{"id":1000026125,"date":"2025-12-10T07:08:17","date_gmt":"2025-12-10T10:08:17","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000026125"},"modified":"2025-12-10T07:08:19","modified_gmt":"2025-12-10T10:08:19","slug":"litalia-reale-e-quella-raccontata-da-chi-pensa-solo-al-potere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000026125","title":{"rendered":"L&#8217;Italia reale e quella raccontata da chi pensa solo al potere"},"content":{"rendered":"\n<p>Da parte della maggioranza di governo l&#8217;Italia non solo regge ma avanza a grandi passi verso nuovi successi. In ogni campo, e si tirano fuori i giudizi di questa o quella agenzia di rating, dell&#8217;occupazione ai massimi e cos\u00ec via. Poi dall&#8217;altra parte c&#8217;\u00e8 sempre un dato che sconfessa quello del governo, una spiegazione che riduce quel successo al mero galleggiamento. Alla fine arrivano i dati pesanti (e pensanti), questa volta quelli del&nbsp;&nbsp;&nbsp;59^ Rapporto Censis, e uno dice: siamo messi male. A partire dalle famiglie che risultano sempre pi\u00f9 povere. Tra il 2011 e il 2025, infatti, la ricchezza familiare \u00e8 diminuita dell&#8217;8,5 per cento. Il ceto medio, ben il 66,1 per cento degli italiani dichiara di appartenere a questa categoria (il 28 per cento si definisce popolare, il 5,7 per cento benestante), \u00e8 il pi\u00f9 bastonato: il 46,4 per cento ha dichiarato un peggioramento delle proprie capacit\u00e0 di risparmiare. Tradotto, significa che pi\u00f9 della maggioranza deve fare i conti con entrate che restano inchiodate ai valori del passato e non aggiornati. Ricordando il rapporto Istat del 2024, 2,2 milioni di famiglie (pari a 5,7 milioni di individui) si trovano in condizioni di povert\u00e0 assoluta, e il numero, con questi numeri, \u00e8 destinato a crescere. Come si traduce nel quotidiano? Avendo perso una parte significativa del proprio patrimonio, il &#8216;corpaccione&#8217; sociale del ceto medio si ritrova preda dell&#8217;insicurezza. Cos\u00ec il futuro (migliore) scompare e quello che c&#8217;\u00e8, il welfare, i servizi pubblici, sanitari e altri, mostrano solo gravi mancanze, non pi\u00f9 giustificabili con tutte le tasse che si pagano. A cascata, questa insicurezza si trasforma in sfiducia quasi totale nelle istituzioni e nella politica. Ormai la stragrande maggioranza degli italiani le considera pi\u00f9 un problema che utili e necessari per risolvere i gravi problemi che abbiamo. Ci sono altri numeri che fanno riflettere: in 10 anni, dal 2014 al 2024, il nostro Paese si ritrova con 1,4 milioni di residenti in meno (pi\u00f9 morti che vivi, pi\u00f9 fughe che arrivi). Un 30 per cento degli italiani guarda con simpatia alle &#8216;autocrazie&#8217;? Pi\u00f9 preoccupante se ci soffermiamo sull&#8217;universo dei giovani italiani, su cosa pensano quelli tra 16-26 anni: stando allo studio YouGov (edizione 2025 nell&#8217;ambito dello studio europeo Junges Europe) ben il 24 per cento di questi si \u00e8 detto &#8216;favorevole a un governo autoritario&#8217; anche se aggiunge &#8216;a certe condizioni&#8217;. Solo il 57 per cento di loro considera la democrazia &#8216;la miglior forma di governo&#8217;, l&#8217;altra quota pensa di no. E preoccupa se questa &#8216;crisi di fiducia&#8217; \u00e8 della parte che rappresenta il futuro del Paese. Pi\u00f9 in generale, possiamo dire che la nostra societ\u00e0 \u00e8 in difficolt\u00e0 anche perch\u00e9 in questi ultimi decenni sono venute meno quelle diverse forme associative (politiche, sindacali, ricreative ecc.) che comunque tenevano insieme, ti facevano sentire &#8216;insieme a&#8230;&#8217; e non da solo. Perch\u00e9 oggi se pure connessi con tutto il mondo in tempo reale, alla fine siamo l\u00ec da soli a scrollare col pollice il nostro cellulare. Vediamo e chattiamo con una moltitudine di persone, che il pi\u00f9 delle volte si mostrano e fanno credere di essere altro (rispetto a quello che poi magari si palesa se arriva il faccia a faccia), siamo in tanti ma alla fine soli. Una solitudine diversa dal passato, quella che ti spingeva a riempire quel tempo vuoto con il pensiero, cercare soluzioni per migliorare. No, la solitudine oggi \u00e8 comunque immersa nel caos di comunicazione e di informazione, in un flusso continuo di&nbsp;&nbsp;&#8216;io, io, io&#8217; che non lascia scampo al pensare. Un &#8216;io&#8217; che ormai si \u00e8 trasformato in dio. Non un dio che mette ordine, ma che fomenta e punta sul caos, la confusione e la messa in discussione di qualsiasi punto di riferimento. Gi\u00e0 il sommo Shakespeare aveva individuato quello che sarebbe successo*, proprio quello che sta accadendo oggi: \u00ab&#8230;forza e giustizia sar\u00e0 una cosa sola, anzi, il giusto e il torto, il cui eterno litigio \u00e8 controllato dalla giustizia, perderanno i nomi, e la giustizia il suo. Tutto avr\u00e0 nome &#8216;potere&#8217;, e il potere volont\u00e0, e la volont\u00e0 desiderio, e il desiderio, lupo universale, assecondato doppiamente dalla volont\u00e0 e dal potere far\u00e0 dell&#8217;intero universo la sua preda per poi, alla fine, divorar s\u00e8 stesso\u00bb. Siamo senza scampo?<\/p>\n\n\n\n<p>Nico Perrone<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da parte della maggioranza di governo l&#8217;Italia non solo regge ma avanza a grandi passi verso nuovi successi. In ogni campo, e si tirano fuori i giudizi di questa o quella agenzia di rating, dell&#8217;occupazione ai massimi e cos\u00ec via. 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