{"id":1000026289,"date":"2025-12-18T07:58:50","date_gmt":"2025-12-18T10:58:50","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000026289"},"modified":"2025-12-18T07:58:51","modified_gmt":"2025-12-18T10:58:51","slug":"cambiamento-climatico-e-crisi-planetarie-uno-sguardo-dal-passato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000026289","title":{"rendered":"Cambiamento climatico e crisi planetarie. Uno sguardo dal passato"},"content":{"rendered":"\n<p>Le \u00abcrisi planetarie\u00bb sono emergenze di natura ambientale tra loro collegate e in grado di minacciare l&#8217;esistenza delle specie del pianeta. Per esempio, il degrado degli ecosistemi e la perdita di biodiversit\u00e0 sono causati dal cambiamento climatico, a sua volta imputato all&#8217;inquinamento antropico da gas serra. Il nostro impatto diretto su ecosistemi e biodiversit\u00e0 \u00e8 per\u00f2 maggiore di quello indotto tramite il cambiamento climatico; si pensi alla quantit\u00e0 di inquinanti diversi dai gas serra che comunque produciamo, e alla velocit\u00e0 con cui occupiamo e consumiamo territorio. Eppure, nella narrazione comune delle crisi planetarie, il motore di tutte rimane il surriscaldamento innescato dalle emissioni di CO2.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Questa semplificazione \u00e8 fuorviante<\/strong>, in quanto ci porta a credere che:<\/p>\n\n\n\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\">\n<li>le crisi planetarie si risolvono \u00absemplicemente\u00bb eliminando le emissioni di CO<sub>2<\/sub><\/li>\n\n\n\n<li>il clima sarebbe per sua natura stabile e \u00abbenigno\u00bb in assenza di perturbazioni antropiche<\/li>\n\n\n\n<li>il clima ritorner\u00e0 tale una volta eliminati i combustibili fossili e la CO<sub>2<\/sub>.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>Nulla di tutto questo ha un riscontro scientifico. Per sua natura il clima cambia entro limiti incredibilmente ampi e imprevedibili, e lo fa da sempre, in contrasto con un&#8217;altra idea fuorviante piuttosto diffusa: che i cambiamenti climatici del passato, in quanto \u00abnaturali\u00bb, sarebbero lenti e graduali, al contrario di quelli odierni provocati dall&#8217;uomo. La storia della Terra \u00e8 piena di eventi che smentiscono questa visione. Uno dei pi\u00f9 eclatanti \u00e8 avvenuto nel Mediterraneo, poco dopo la sua formazione geologica. Circa sei milioni di anni fa, quando la Terra era da poco uscita da un periodo caldo, il Mar Mediterraneo evapor\u00f2 come una pozzanghera al sole dopo una pioggia agostana. Al suo posto rimase un&#8217;enorme distesa di sale spessa fino a due chilometri; questa coltre di sali, che i geologi chiamano \u00abdepositi evaporitici\u00bb, \u00e8 ancora in gran parte sepolta sotto l&#8217;attuale fondale marino. L&#8217;evento fu cos\u00ec straordinario che quel \u00abperiodo\u00bb della storia della Terra si chiama \u00abMessiniano\u00bb, in quanto i primi depositi evaporitici furono riconosciuti nei pressi di Messina, \u00abriesumati\u00bb dall&#8217;orogenesi appenninica. La crisi planetaria del Messiniano, nota come \u00abcrisi di salinit\u00e0\u00bb, si \u00e8 compiuta in meno di mezzo milione di anni, tra i 5.6 e i 5.3 milioni di anni fa. A contribuire all&#8217;evaporazione del Mediterraneo fu il suo isolamento dall&#8217;Atlantico, a seguito di \u00abmovimenti tettonici\u00bb che causarono la chiusura dello Stretto di Gibilterra. Quando poi altri movimenti tettonici portarono alla sua riapertura, le acque dell&#8217;Atlantico si riversarono come gigantesche cateratte nella desolata depressione che era diventata il Mediterraneo, colmandola nuovamente nel giro di qualche secolo. Il Mediterraneo si era svuotato al ritmo incredibile di qualche metro per secolo, per poi riempirsi alla velocit\u00e0 spaventosa di dieci metri all&#8217;anno. Si tratta di qualcosa di inimmaginabile: oggi siamo giustamente preoccupati per la previsione, ritenuta catastrofica, di un innalzamento del livello marino di un metro in cento anni. La crisi di salinit\u00e0 del Messiniano deve aver determinato cambiamenti planetari di straordinaria entit\u00e0, riguardanti la salinit\u00e0, la temperatura e la circolazione oceanica. Questi cambiamenti hanno avuto effetti enormi sul clima globale, molti dei quali sarebbero stati da noi percepiti e subiti come catastrofici. La nascita delle prime citt\u00e0, gli inizi dell&#8217;agricoltura, dell&#8217;allevamento e il sorgere della nostra civilt\u00e0 non avrebbero avuto scampo nel Messiniano; come pure la nostra idea di clima stabile e benigno. Dopo gli sconvolgimenti della crisi di salinit\u00e0, la Terra \u00e8 entrata in una fase climatica di generale raffreddamento; si formarono la calotta antartica e i ghiacciai lungo la catena Alpino-Himalayana. Ci\u00f2 ha favorito l&#8217;innesco delle glaciazioni con il loro alternarsi a periodi caldi, sotto il controllo dei moti ciclici del sistema Terra-Sole (in grado di modulare la quantit\u00e0 di radiazione solare ricevuta dal nostro pianeta). Non sarebbe esagerato, quindi, dire che il \u00absistema climatico\u00bb attuale \u00e8 \u00abfiglio\u00bb della crisi di salinit\u00e0 del Messiniano. Forse, non \u00e8 una coincidenza nemmeno il fatto che, mentre il Mediterraneo si ostinava a esistere, in Africa avveniva la separazione tra il ramo degli scimpanz\u00e9 e quello dei primi ominidi (Ardipithecus). In piena crisi di salinit\u00e0, il nostro primo antenato muoveva i primi passi evolutivi in Etiopia, per arrivare, qualche milione di anni dopo, a prosperare proprio intorno a quel mare ostinato, divenuto, da letto di sale, culla della civilt\u00e0 occidentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Domenico Ridente<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le \u00abcrisi planetarie\u00bb sono emergenze di natura ambientale tra loro collegate e in grado di minacciare l&#8217;esistenza delle specie del pianeta. Per esempio, il degrado degli ecosistemi e la perdita di biodiversit\u00e0 sono causati dal cambiamento climatico, a sua volta imputato all&#8217;inquinamento antropico da gas serra. 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