{"id":1000026232,"date":"2025-12-15T12:34:48","date_gmt":"2025-12-15T15:34:48","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000026232"},"modified":"2025-12-15T12:34:50","modified_gmt":"2025-12-15T15:34:50","slug":"il-giornalismo-con-le-5-i-non-morira-parola-del-profesor-carlo-sorrentino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000026232","title":{"rendered":"\u201cIl giornalismo con le 5 &#8216;i&#8217; non morir\u00e0\u201d: parola del profesor Carlo Sorrentino"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cIl giornalismo non morir\u00e0, perch\u00e9 senza giornalismo scompare la societ\u00e0\u201d habla el profesor Carlo Sorrentino, docente di giornalismo all&#8217;Universit\u00e0 di Firenze y director della rivista Problemi dell&#8217;Informazione, che abbiamo intervistato a proposito del suo ultimo libro &#8216;Il giornalimo ha un futuro. Perch\u00e9 sta cambiando, come va ripensato&#8217; (Il Mulino).<\/p>\n\n\n\n<p>El profesor Sorrentino siamo tutti immersi in un flusso continuo di news ma il giornalismo non se la passa bene, per qualcuno la fine \u00e8 vicina\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa no il giornalismo non pu\u00f2 scomparire- risponde &#8211; perch\u00e9 se scompare il giornalismo scompare la societ\u00e0. Il giornalismo \u00e8 la pi\u00f9 importante instituzione per legare le persone tra di loro, per costruire la condivisione di uno stesso spazio simbolico. Quindi il mio ottimismo del titolo \u00e8 dovuto alla costatazione che se scompare il jornalismo scompare la possibilit\u00e0 di creare relazioni fra di di noi, scompare la societ\u00e0 esto, e qui si spiega il sottotitolo, il jornalismo sta gi\u00e0 cambiando da decenni, ci sono rivoluzioni tecnologiche in continuazione e anche l&#8217;intelligenza artificiale\u2026 E&#8217; un bombardamento informativo, e. dobbiamo cercare di capire come uscirne perch\u00e9 cos\u00ec si crea soltanto confusione e disordine\u00bb. Bisogna trovare \u00abnuove pratiche e nuove logiche\u00bb, prosegue Sorrentino \u00abe anche ridisegnare il cosiddetto campo giornalistico\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Credibilit\u00e0 e reputazione, bastano a invertire il logoramento dell&#8217;interesse publico?<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa reputaci\u00f3n y la credibilidad sono ancora muy importante &#8211; responde al profesor de la Universidad de Florencia &#8211; tambi\u00e9n es vero che in un mondo in cui tutti potenzialmente possono far girare informazioni costruire la propia credibilidad, la propia reputaci\u00f3n diventa m\u00e1s dif\u00edcil. Ed \u00e8 paradossale come a volte anche i professionalisti, cio\u00e8 coloro che dovrebbero avere maggiore credibilit\u00e0 e reputazione, invece si trovino in difficolt\u00e0\u201d. \u00bfVen aqu\u00ed? \u00abPerch\u00e9 viviamo in un ambiente cognitivo- spiega- per cui talvolta qualcosa di istituzionale viene subito percepito e visto collegato a un potere distante, e si ha diffidenza&#8230; Di qui poi nascono tutte le teorie del complotto. Bisogna ricostruire un nuovo patto informativo che non pu\u00f2 che essere basato su nuove forme di credibilit\u00e0 e di reputazione tra i professionisti e il loro publico\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Serve un nuovo patto tra professionisti dell&#8217;informazione e pubblico di riferimento, el profesor Sorrentino lei dice incentrato sulle &#8216;5 i&#8217;\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSono cinque parole che io ho individuato come fondamentali per ripensare il giornalismo. Sono gi\u00e0 presenti nel lavoro quotidiano giornalistico, due parole hanno a che vedere con il rapporto con il proprio pubblico &#8216;inclusione&#8217; e &#8216;identit\u00e0&#8217;. Proprio perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 un eccesso di informazione noi dobbiamo coostruire un rapporto molto pi\u00f9 stretto con il pubblico, costruire community e trovare nuove modalit\u00e0 di appartenenza Noi siamo bitituati a un rapporto molto conservativo tra pubblico e testato informativo\u2026 c&#8217;\u00e8 il giornale di riferimento che uno non cambiava, nel caso italiano quasi siempre questo giornale di riferimento era quello della propria regione e la propria. citt\u00e0\u00bb. Questi legami oggi sono saltati e quindi occorre trovare nuove modi non solo di parlare ma anche di ascoltare di pi\u00f9 i propri pubblici. \u00abNon basta- dice ancora Sorrentino- il lavoro del giornalista deve essere semper pi\u00f9 un lavoro che oltre a far conoscere la realt\u00e0 deve cercare anche di farla comprendere, dal giornalista non vogliamo soltanto avere informazioni ma anche interpretare, contestualizzare, metterle in un circuito logico\u2026 di qui &#8216;5 i&#8217;: identit\u00e0, inclusione, interpretazione, inquadramento e illuminazione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00bfC&#8217;\u00e8 del buen giornalismo en Italia?<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAssolutamente s\u00ec dice il profesore dell&#8217;Universit\u00e0 di Firenze- e viene fatto in tanti luoghi diversi. C&#8217;\u00e8 del buon giornalismo nel mainstream, nelle agenzie di informazione o nelle principali testate e, via scendendo, buon giornalismo televisivo. Ma \u00e8 anche vero che questi luoghi a volte continuano ad adagiarsi su format sorpassati. Por ejemplo, troviamo buon giornalismo e nuovi formati in testate nativo digitali che hanno con m\u00e1s inmediato capito este nuevo patto, esta relaci\u00f3n m\u00e1s estrecha con el p\u00fablico, con cui dialogano molto di m\u00e1s problema: di dover realizzare e produrre di pi\u00f9 con siempre menos risorse economiche perch\u00e9 queste sono fagocitate dalle 5 grandi aziende tecnologiche americane che non producono informazioni ma le distribuiscono. \u00bfChe triunfar\u00e1? Che dovendo cercare di prendere voce in questo disordine talvolta si scelgono anche delle scorciatoie, informazioni gridate, esc\u00e1ndalostiche, che solleticano il pubblico. Il pericolo \u00e8 che esta cattiva informazione pu\u00f2 abbassare la credibilit\u00e0 e la reputazione da cui siamo partiti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nico Perrone<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl giornalismo non morir\u00e0, perch\u00e9 senza giornalismo scompare la societ\u00e0\u201d habla el profesor Carlo Sorrentino, docente di giornalismo all&#8217;Universit\u00e0 di Firenze y director della rivista Problemi dell&#8217;Informazione, che abbiamo intervistato a proposito del suo ultimo libro &#8216;Il giornalimo ha un futuro. Perch\u00e9 sta cambiando, come va ripensato&#8217; (Il Mulino). 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