{"id":1000025583,"date":"2025-11-20T08:07:21","date_gmt":"2025-11-20T11:07:21","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000025583"},"modified":"2025-11-20T08:07:23","modified_gmt":"2025-11-20T11:07:23","slug":"la-vita-dove-non-te-laspetti-trovate-le-pulci-dei-ghiacciai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000025583","title":{"rendered":"La vita dove non te l&#8217;aspetti: trovate le \u00abpulci dei ghiacciai\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Vivono in prossimit\u00e0 della neve e del ghiaccio e sono considerate sentinelle del cambiamento climatico: sono le \u00abpulci dei ghiacciai\u00bb, minuscoli invertebrati del gruppo dei Collemboli e in Italia ne state individuate otto popolazioni. Questo grazie alla campagna di ricerca del progetto CollembolICE, cui hanno partecipato 19 guide alpine contribuendo alla raccolta di campioni in 24 siti glaciali delle Alpi italiane. Il progetto, lanciato quest&#8217;estate dal National Biodiversity Future Center (Nbfc) e dall&#8217;Universit\u00e0 di Siena, studia questi piccoli artropodi perch\u00e8, come si spiega in una nota delle guide alpine, \u00abrappresentano un indicatore ecologico prezioso per comprendere l&#8217;adattamento della vita agli ambienti estremi e gli effetti del cambiamento climatico sulla biodiversit\u00e0 alpina\u00bb.&nbsp;Il focus del 2025 ha riguardato principalmente le Alpi europee, ma sono stati raccolti dati anche da Balcani, Tatra, Himalaya e Groenlandia. Le \u00abpulci dei ghiacciai\u00bb sono state cercate in oltre 100 siti e trovate in 48, un risultato giudicato \u00abdi grande rilievo scientifico\u00bb. Il contributo diretto delle guide \u00absi \u00e8 rivelato fondamentale per raggiungere aree di difficile accesso e garantire la qualit\u00e0 dei campionamenti\u00bb, afferma Barbara Valle, ricercatrice Universit\u00e0 di Siena e coordinatrice del progetto. \u00abStudiare questi ecosistemi \u00e8 primo passo verso la conservazione, il ghiaccio e con esso la sua biodiversit\u00e0 rischiano di scomparire per sempre dalle Alpi\u00bb. Jacopo Alberti e Gabriele Silvestri, guide alpine del Collegio Valle d&#8217;Aosta, hanno contribuito all&#8217;organizzazione delle campagne previste dal progetto CollembolICE e al coordinamento delle attivit\u00e0 di campionamento in quota. \u00abNoi guide alpine lavoriamo a stretto contatto con l&#8217;ecosistema glaciale, e riuscire ad approfondire la tematica della biodiversit\u00e0 dei ghiacciai \u00e8 un grande arricchimento personale e professionale\u00bb, afferma Alberti, che collabora da anni con l&#8217;Ufficio Cambiamenti climatici di Arpa Valle d&#8217;Aosta per i rilievi dei bilanci di massa dei ghiacciai: proprio da questo lavoro \u00e8 nata la connessione con il team di ricerca guidato dall&#8217;Universit\u00e0 di Siena. \u00abI risultati dei primi campionamenti non erano incoraggianti- racconta Alberti- ma la giornata specifica sui ghiacciai di Indren e dei Bors \u00e8 stata una svolta: trovare i primi esemplari \u00e8 stato un momento davvero emozionante. Le difficolt\u00e0 principali sono legate all&#8217;imprevedibilit\u00e0 delle aree in cui i collemboli si concentrano: spesso si trovano in punti inattesi, anche a ridosso delle piste da sci. Le maggiori concentrazioni le abbiamo trovate tra ghiacciai e rocce nella zona del piccolo ghiacciaio di Indren e vicino al rifugio Quintino Sella al Felik\u00bb. L&#8217;aspetto \u00abpi\u00f9 impressionante \u00e8 la presenza di vita in ambienti che fino a poco tempo fa consideravamo privi di organismi\u2013 conclude- siamo al secondo anno di collaborazione con Barbara e speriamo di continuare, magari ampliando la ricerca anche oltre le Alpi\u00bb. Silvestri sottolinea il valore dei progetti di citizen science, che coinvolgono cittadini non professionisti nella raccolta di dati, osservazioni o campionamenti, contribuendo direttamente alla ricerca scientifica e ad una maggior consapevolezza in tema di tutela dell&#8217;ambiente montano. \u00abOltre ad arricchire la nostra conoscenza personale dell&#8217;ambiente alpino- afferma Silvestri- rappresenta un valore aggiunto per il coinvolgimento dei nostri clienti. I momenti pi\u00f9 belli sono stati i ritrovamenti in luoghi inaspettati, dove non erano mai stati campionati collemboli: in quei momenti senti davvero che il tuo contributo pu\u00f2 essere importante. All&#8217;inizio dovevamo capire come cercarli e come usare la strumentazione, ma dopo alcune prove e grazie al confronto con i ricercatori abbiamo imparato in fretta\u00bb. L&#8217;obiettivo futuro \u00e8 estendere CollembolICE a tutte le aree glaciali montane del mondo, e il team di ricerca sta lavorando in questa direzione. \u00abContinueremo a campionare dove possibile- afferma Silvestri- personalmente, andr\u00f2 in Argentina a dicembre e spero di riuscire a trovare ottimi campioni anche l\u00ec\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Mattia Cecchini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vivono in prossimit\u00e0 della neve e del ghiaccio e sono considerate sentinelle del cambiamento climatico: sono le \u00abpulci dei ghiacciai\u00bb, minuscoli invertebrati del gruppo dei Collemboli e in Italia ne state individuate otto popolazioni. 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