{"id":1000025189,"date":"2025-11-12T10:56:27","date_gmt":"2025-11-12T13:56:27","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000025189"},"modified":"2025-11-12T10:56:29","modified_gmt":"2025-11-12T13:56:29","slug":"coldiretti-lue-e-un-colabrodo-97-prodotti-alimentari-stranieri-su-100-entrano-senza-alcun-controllo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000025189","title":{"rendered":"Coldiretti: \u00abL&#8217;Ue \u00e8 un colabrodo, 97 prodotti alimentari stranieri su 100 entrano senza alcun controllo\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abCon 97 prodotti alimentari stranieri su 100 che entrano nell&#8217;Ue senza alcun controllo, approfittando di porti &#8216;colabrodo&#8217; come Rotterdam, occorre mettere in campo un sistema realmente efficace di controlli alle frontiere per tutelare la salute dei cittadini e difendere le imprese agroalimentari dalla concorrenza sleale che mette a rischio i record dell&#8217;agroalimentare nazionale\u00bb. E&#8217; l&#8217;appello lanciato da Coldiretti nel corso dell&#8217;evento al Villaggio contadino di Bologna con la partecipazione, tra gli altri, del presidente Coldiretti Ettore Prandini e del segretario generale Vincenzo Gesmundo, di Francesco Lollobrigida, Ministro dell&#8217;Agricoltura, della Sovranit\u00e0 Alimentare e delle Foreste, Romano Prodi (Presidente, Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli), Fabrizio Curcio, Commissario Straordinario di Governo alla ricostruzione, Michele De Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOggi in Europa \u2013 ricorda Coldiretti \u2013 si stima che appena il 3% dei prodotti che arrivano dall&#8217;estero sia sottoposto a verifiche fisiche, ovvero tese a testarne la salubrit\u00e0, e non solo la documentazione allegata, con un sistema che lascia ai singoli Stati membri il compito di decidere i controlli, creando inevitabili dinamiche al ribasso, con il paradosso che gli accordi commerciali avviati dalla Commissione Ue non prevedono il principio di reciprocit\u00e0, lasciando campo libero all&#8217;arrivo di prodotti che non rispettano le stesse regole imposte agli agricoltori italiani ed europei.<\/p>\n\n\n\n<p>IL CASO MERCOSUR<\/p>\n\n\n\n<p>Coldiretti spiega che un caso simbolo \u00e8 quello dell&#8217;accordo con il Mercosur. Nei primi otto mesi del 2025 le importazioni in Italia di prodotti agroalimentari dai Paesi del blocco sudamericano sono aumentate in valore del 18%, secondo l&#8217;analisi Coldiretti su dati Istat, per un totale di 2,3 miliardi di euro, a fronte di esportazioni Made in Italy in Sudamerica di circa 284 milioni di euro (-8%), secondo l&#8217;analisi Coldiretti su dati Istat. Un deficit della bilancia commerciale che l&#8217;accordo rischia di andare a peggiorare ulteriormente, aprendo la strada a tutta una serie di prodotti, dalla carne bovina a quella di pollo, fino a miele e riso, che metterebbero in difficolt\u00e0 le filiere locali. Si tratta di un danno rilevante per le imprese agroalimentari italiane ed europee, con potenziali rischi anche per la salute dei consumatori. Basti pensare all&#8217;uso nei Paesi sudamericani degli antibiotici e di altre sostanze come promotori della crescita negli allevamenti, o al massiccio uso di pesticidi vietati da anni in Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>Particolarmente rilevanti sono gli allarmi relativi alla presenza irregolare di pesticidi perch\u00e9 i pesticidi segnalati spesso non sono pi\u00f9 ammessi nell&#8217;Ue, oppure superiori ai limiti massimi consentiti (Mlr) nell&#8217;Unione, come evidenziato dall&#8217;esposizione allestita dalla Coldiretti in occasione del Villaggio. Problemi non di poco conto se si pensa che l&#8217;accordo premier\u00e0 con il dazio zero l&#8217;arrivo in Europa di centinaia di milioni di chili di carne di manzo, di maiale e di pollo, oltre a riso, miele, zucchero, che andranno a sommarsi alle quantit\u00e0 che gi\u00e0 vengono importate dal Sudamerica. Nel caso del pollo, si arriver\u00e0 a circa il 10% del consumo europeo di questo tipo di carne. Peraltro il 90% dei prodotti del Sudamerica entra in Europa solo attraverso lo scalo di Rotterdam, anche quando la logistica non lo giustificherebbe. Il motivo \u00e8 probabilmente che nel porto olandese c&#8217;\u00e8 una totale inadeguatezza dei controlli e passa di tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon siamo contrari per principio agli accordi di libero scambio, poich\u00e9 la nostra sfida nei prossimi anni deve esser quella dell&#8217;internazionalizzazione, ma non possiamo tutelare il settore agroalimentare se non siamo in grado di far valere il principio di reciprocit\u00e0. L&#8217;intesa col Mercosur \u00e8 stata pensata 18 anni fa ma da allora \u00e8 cambiato il mondo e l&#8217;agricoltura ha assunto un ruolo sempre pi\u00f9 strategico. E&#8217; assurdo che sia l&#8217;unico settore che rischiamo di non difendere\u00bb, ha sottolineato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.