{"id":1000025656,"date":"2025-11-25T08:25:37","date_gmt":"2025-11-25T11:25:37","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000025656"},"modified":"2025-11-25T08:25:39","modified_gmt":"2025-11-25T11:25:39","slug":"pd-partito-troppo-a-sinistra-tranquilli-torna-la-rivista-rinascita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000025656","title":{"rendered":"Pd, partito troppo a sinistra? Tranquilli, torna la rivista \u00abRinascita\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Il Pd si \u00e8 spostato troppo a sinistra, non ha pi\u00f9 vocazione maggioritaria, si lamentano i riformisti e i moderati del centrosinistra. Che fare? La risposta di Goffredo Bettini, grande sponsor del campo largo e fiero sostenitore dell&#8217;alleanza con i &#8216;grillini&#8217; di Giuseppe Conte alle prossime politiche, apre il cassetto e&#8230; torna Rinascita. S\u00ec, la rivista dove tornare a pensare e confrontarsi sulla politica e la cultura, per i tanti che non si accontentano di quello che c&#8217;\u00e8 ma vogliono tutt&#8217;altro. Rinascita verr\u00e0 presentata sabato prossimo al Residence di Ripetta a Roma.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sar\u00e0 un&#8217;operazione indolore, perch\u00e9 Rinascita per 50 anni fu il principale organo di elaborazione della politica e della cultura del Partito Comunista Italiano. Di ritorno dall&#8217;Urss fu proprio il leader comunista Palmiro Togliatti a fondarla in quel di Salerno nel giugno del 1944. Per Togliatti, che diresse la rivista in prima persona per vent&#8217;anni fino alla sua morte nel 1964, Rinascita doveva essere il luogo dove far confluire il pensiero degli intellettuali che poi dovevano sincronizzarsi e raccordarsi con l&#8217;iniziativa politica del Pci. Fu Rinascita a pubblicare, sin dall&#8217;inizio, le Lettere dal carcere di Antonio Gramsci e la rivista negli anni divent\u00f2 il punto di riferimento del dibattito interno ed esterno al Pci nel corso dei principali avvenimenti storici del comunismo.<\/p>\n\n\n\n<p>A partire dal XX Congresso del Pcus del 1956 sui crimini compiuti da Stalin. Dopo Togliatti la rivista fu diretta da big del partito come Giancarlo Pajetta, Alessandro Natta e Gerardo Chiaromonte e da un intellettuale di gran caratura come Alberto Asor Rosa. La Rinascita &#8216;mor\u00ec&#8217; nel 1989 sotto le macerie del muro di Berlino. Per gli interessati la collezione completa di Rinascita \u00e8 disponibile per la consultazione online tramite la Fondazione Gramsci onlus.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda alcuni momenti cruciali della vita di Rinascita, da segnalare lo scontro &#8216;mortale&#8217; tra il 1946 e 1947 tra Palmiro Togliatti ed Elio Vittorini direttore del Politecnico e la nascita del &#8216;Compromesso storico&#8217; su quelle stesse pagine nel 1973. Elio Vittorini sul Politecnico (Einaudi), sosteneva l&#8217;autonomia della cultura dalla politica, secondo lui l&#8217;intellettuale doveva informare e risvegliare le coscienze fuori dall&#8217;ideologia del partito. Una bestemmia per Togliatti, che invece voleva una cultura organica al progetto politico del Pci, con il compito di educare e guidare le masse verso la rivoluzione socialista. Per &#8216;far fuori&#8217; Vittorini si ricorse al vecchio metodo, un articolo di Mario Alicata contro &#8216;la corrente Politecnico&#8217;. Di l\u00ec uno scambio di accuse da una parte e dall&#8217;altra fino alla scomunica finale, con Vittorini costretto a lasciare il partito e Togliatti che lo prende in giro con un suo pezzo titolato: \u00abVittorini se n&#8217;\u00e8 ghiuto e soli ci ha lasciati&#8217;.<\/p>\n\n\n\n<p>Altro passaggio fondamentale della vita di Rinascita sono i tre articoli usciti nel 1973 dell&#8217;allora segretario del Pci, Enrico Berlinguer, che prendendo spunto dal golpe fascista in Cile a guida Cia contro il&nbsp;&nbsp;governo democraticamente eletto del socialista Allende, che mor\u00ec armi in pugno durante l&#8217;assalto dei militari al palazzo del governo, elabor\u00f2 la sua proposta politica per sbloccare la situazione italiana, il &#8216;Compromesso storico&#8217;, l&#8217;alleanza strategica tra le due pi\u00f9 grandi forze politiche italiane: la Dc e il Pci. Solo cos\u00ec, pensava Berlinguer, si poteva &#8216;rompere&#8217; la catena che teneva stretta l&#8217;Italia agli interessi Usa, per far avanzare le riforme del nostro sistema democratico e le conseguenti trasformazioni sociali. Punto di riferimento di Berlinguer nella Dc fu il presidente Aldo Moro.<\/p>\n\n\n\n<p>Narrano le cronache che Moro, dopo un viaggio negli Stati Uniti forse per illustrare anche la necessit\u00e0 di questa &#8216;alleanza&#8217;, torn\u00f2 molto scosso per le minacce ricevute da alcuni dirigenti dell&#8217;amministrazione americana. Il &#8216;Compromesso storico&#8217; fu avversato anche dalla dirigenza comunista dell&#8217;Unione sovietica, che non poteva tollerare che in Europa si arrivasse al socialismo per via democratica. Una cosa del genere avrebbe mandato in frantumi quell&#8217;impero che teneva in catene i paesi satelliti con la scusa della dittatura del proletariato della sacra Urss. Quegli &#8216;americani&#8217; e quei sovietici brindarono quando le Brigate Rosse nel 1978 rapirono e poi uccisero Aldo Moro e con lui la prospettiva del &#8216;Compromesso storico&#8217;.<\/p>\n\n\n\n<p>Nico Perrone<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Pd si \u00e8 spostato troppo a sinistra, non ha pi\u00f9 vocazione maggioritaria, si lamentano i riformisti e i moderati del centrosinistra. Che fare? La risposta di Goffredo Bettini, grande sponsor del campo largo e fiero sostenitore dell&#8217;alleanza con i &#8216;grillini&#8217; di Giuseppe Conte alle prossime politiche, apre il cassetto e&#8230; torna Rinascita. 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