{"id":1000025137,"date":"2025-11-11T07:04:35","date_gmt":"2025-11-11T10:04:35","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000025137"},"modified":"2025-11-11T07:04:37","modified_gmt":"2025-11-11T10:04:37","slug":"tra-social-video-e-influencer-i-ragazzi-tra-i-12-e-17-anni-passano-molto-tempo-online-tra-rischi-e-divieti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000025137","title":{"rendered":"Tra social, video e influencer, i ragazzi tra i 12 e 17 anni passano molto tempo online tra rischi e divieti"},"content":{"rendered":"\n<p>Quali sono le esperienze degli adolescenti sui social, con i videogame, gli influencer, i contenuti personalizzati e l&#8217;intelligenza artificiale? In un&#8217;epoca in cui la sicurezza dei minori online \u00e8 sempre pi\u00f9 centrale, \u00e8 stato chiesto direttamente ai protagonisti \u2013 i giovani che si cerca di proteggere \u2013 qual \u00e8 la loro esperienza nel mondo digitale in cui crescono: un&#8217;indagine di Altroconsumo ha coinvolto un campione rappresentativo di adolescenti di 12-17 anni, per parlare delle loro abitudini in rete, quanto incide il digitale sulla loro vita offline, quali rischi incontrano con i social, i videogame, gli influencer e l&#8217;intelligenza artificiale, come vorrebbero essere protetti e cosa ne pensano dei divieti (incluso il pi\u00f9 recente sull&#8217;uso dello smartphone in classe). Qual \u00e8 il quadro che emerge? Molto connessi \u2013 tre ore al giorno in media, molte volte anche pi\u00f9 di quattro \u2013 ma non per questo non attivi fuori casa, anzi: gli adolescenti sono in costante movimento tra mondo online e offline e amano la rete perch\u00e9 gli permette innanzitutto di tenersi in contatto, ma anche di imparare cose nuove e coltivare interessi; nel 33% dei casi per\u00f2 si imbattono in rischi \u2013 dai contatti da parte di sconosciuti, fino al cyberbullismo e all&#8217;ansia da like \u2013 di cui sembrano pi\u00f9 consapevoli di quanto si potrebbe immaginare. Chiedono di essere protetti, ma restando parte attiva, mantenendo controllo e libert\u00e0, pi\u00f9 che subendo divieti. Tutto questo \u00e8 stato affrontato nel corso di un evento insieme ai ragazzi e alle ragazze a Milano, e i risultati di questa indagine saranno portati alle autorit\u00e0 italiane (AgCom, Garante della Privacy, Antitrust e decisori politici) e sul tavolo dell&#8217;Ue (l&#8217;inchiesta \u00e8 stata svolta anche in altri quattro Paesi, oltre che in Italia, insieme a Euroconsumers, la rete di organizzazioni di consumatori cui Altroconsumo fa parte). Proprio in Europa, infatti, si stanno discutendo le misure per rendere l&#8217;ambiente digitale sempre pi\u00f9 sano e sicuro per i minori: e soluzioni efficaci non possono fare a meno della voce dei protagonisti, raramente inclusa nel dibattito.<\/p>\n\n\n\n<p>QUANTO SONO CONNESSI E COSA FANNO?<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; stato chiesto ai genitori degli adolescenti intervistati di lasciarli rispondere alle domande da soli, in modo da sentirsi liberi di condividere a pieno la loro esperienza. Ecco i principali dati emersi sulle loro abitudini.<\/p>\n\n\n\n<p>IL TEMPO ONLINE E LA SUA GESTIONE<\/p>\n\n\n\n<p>Praticamente tutti, il 97% degli adolescenti italiani, usano il telefono per connettersi, mediamente per 3 ore al giorno, ma c&#8217;\u00e8 un buon 30% che va oltre le 4 ore, soprattutto tra i pi\u00f9 grandi di 15-17 anni: un tempo che, nella maggioranza dei casi, pensano di riuscire a gestire bene, ma che per un quinto ha causato un peggioramento dei voti a scuola (e ne sono consapevoli), con molti che stanno cercando di ridurre il tempo trascorso davanti gli schermi, segno di uno sforzo pi\u00f9 maturo di quello che ci si potrebbe aspettare. Una buona percentuale (58%), ad esempio, ritiene utili strumenti di auto-controllo come i tracker del tempo trascorso davanti allo schermo o la disattivazione delle notifiche.