<\/p>\n\n\n\n<p>Il segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo, ha rilevato: \u00abSe non sar\u00e0 corretto l&#8217;accordo ha un effetto potenzialmente devastante. In primo luogo, perch\u00e9 parte della produzione europea, soprattutto quella delle piccole imprese, viene rimpiazzata da prodotti con standard ambientali e sociali enormemente inferiori. Esportiamo inquinamento dove le regole sono pi\u00f9 \u00ableggere\u00bb per reimportarlo nel piatto. In secondo luogo, perch\u00e9 rinunciamo ai servizi che l&#8217;agricoltura europea quotidianamente restituisce ai cittadini in termini di presidio ambientale, sociale e civico. Derubricare &#8216;leccezionalismo agricolo&#8217; a merce di scambio, ha queste conseguenze\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>IL RISCHIO DAZI USA<\/p>\n\n\n\n<p>Coldiretti osserva che \u00aba mettere a rischio i record dell&#8217;agroalimentare nazionale ci sono anche le guerre commerciali, a partire dai dazi Usa. Nei mesi iniziali di applicazione delle tariffe aggiuntive, il settore agroalimentare italiano ha gi\u00e0 subito impatti evidenti. Nonostante a settembre il dato aggregato di tutti i settori segnasse una crescita del 34% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, principalmente sostenuta dal comparto della navigazione marittima, la situazione dell&#8217;agroalimentare resta complessa da interpretare. Le prime rilevazioni Eurostat sul vino mostrano a settembre una diminuzione del 18%, comunque meno drastica rispetto al -30% registrato in agosto. Proprio agosto, il primo mese con il nuovo dazio del 15%, ha visto forti crolli per quasi tutti i prodotti alimentari italiani negli Stati Uniti: dai trasformati di pomodoro (-36%) all&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva (-62%), secondo l&#8217;analisi Coldiretti su dati Eurostat. La pasta ha sub\u00ecto una contrazione del 21%, mentre il calo per i formaggi italiani si \u00e8 limitato al 12%, comparto che in precedenza aveva mostrato risultati positivi in controtendenza rispetto agli altri. Oltre alle perdite economiche, il pericolo \u00e8 che un calo delle vendite di cibo Made in Italy apra la strada a una ulteriore proliferazione del mercato dei falsi, gi\u00e0 particolarmente fiorente negli States, come evidenziato dall&#8217;esposizione allestita in occasione del Villaggio con alcuni dei prodotti italiani tarocchi in vendita sul mercato a stelle e strisce. Gli Usa si piazzano in testa alla classifica dei maggiori taroccatori con una produzione di italian sounding che ha superato i 40 miliardi in valore e che vede come prodotto di punta i formaggi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abUn fenomeno \u2013 continua Coldiretti \u2013 che potrebbe trovare una ulteriore spinta dall&#8217;eventuale imposizione di dazi sull&#8217;agroalimentare Made in Italy, a partire dai formaggi, che erano gi\u00e0 stati colpiti dall&#8217;aumento tariffario del 25% deciso da Trump nel suo primo mandato. L&#8217;aumento dei prezzi degli &#8216;originali&#8217; potrebbe portare i consumatori americani a indirizzarsi su altri beni pi\u00f9 a buon mercato, proprio a partire dai cosiddetti &#8216;italian fake'\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo l&#8217;analisi della Coldiretti su dati Usda, il dipartimento di stato dell&#8217;agricoltura statunitense, si producono negli Stati Uniti 222 milioni di chili di Parmesan, 170 milioni di chili di provolone, 23 milioni di chili di pecorino romano oltre a quasi 40 milioni di chili di formaggi italian style di altro tipo, come il friulano. Senza dimenticare gli oltre 2 miliardi di chili di mozzarella, che portano il totale dell'\u00bbitalian cheese\u00bb a quasi 2,7 miliardi di chili.<\/p>\n\n\n\n<p>Fausto Diaz<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abCon 97 prodotti alimentari stranieri su 100 che entrano nell&#8217;Ue senza alcun controllo, approfittando di porti &#8216;colabrodo&#8217; come Rotterdam, occorre mettere in campo un sistema realmente efficace di controlli alle frontiere per tutelare la salute dei cittadini e difendere le imprese agroalimentari dalla concorrenza sleale che mette a rischio i record dell&#8217;agroalimentare nazionale\u00bb. 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