{"id":1000025295,"date":"2025-11-14T08:05:40","date_gmt":"2025-11-14T11:05:40","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000025295"},"modified":"2025-11-14T08:05:41","modified_gmt":"2025-11-14T11:05:41","slug":"40-anni-fa-primo-trapianto-di-cuore-in-italia-record-di-413-interventi-nel-24","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000025295","title":{"rendered":"40 anni fa primo trapianto di cuore in Italia, record di 413 interventi nel &#8217;24"},"content":{"rendered":"\n<p>Il trapianto di cuore in Italia compie 40 anni: era infatti il 14 novembre 1985 quando l&#8217;equipe diretta dal professor Vincenzo Gallucci realizzava a Padova il primo intervento, dopo che l&#8217;11 novembre l&#8217;allora ministro della Sanit\u00e0 Costante Degan firmava il decreto che autorizzava la procedura. Da l\u00ec, nel giro di nove giorni, altri trapianti di cuore vennero eseguiti a Pavia, Udine, Bergamo, Milano e Roma: \u00e8 \u00abl&#8217;inizio di una nuova era per la trapiantologia italiana\u00bb, afferma il Centro nazionale trapianti (Cnt). Quarant&#8217;anni dopo, il nostro Paese \u00e8 ai primi posti mondiali per tasso di trapianti cardiaci e nel 2024 si \u00e8 registrato un record con 413 interventi effettuati, ma resta il problema delle liste di attesa con 802 pazienti che al momento aspettano un intervento. Nel 2024 nei 20 centri italiani autorizzati, sono stati realizzati 413 trapianti di cuore (7 per milione di abitanti): +13% rispetto al 2023 e +38% rispetto al 2022. E nel 2025 il loro numero \u00e8 in ulteriore aumento: nei primi 10 mesi dell&#8217;anno i trapianti di cuore sono stati 376, l&#8217;8,9% in pi\u00f9 rispetto allo stesso periodo del 2024. Dal 2002, ovvero da quando \u00e8 entrato in funzione il Sistema informativo trapianti, quelli cardiaci sono stati oltre 7mila: a ricevere un nuovo cuore sono stati in maggioranza pazienti uomini (74%). Ad oggi, \u00e8 italiano il trapianto di cuore pi\u00f9 longevo d&#8217;Europa, e uno dei pi\u00f9 longevi al mondo: quello ricevuto da Gian Mario Taricco, che fu il secondo realizzato nel nostro Paese. Taricco, allora ventenne, fu trapiantato a Pavia dall&#8217;equipe diretta dal professor Mario Vigan\u00f2 il 18 novembre 1985: quel cuore nuovo, quarant&#8217;anni dopo, batte ancora nel petto del suo ricevente. Negli anni, sottolinea il Cnt, anche lo scenario delle donazioni \u00e8 evoluto. Il primo donatore di cuore, Francesco Busnello, di Treviso, vittima di un incidente stradale, aveva solo 18 anni. Nel 2024 l&#8217;et\u00e0 media era salita a quasi 48 anni, mentre il donatore pi\u00f9 anziano ne aveva 77: circa un quarto dei donatori di cuore oggi ha pi\u00f9 di 60 anni. Attualmente \u00e8 inoltre possibile dare un cuore nuovo a pazienti pi\u00f9 avanti con l&#8217;et\u00e0 proprio perch\u00e9 l&#8217;efficacia della terapia del trapianto \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente: l&#8217;anno scorso il cardiotrapiantato pi\u00f9 anziano aveva 76 anni contro i 68 di quello del 2002. Un&#8217;altra decisiva innovazione che ha contribuito all&#8217;incremento dei trapianti, rileva il Cnt, \u00e8 stata poi la possibilit\u00e0 di utilizzare i cuori dei cosiddetti \u00abdonatori a cuore fermo\u00bb, ovvero pazienti il cui decesso viene dichiarato con criteri cardiaci dopo un&#8217;osservazione di 20 minuti (all&#8217;estero invece sono mediamente 5-10 minuti). Dal 2023, anno del primo trapianto di cuore realizzato in Italia con questa modalit\u00e0, gli interventi eseguiti sono stati oltre 80, circa il 9% del totale, con risultati sovrapponibili ai trapianti eseguiti da donatore in morte cerebrale. \u00abOggi possiamo guardare con orgoglio a quanto realizzato dalla trapiantologia italiana in questi quarant&#8217;anni &#8211; dichiara il ministro della Salute Orazio Schillaci -. Il nostro \u00e8 un sistema di assoluto valore, e a dimostrarlo ci sono i dati, ma soprattutto, dietro i numeri, ci sono le vite di migliaia di pazienti salvati dal trapianto e dal lavoro quotidiano degli operatori ai quali va la nostra gratitudine. \u00c8 anche per merito di eccellenze come la Rete trapianti che il Servizio sanitario italiano viene riconosciuto come uno dei migliori del mondo: continueremo a lavorare per garantire i migliori livelli possibili di assistenza, anche a chi aspetta un organo o a chi lo ha ricevuto e intraprende il percorso del follow up\u00bb. Negli ultimi tempi l&#8217;attivit\u00e0 di trapianto di cuore sta vivendo una \u00abcrescita esponenziale, e l&#8217;obiettivo \u00e8 quello di consolidare i risultati raggiunti &#8211; commenta il direttore del Centro nazionale trapianti Giuseppe Feltrin -. In questo momento ci sono 802 pazienti che aspettano un cuore, tra gli oltre 8mila in attesa di trapianto: l&#8217;impegno della Rete trapianti \u00e8 quello di assisterli al meglio, ma per farlo abbiamo fortemente bisogno della disponibilit\u00e0 delle persone a donare i propri organi dopo la morte. Oggi, esattamente come 40 anni fa, \u00e8 ancora il &#8216;s\u00ec&#8217; dei donatori e delle famiglie a fare la differenza per chi aspetta il trapianto, di cuore e non solo\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il trapianto di cuore in Italia compie 40 anni: era infatti il 14 novembre 1985 quando l&#8217;equipe diretta dal professor Vincenzo Gallucci realizzava a Padova il primo intervento, dopo che l&#8217;11 novembre l&#8217;allora ministro della Sanit\u00e0 Costante Degan firmava il decreto che autorizzava la procedura. 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