<\/p>\n\n\n\n<p>COSA PIACE E COSA FANNO?<\/p>\n\n\n\n<p>La rete non \u00e8 solo questione di tempo, ma soprattutto di cosa si fa online e di come questo si integra con la vita quotidiana. Per i ragazzi in generale \u00e8 pi\u00f9 di un semplice e vuoto intrattenimento. Come si vede dai dati mostrati in alto, alla domanda su cosa amino di pi\u00f9, prevale la connessione sociale: \u00e8 innanzitutto una porta d&#8217;accesso al mondo delle loro relazioni, in particolare con le persone a cui tengono, ma anche alla creativit\u00e0 (musica soprattutto), a nuove conoscenze, oltre che a usi anche pratici. Praticamente tutti o quasi fanno tante attivit\u00e0 diverse e quasi quotidianamente in alcuni casi: navigano online e cercano informazioni (100%), fanno chiamate o videochiamate (99%), guardano video o film (97%), sono sui social (92%), ascoltano musica (92%) e giocano ai giochi online (89%). Il 63% usa la rete per creare e condividere contenuti, come testi, foto o video, e lo fa quasi 3 volte a settimana.<\/p>\n\n\n\n<p>ATTIVI ONLINE E OFFLINE: DUE MONDI NON CONTRAPPOSTI<\/p>\n\n\n\n<p>I ragazzi non &#8216;scrollano&#8217; soltanto, chiusi in casa dopo la scuola. Dagli incontri con famiglia e amici allo sport, dai corsi di musica, lingua o arte al volontariato o altre attivit\u00e0 culturali: i giovani fanno tante uscite extrascolastiche diverse e in modo abbastanza frequente, l&#8217;83% fa una o pi\u00f9 di queste attivit\u00e0 almeno tre volte a settimana. E c&#8217;\u00e8 un dato da sottolineare: per la maggioranza dei giovani il numero di attivit\u00e0 online non influisce negativamente sulle attivit\u00e0 offline; al contrario, i ragazzi pi\u00f9 attivi online sono anche quelli pi\u00f9 attivi &#8216;in presenza&#8217;, e questo ci restituisce il quadro di una generazione per la quale i due mondi non si escludono l&#8217;un l&#8217;altro, l&#8217;online non si sostituisce all&#8217;offline come si potrebbe immaginare, non si contrappone, ma si integra, creando un&#8217;unica realt\u00e0 fluida e dinamica: un&#8217;esistenza &#8216;onlife&#8217;, come gli esperti hanno definito l&#8217;esistenza di tutti noi d&#8217;altronde.<\/p>\n\n\n\n<p>NON PER TUTTI \u00c8 COS\u00cc<\/p>\n\n\n\n<p>Non tutti gli adolescenti per\u00f2 hanno le stesse possibilit\u00e0: i ragazzi che vivono in famiglie meno agiate svolgono meno attivit\u00e0 extrascolastiche in presenza, passano pi\u00f9 tempo davanti agli schermi rispetto alla media e sono meno propensi a cercare di limitarsi in questo. E questo ci dice come le condizioni socio-economiche in cui i ragazzi crescono possano avere un impatto profondo anche sul loro comportamento online e sui rischi che corrono, richiedendo ancora pi\u00f9 attenzione.<\/p>\n\n\n\n<p>I RISCHI ONLINE: QUANTI E QUALI?