiurare reazioni di sublimazione, cio\u00e8 la transizione del ghiaccio da solido a gassoso nell&#8217;atmosfera marziana. Tra noi e le future cattedrali di ghiaccio marziane ci sono comunque ostacoli non indifferenti. Uno \u00e8 la quantit\u00e0 di energia necessaria all&#8217;estrazione e alla lavorazione del ghiaccio: per 15 metri quadri di ghiaccio modellato servirebbe l&#8217;energia prodotta in un giorno sulla Stazione Spaziale Internazionale, che potrebbe per\u00f2 anche essere ricavata dagli scarti di altri impianti a energia solare o atomica presenti in insediamenti marziani a lungo termine. Il secondo intoppo \u00e8 rappresentato dalle tempeste di sabbia su Marte: depositandosi sul ghiaccio, le polveri pregiudicherebbero la trasparenza e i benefici nell&#8217;isolamento termico.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se immaginate le future citt\u00e0 marziane come architetture basse e color terra rossa, provate a cambiare per un attimo scenario: le colonie umane sul Pianeta Rosso potrebbero somigliare, piuttosto, ai paesaggi incantati di Frozen. 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