{"id":1000025651,"date":"2025-11-24T14:32:41","date_gmt":"2025-11-24T17:32:41","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000025651"},"modified":"2025-11-24T14:32:43","modified_gmt":"2025-11-24T17:32:43","slug":"alba-cosmica-il-telescopio-webb-illumina-le-prime-stelle-delluniverso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000025651","title":{"rendered":"Alba cosmica: il telescopio Webb illumina le prime stelle dell&#8217;Universo"},"content":{"rendered":"\n<p>Secondo un gruppo di astronomi il telescopio spaziale James Webb (JWST) potrebbe aver finalmente osservato la \u00abprima generazione di stelle\u00bb, che si form\u00f2 nei primissimi istanti dell&#8217;Universo. Queste \u00abstelle primordiali\u00bb, note come Popolazione III o Pop III, sembrerebbero risiedere in una remota galassia denominata LAP1-B, gi\u00e0 scrutata con il Webb. La sua luce, partita oltre 13 miliardi di anni fa, \u00e8 arrivata fino a noi, permettendo di vedere la galassia com&#8217;era quando l&#8217;universo aveva appena 800 milioni di anni. Secondo il gruppo guidato da Eli Visbal (Universit\u00e0 di Toledo), se confermato, questo sarebbe il primo rilevamento diretto di stelle di Pop III. \u00abPer scovarle serviva la sensibilit\u00e0 del Webb\u00bb, ha spiegato Visbal, \u00abe anche l&#8217;effetto moltiplicatore di circa 100 volte dato dalla lente gravitazionale di un ammasso di galassie collocato fra noi e LAP1-B\u00bb. Il JWST osserva LAP1-B nel corso di un&#8217;epoca cruciale, detta era della reionizzazione, quando la radiazione ultravioletta delle prime stelle iniziava a ionizzare il gas neutro (idrogeno ed elio) presente al suo interno, segnando la fine della cosiddetta \u00abet\u00e0 oscura cosmica\u00bb. Le stelle di Pop III sarebbero nate ancora prima, circa 200 milioni di anni dopo il Big Bang, quando l&#8217;Universo si era raffreddato a sufficienza da permettere la formazione dei primi atomi. Nel modello cosmologico standard, queste stelle si sarebbero generate in piccoli \u00abgrappoli\u00bb di materia oscura, che poi hanno contribuito a costruire le stelle primordiali e le galassie. Visbal, che ha pubblicato la sua ricerca su Astrophysical Journal Letters, sottolinea che studiarle non ci aiuta solo a comprendere l&#8217;origine delle galassie, ma potrebbe anche dare indizi sulle propriet\u00e0 della materia oscura stessa: diversi modelli di materia oscura infatti, predicono scenari diversi per la loro nascita. Le stelle Pop III sarebbero caratterizzate da una \u00abmetallicit\u00e0 molto bassa\u00bb (\u00e8 un modo di definire stelle formatesi quasi solo da idrogeno ed elio, con pochissimi elementi pi\u00f9 pesanti. In pratica: stelle \u00abquasi pure\u00bb, nate quando l&#8217;universo era ancora chimicamente giovane), perch\u00e9 formatesi dai primi gas presenti nell&#8217;Universo primordiale. Questo le rende molto diverse dalle stelle moderne, ricche di elementi pi\u00f9 pesanti. Questa diversa struttura permetterebbe a queste stelle di raggiungere masse enormi \u2014 anche 100 volte quella del Sole o pi\u00f9 \u2014 e di raggrupparsi in nuclei relativamente piccoli. Nel caso di LAP1-B, il gruppo ha riscontrato gas quasi privo di metalli e un nucleo stellare con massa totale dell&#8217;ordine di migliaia di masse solari. Un punto chiave della scoperta \u00e8 l&#8217;utilizzo di una \u00ablente gravitazionale\u00bb, un fenomeno predetto da Einstein: l&#8217;ammasso di galassie MACS J0416 funge da lente, curvando e amplificando il segnale luminoso di LAP1-B. Questo ha reso visibile al Webb un oggetto che altrimenti troppo debole anche per i suoi occhi spingendo l&#8217;osservazione l\u00e0 dove non sarebbe mai arrivato. Spiega Visbal:\u00abI calcoli suggeriscono che sistemi simili \u2014 stelle Pop III dietro lenti gravitazionali \u2014 possono non essere cos\u00ec rari come si temeva\u00bb. I ricercatori intendono ora effettuare simulazioni dettagliate della transizione tra stelle Pop III e la generazione successiva (Pop II), per verificare se i modelli teorici corrispondono al segnale osservato nello spettro di LAP1-B e in altri oggetti simili.<\/p>\n\n\n\n<p>Luigi Bignami<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo un gruppo di astronomi il telescopio spaziale James Webb (JWST) potrebbe aver finalmente osservato la \u00abprima generazione di stelle\u00bb, che si form\u00f2 nei primissimi istanti dell&#8217;Universo. 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