<\/p>\n\n\n\n<p>La rete quindi, da un lato, \u00e8 uno spazio di esperienze positive, che i ragazzi sembrano cogliere, dall&#8217;altro \u00e8 un mondo in cui i rischi ci sono, dalle situazioni pi\u00f9 nettamente pericolose a quelle pi\u00f9 sottilmente allarmanti. Un terzo (33%) dei 12-17enni si \u00e8 imbattuto in almeno una situazione rischiosa di vario tipo: in basso le principali che ci sono state riferite, dai contatti da parte di sconosciuti, ai messaggi di odio e discriminatori, dai contenuti violenti e sessualmente espliciti agli atti di stalking o cyberbullismo (in percentuali minori, ma pu\u00f2 comunque succedere, ci hanno parlato di attacchi hacker, minacce di condivisione di foto intime o &#8216;challenge&#8217; online che hanno avuto conseguenze negative, come farsi del male)<\/p>\n\n\n\n<p>TRA CONSAPEVOLEZZE, BISOGNO DI INFORMAZIONE E DIALOGO<\/p>\n\n\n\n<p>Molti ragazzi non sono cos\u00ec ingenui come da immaginario comune, anzi sembrano consapevoli delle sfide che comporta la loro vita online: circa la met\u00e0 dice di essere ben informata sui rischi, su come proteggersi e reagire (in particolare i pi\u00f9 grandi per\u00f2); e, nella grande maggioranza dei casi, si \u00e8 prudenti sui social: si fa attenzione a cosa si condivide, si verificano le richieste di amicizia e le impostazioni di privacy del proprio account. Ed \u00e8 incoraggiante il fatto che i ragazzi che adottano pi\u00f9 misure di sicurezza sui social siano anche quelli che poi si trovano ad affrontare meno minacce. Sono dati positivi, ma allo stesso tempo serve fare di pi\u00f9, tra educazione e dialogo, perch\u00e9 \u2013 d&#8217;altro canto \u2013 ben il 30% non si sente informato su come dovrebbe reagire in caso di minacce online e il 26% ammette di falsificare l&#8217;et\u00e0 quando si iscrive a una piattaforma. Inoltre il 10%, soprattutto tra i pi\u00f9 piccoli, confessa di aggirare i limiti posti dai genitori all&#8217;uso dei dispositivi.<\/p>\n\n\n\n<p>I LIMITI E IL RUOLO DEI GENITORI<\/p>\n\n\n\n<p>Il 91% dei 12-14 anni ha restrizioni di vario tipo, dal monitoraggio dei profili sui social fino ai limiti al tempo e alle app da poter usare; si scende di parecchio, al 75%, per i 15-17enni. In generale si riconosce il ruolo dei genitori (pi\u00f9 che dei governi) nel porre delle regole nell&#8217;accesso a rete e dispositivi, ma in molti (76%) concordano anche sulla necessit\u00e0 di coerenza e pensano che \u00abgli adulti dovrebbero pensare a limitare l&#8217;uso che fanno loro degli schermi prima di chiederci di fare altrettanto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>I SOCIAL: RELAZIONI POSITIVE, INIZI PRECOCI E ANSIA DA LIKE<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo chiesto ai ragazzi anche qual \u00e8 la loro esperienza con i singoli &#8216;ambienti&#8217; del digitale che frequentano. E anche in questo caso emergono elementi positivi, ma anche preoccupanti punti di attenzione. Quanto ai social, il 75% degli adolescenti \u00e8 attivo su almeno quattro piattaforme diverse e nei due terzi dei casi si sente soddisfatto del rapporto con gli amici quando li usa.<\/p>\n\n\n\n<p>NON PRIMA DEI 13 ANNI?<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono per\u00f2 molti ragazzi che hanno iniziato a usare queste piattaforme prima dei 13 anni (il 9% ha iniziato a usare YouTube prima degli 8 anni, il 14% prima dei dieci usava gi\u00e0 Whatsapp, il 9% TikTok, il 7% Instagram). E, in molti casi si accede con il proprio personale account: oltre i due terzi dei 12enni ne ha uno su Whatsapp e le percentuali sono elevate anche per Youtube (60%), Instagram (37%) e Tik Tok (35%). Ed \u00e8 significativo se si considera che la maggior parte di queste piattaforme ha un limite di et\u00e0 minima di almeno 13 anni: da un lato vuol dire che gli attuali sistemi di verifica dell&#8217;et\u00e0 non sono efficaci, dall&#8217;altro che i minori sentono il bisogno di aggirarli (il 26% ammette di aver fornito un&#8217;et\u00e0 falsa al momento dell&#8217;iscrizione).