{"id":1000025935,"date":"2025-12-02T20:59:14","date_gmt":"2025-12-02T23:59:14","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000025935"},"modified":"2025-12-02T20:59:16","modified_gmt":"2025-12-02T23:59:16","slug":"papa-leone-xiv-in-libano-la-preghiera-al-porto-di-beirut-poi-la-messa-disarmamiamo-i-cuori-risvegliamo-il-sogno-di-un-paese-unito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000025935","title":{"rendered":"Papa Leone XIV in Libano. La preghiera al porto di Beirut, poi la messa: \u00abDisarmamiamo i cuori, risvegliamo il sogno di un Paese unito\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Un silenzio eloquente, che parla pi\u00f9 di tante parole. \u00c8 quello che ha caratterizzato la preghiera silenziosa del Papa nel luogo della doppia esplosione al Porto di Beirut, la pi\u00f9 grande esplosione non nucleare della storia, che ha provocato 220 morti. Un trauma per il popolo libanese, che a cinque anni da quel 4 agosto 2020 ancora non conosce la verit\u00e0 sul tragico evento e chiede giustizia. Leone XIV, accolto dal Primo ministro, si \u00e8 fermato brevemente per un momento di preghiera silenziosa davanti al monumento che commemora le vittime dell&#8217;esplosione, ai piedi del quale ha deposto una corona di fiori e acceso una candela, benedicendo poi il luogo.<\/p>\n\n\n\n<p>Al termine della commemorazione, il Papa ha salutato alcuni parenti delle vittime e alcuni sopravvissuti all&#8217;esplosione. Oltre a provocare 220 morti, l&#8217;esplosione dell&#8217;agosto di cinque anni fa ha provocato 7mila e lasciato senza casa 300mila persone. I segni della tragedia sono ancora visibili nell&#8217;area, come ha potuto constatare lo stesso Pontefice prima di recarsi davanti al monumento.<\/p>\n\n\n\n<p>LA MESSA AL BEIRUT WATERFRONT<\/p>\n\n\n\n<p>Il Papa si \u00e8, poi, spostato al Beirut Waterfront, luogo della messa che ha presieduto come ultimo appuntamento pubblico in Libano, prima della cerimonia di congedo in aeroporto. Nel lungo giro in papamobile tra i vari settori della spianata, Leone XIV ha salutato le migliaia di fedeli che lo hanno atteso gi\u00e0 da alcune ore prima, tutti muniti della bandierina del Libano agitate al suo passaggio. Tra di loro, come di consueto in tutti gli appuntamenti libanesi, anche il presidente della Repubblica, Joseph Aoun, e la consorte.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abA volte, appesantiti dalle fatiche della vita, preoccupati per i numerosi problemi che ci circondano, paralizzati dall&#8217;impotenza dinanzi al male e oppressi da tante situazioni difficili, siamo pi\u00f9 portati alla rassegnazione e al lamento, che allo stupore del cuore e al ringraziamento\u00bb, ha detto il Papa, nell&#8217;omelia della messa al Beirut Waterfront, al centro del quale c&#8217;\u00e8 stato l&#8217;invito rivolto al popolo libanese a \u00abcoltivare sempre atteggiamenti di lode e di gratitudine\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSiete destinatari di una bellezza rara con la quale il Signore ha impreziosito la vostra terra e che, al contempo, siete spettatori e vittime di come il male, in molteplici forme, possa offuscare questa magnificenza\u00bb, il ritratto in chiaroscuro di Leone XIV: \u00abDa questa spianata che si affaccia sul mare, anch&#8217;io posso contemplare la bellezza del Libano cantata dalla Scrittura. Il Signore vi ha piantato i suoi alti cedri, nutrendoli e saziandoli, ha reso profumate le vesti della sposa del Cantico dei Cantici col profumo di questa terra\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso tempo, per\u00f2, \u00abtale bellezza \u00e8 oscurata da povert\u00e0 e sofferenze, da ferite che hanno segnato la vostra storia\u00bb. E ha proseguito \u00ab\u00c8 oscurata da tanti problemi che vi affliggono, da un contesto politico fragile e spesso instabile, dalla drammatica crisi economica che vi opprime, dalla violenza e dai conflitti che hanno risvegliato antiche paure\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDISARMIAMO I NOSTRI CUORI\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCiascuno deve fare la sua parte e tutti dobbiamo unire gli sforzi perch\u00e9 questa terra possa ritornare al suo splendore\u00bb. Ne \u00e8 convinto il Papa che ha ribadito il suo invito: \u00abDisarmiamo i nostri cuori, facciamo cadere le corazze delle nostre chiusure etniche e politiche, apriamo le nostre confessioni religiose all&#8217;incontro reciproco, risvegliamo nel nostro intimo il sogno di un Libano unito, dove trionfino la pace e la giustizia, dove tutti possano riconoscersi fratelli e sorelle e dove, finalmente, possa realizzarsi quanto ci descrive il profeta Isaia: &#8216;Il lupo dimorer\u00e0 con l&#8217;agnello, il leopardo si sdraier\u00e0 accanto al capretto, il vitello e il leoncello pascoleranno insieme'\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuesto \u00e8 il sogno a voi affidato, \u00e8 ci\u00f2 che il Dio della pace mette nelle vostre mani\u00bb, la consegna di Leone XIV: \u00abLibano, rialzati! Sii casa di giustizia e di fraternit\u00e0! Sii profezia di pace per tutto il Levante!\u00bb. Infine la \u00abgratitudine\u00bb del Papa \u00abper aver condiviso con voi questi giorni, mentre porto nel cuore le vostre sofferenze e le vostre speranze\u00bb: \u00abPrego per voi, perch\u00e9 questa terra del Levante sia sempre illuminata dalla fede in Ges\u00f9 Cristo, sole di giustizia, e grazie a Lui custodisca la speranza che non tramonta\u00bb, ha assicurato il Pontefice.<\/p>\n\n\n\n<p>Vittorio Di Mambro Rossetti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un silenzio eloquente, che parla pi\u00f9 di tante parole. \u00c8 quello che ha caratterizzato la preghiera silenziosa del Papa nel luogo della doppia esplosione al Porto di Beirut, la pi\u00f9 grande esplosione non nucleare della storia, che ha provocato 220 morti. 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