{"id":1000025379,"date":"2025-11-16T08:36:12","date_gmt":"2025-11-16T11:36:12","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000025379"},"modified":"2025-11-16T08:36:14","modified_gmt":"2025-11-16T11:36:14","slug":"le-giovani-generazioni-e-il-paradosso-dellia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000025379","title":{"rendered":"Le giovani generazioni e il \u00abparadosso\u00bb dell&#8217;IA"},"content":{"rendered":"\n<p>La sfida dell&#8217;Intelligenza artificiale (IA) si colloca sulla frontiera di un mutamento antropologico, non solo tecnico-scientifico. Il \u00abcambiamento d&#8217;epoca\u00bb \u2014 di cui gi\u00e0 nel 2015 parlava Papa Francesco \u2014 scaturisce, infatti, anche dalla variazione di quei criteri che un tempo caratterizzavano l&#8217;umano in quanto tale, e che oggi invece si mescolano, intersecandosi, con ci\u00f2 che \u00e8 virtuale. Tanto che la distinzione tra ci\u00f2 che \u00e8 naturale, e umano appunto, e ci\u00f2 che non lo \u00e8, \u00e8 difficilmente rintracciabile, fino a scivolare, in molti casi, nel terreno del post-umano (se non pericolosamente del dis-umano). In una commistione che mostra di avere impatti significativi in particolare sulla maturazione psicologica, sociale, ma anche biologica e neurologica, di bambini e giovani, arrivando nel peggiore dei casi a generare attivit\u00e0 che ledono i loro diritti e la loro dignit\u00e0. Si pensi agli episodi di sfruttamento e abusi, in particolare a carattere sessuale, che si verificano in modo sempre pi\u00f9 frequente dentro, e attraverso, gli \u00abambienti\u00bb cosiddetti social.&nbsp;&nbsp;La \u00abDichiarazione di Roma\u00bb del 6 ottobre 2017 sulla dignit\u00e0 del minore nel mondo digitale gi\u00e0 riconosceva che \u00abi progressi tecnologici esponenziali e la loro integrazione nella nostra vita quotidiana non stanno cambiando solo quello che facciamo e come lo facciamo, ma stanno cambiando chi siamo\u00bb, introducendo dunque un problema di carattere morale ed etico nella gestione di quegli stessi progressi. La consapevolezza che l&#8217;online, pur aprendo spazi di creativit\u00e0 e connessione, sia anche un luogo in cui l&#8217;innocenza dei bambini viene spesso esposta a minacce, \u00e8 stata al centro dell&#8217;High-Level Meeting on Child Dignity in the Artificial Intelligence Era, promosso marted\u00ec 12 novembre presso il Palazzo della Cancelleria dalla Fondazione Child. Un evento al termine del quale \u00e8 stata sottoscritta una dichiarazione d&#8217;intenti, poi presentata a Papa Leone XIV, per invitare governi, istituzioni, aziende e cittadini a costruire insieme un nuovo patto umano per l&#8217;era digitale, fondato sulla dignit\u00e0 e sulla protezione dei pi\u00f9 piccoli. \u00abL&#8217;era dell&#8217;intelligenza artificiale non deve essere un&#8217;era di indifferenza morale. Ogni algoritmo deve servire la vita; ogni innovazione deve promuovere il bene comune\u00bb, ha dichiarato il presidente della Fondazione, Ernesto Caffo.&nbsp;&nbsp;Opportunit\u00e0 e rischi si mescolano. L&#8217;IA amplifica il paradosso secondo cui il digitale \u00abpu\u00f2 educare o sfruttare, proteggere o manipolare\u00bb, si dice in una nota conclusiva del summit. Tanto che ormai \u00abi bambini si confrontano con sistemi che simulano la cura senza empatia e la compagnia senza coscienza, rischiando di modellare la loro sensibilit\u00e0 e immaginazione secondo logiche di coinvolgimento e profitto pi\u00f9 che di crescita e umanit\u00e0\u00bb.&nbsp;&nbsp;Impressionano alcuni dati. Secondo lo studio Me, Myself &amp; AI di Internet Matters, nel Regno Unito il 42% dei ragazzi tra 9 e 17 anni utilizza chatbot per lo studio e l&#8217;apprendimento, mentre il 23% si affida a queste tecnologie per chiedere consigli. Una parte significativa dei giovani dichiara di usarli anche per compagnia: per molti, \u00abparlare con un chatbot \u00e8 come parlare con un amico\u00bb. Un&#8217;altra ricerca, intitolata Bambini e adolescenti nel Regno Unito e chatbot AI, condotta da Hendrycks, rivela che il 64% dei minori ha gi\u00e0 interagito con un chatbot, e pi\u00f9 di un terzo ritiene queste conversazioni equivalenti a un dialogo con un amico. Ancora pi\u00f9 preoccupante \u00e8 