{"id":1000025440,"date":"2025-11-16T10:22:19","date_gmt":"2025-11-16T13:22:19","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000025440"},"modified":"2025-11-16T10:22:21","modified_gmt":"2025-11-16T13:22:21","slug":"andare-in-pensione-migliora-la-salute-mentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000025440","title":{"rendered":"Andare in pensione migliora la salute mentale?"},"content":{"rendered":"\n<p>Con l&#8217;arrivo della pensione si ha molto pi\u00f9 tempo libero da dedicare ai propri hobby, alla famiglia e agli amici: tutto questo fa s\u00ec che il benessere e la soddisfazione aumentino \u2013 ma non per tutti allo stesso modo. Uno studio pubblicato su SSM Mental Health ha rilevato differenze marcate in base al reddito, al tipo di lavoro svolto e al sesso del lavoratore, individuando nelle donne e nelle persone non sposate con uno stipendio inferiore ai 1.500 euro le categorie pi\u00f9 penalizzata dal pensionamento. Lo studio \u00e8 tra i primi ad analizzare la salute mentale dei lavoratori durante le tre frasi del pensionamento \u2013 prima, durante e dopo aver lasciato il lavoro. Basandosi sui dati relativi a 1.583 olandesi di 66-67 anni raccolti tra il 2007 e il 2023, i ricercatori ne hanno esaminato la salute mentale cinque anni e mezzo prima, durante, e cinque anni e mezzo dopo il pensionamento. Dalle analisi \u00e8 emerso che, dopo un iniziale periodo di benessere post pensionamento, la salute mentale di chi aveva un reddito basso (definito nello studio come inferiore ai 1.500 euro mensili) peggiorava dopo circa due anni e mezzo \u2013 in particolare per le donne e per i lavoratori non sposati; meglio le cose per chi aveva un reddito medio (tra i 1.500 e i 3.000 euro mensili), il cui benessere aumentava notevolmente prima della pensione per poi stabilizzarsi negli anni successivi \u2013 con l&#8217;eccezione di chi aveva svolto un lavoro fisicamente pesante, che tendeva ad avere una salute mentale peggiore durante tutto il periodo del pensionamento; in chi aveva uno stipendio alto (superiore ai 3.000 euro mensili) la salute mentale rimaneva sostanzialmente invariata, con un picco di benessere nell&#8217;anno del pensionamento (meno marcato in chi si pensionava molto tardi). \u00abTutti i gruppi di reddito hanno mostrato un miglioramento generale della salute mentale durante la transizione alla pensione, ma abbiamo osservato diverse fasi di sviluppo in cui la salute mentale pu\u00f2 subire un calo. In questi momenti di vulnerabilit\u00e0, le persone potrebbero trarre beneficio da un supporto mirato\u00bb, conclude Aja Louise Murray, una degli autori.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiara Guzzonato<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l&#8217;arrivo della pensione si ha molto pi\u00f9 tempo libero da dedicare ai propri hobby, alla famiglia e agli amici: tutto questo fa s\u00ec che il benessere e la soddisfazione aumentino \u2013 ma non per tutti allo stesso modo. 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