il 12% che afferma di rivolgersi all&#8217;IA perch\u00e9 \u00abnon ha nessun altro con cui parlare\u00bb. Idem negli Usa, dove l&#8217;indagine Teens &amp; AI Companions di Common Sense Media (2025) mostra che il 72% degli adolescenti tra i 13 e i 17 anni ha utilizzato un \u00abIA companion\u00bb almeno una volta, il 52% in modo regolare e il 13% quotidianamente. Un terzo dichiara di usarli per interazioni sociali o emotive, mentre il 24% ha condiviso dati personali con il sistema e il 34% ha vissuto episodi di disagio. Accanto agli spazi di relazione, crescono cos\u00ec nuove forme di \u00abdipendenza, isolamento e rischio\u00bb, spiegano dalla Fondazione Child, come quello per esempio di cadere nella trappola della pedopornografia online o del cyberbullismo. \u00abLa tecnologia necessita di uno sviluppo human based, l&#8217;IA deve essere sviluppata e applicata in modo che rispetti sempre i bambini evitando manipolazioni e discriminazioni\u00bb, ha detto nel corso dell&#8217;evento alla Cancelleria Anna Maria Tarantola, vicepresidente della Fondazione Giulia Cecchettin e membro del comitato scientifico della Fondazione Centesimus Annus. \u00abServono pi\u00f9 responsabilit\u00e0, pi\u00f9 cooperazione e pi\u00f9 iniziative di largo campo dedicate all&#8217;educazione\u00bb. \u00abI bambini non sono consumatori, ma persone in formazione piene di curiosit\u00e0 e immaginazione\u00bb, ha aggiunto Daniel Kardefelt-Winther, dell&#8217;Unicef Global Office of Research and Foresight. Pertanto, non si pu\u00f2 permettere \u00abche la logica del mercato definisca i confini morali della nostra civilt\u00e0\u00bb, ha evidenziato Emilio Puccio, segretario generale dell&#8217;Intergruppo sui diritti dei bambini del Parlamento europeo. Particolarmente toccante la testimonianza di Meghan Garcia, mamma del quattordicenne Sewell Setzer, studente a Orlando, in Florida, che si \u00e8 pian piano chiuso in se stesso, intrattenendo solo una \u00abrelazione sentimentale\u00bb con un chatbot della rete Character.AI, in grado di generare virtualmente per lui frasi amorose da parte di Daenerys, la regina immaginaria del \u00abTrono di Spade\u00bb. Al culmine di questo \u00abrapporto\u00bb, Sewell, ormai incapace di distinguere la verit\u00e0 dall&#8217;artifizio, per raggiungere l&#8217;amata, viene indotto dal bot a togliersi la vita (lo far\u00e0 con un colpo di pistola alla tempia), e ora la madre ha intentato la prima causa legale negli Usa contro l&#8217;azienda. \u00abNon lo faccio per spirito di vendetta, non mi interessa\u00bb, confessa ai media vaticani. \u00abMa non c&#8217;\u00e8 alcuna regolamentazione diretta alla tutela dei bambini e che impedisca alle aziende di fare ci\u00f2 che fanno\u00bb. Piuttosto, dice con le lacrime agli occhi, \u00ablo faccio perch\u00e9 cresca la consapevolezza dei rischi che ci sono e perch\u00e9 altri genitori non debbano soffrire ci\u00f2 che ho sofferto io. Ho maturato questo mio impegno anche grazie alla fede\u00bb. In tribunale i produttori si sono appellati al Primo emendamento sulla libert\u00e0 di parola: \u00ab\u00c8 un loro diritto, a me interessa quello che pu\u00f2 accadere da adesso. E proprio due settimane fa Character.AI ha annunciato che proibir\u00e0 i chatbot per gli under 18: non certo perch\u00e9 sono buoni, ma per la pressione pubblica e mediatica\u00bb. Meghan \u00e8 guidata dalla speranza che il suo impegno crei \u00abconsapevolezza nei genitori, negli insegnanti, nelle scuole, ma anche nei leader politici di poter cambiare le cose\u00bb. Il dramma di Sewell non \u00e8 isolato, purtroppo. Secondo il Center for Disease Control oltre il 40% degli adolescenti soffre di cronici sentimenti di tristezza e disperazione, mentre per il Pew Research Center il 46% dei teenager vive un \u00abattaccamento compulsivo alle piattaforme digitali\u00bb. Dati che testimoniano come intervenire, adesso, sia non pi\u00f9 procrastinabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Roberto Paglialonga<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sfida dell&#8217;Intelligenza artificiale (IA) si colloca sulla frontiera di un mutamento antropologico, non solo tecnico-scientifico. 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