<\/p>\n\n\n\n<p>BENESSERE MENTALE A RISCHIO<\/p>\n\n\n\n<p>Non rassicurano neanche i dati che riportiamo in basso su quanti ragazzi si sentono annoiati se non possono accedere ai social, ansiosi quando non ricevono notifiche\/messaggi o se i coetanei non reagiscono a quello che postano: sintomo del fatto che i meccanismi di funzionamento dei social possono impattare sul benessere dei ragazzi e sul loro sentirsi apprezzati, cos\u00ec come sulla loro capacit\u00e0 di trovare altri stimoli al di fuori delle piattaforme.<\/p>\n\n\n\n<p>I VIDEOGAME: TRA CONTROLLO E RISCHIO DI DIPENDENZA<\/p>\n\n\n\n<p>Anche l&#8217;uso delle consolle \u00e8 molto comune (soprattutto tra i ragazzi); il 62% si sente in grado di controllare la quantit\u00e0 di tempo dedicato al gioco, ma ci sono diversi segnali, nei dati che mostriamo in basso, che ci parlano anche di un rischio di isolamento o di dipendenza piuttosto significativo (inoltre, non sono pochi a lamentare gli effetti delle &#8216;pressioni&#8217; in-game: tre ragazzi su dieci sentono il bisogno di spendere pi\u00f9 soldi mentre giocano, ad esempio per sbloccare livelli extra).<\/p>\n\n\n\n<p>INFLUENCER E PUBBLICIT\u00c0 INCONSAPEVOLE<\/p>\n\n\n\n<p>Molti minori seguono gli influencer sui social (quello dei videogiochi \u00e8 il tema pi\u00f9 amato, seguito da sport, bellezza e moda) e la maggioranza (70%) acquista anche i prodotti consigliati, sintomo che questo modo di promuovere i prodotti funziona parecchio con i giovani; peccato che la met\u00e0 per\u00f2 \u2013 nonostante gli obblighi di trasparenza che hanno gli influencer \u2013 non si renda sempre conto che di pubblicit\u00e0 appunto si tratta, e non di consigli disinteressati.<\/p>\n\n\n\n<p>CONTENUTI PERSONALIZZATI: FUNZIONANO, MA PREOCCUPANO<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo prima spiegato ai ragazzi che gli algoritmi sui social personalizzano e mettono in evidenza contenuti e pubblicit\u00e0 in base alle loro preferenze e attivit\u00e0 online. E poi abbiamo cercato di capire qual \u00e8 la loro esperienza: i pareri sono contrastanti. In generale non c&#8217;\u00e8 molta consapevolezza: il 42% non si rende conto che ci\u00f2 che vedono \u00e8 determinato proprio dalla presenza di algoritmi. In molti (circa il 40%) pensano che i contenuti e le pubblicit\u00e0 che vedono grazie a questo siano rilevanti, appropriati e utili. In pratica gli algoritmi sembrano fare bene il loro lavoro con gli adolescenti, ma questo li preoccupa: in percentuali simili o superiori, infatti, temono di poter essere influenzati, vorrebbero pi\u00f9 controllo e riconoscono su di loro gli effetti negativi degli algoritmi.<\/p>\n\n\n\n<p>INTELLIGENZA ARTIFICIALE: GI\u00c0 DIFFUSA E NON SEMPRE RICONOSCIUTA<\/p>\n\n\n\n<p>Gli strumenti di intelligenza artificiale che generano testi, immagini, video (ChatGpt, Gemini ecc.) sono i pi\u00f9 recenti nel panorama digitale, ma praticamente tutti gli adolescenti (98%) sanno cos&#8217;\u00e8 l&#8217;AI. E mentre il mondo degli adulti sta prendendo ancora le misure, la maggioranza di loro gi\u00e0 ne fa uso, anche tutti i giorni: una diffusione che dimostra quanto i ragazzi siano interessati e aperti alle innovazioni. Allo stesso tempo, per\u00f2, non sono sempre in grado di affrontare i nuovi rischi e le nuove sfide che questa rivoluzione porta con s\u00e9, come le immagini o i video finti, creati con l&#8217;AI.<\/p>\n\n\n\n<p>COSA NE PENSANO DI MISURE DI PROTEZIONE E DIVIETI?<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; stato infine chiesto agli adolescenti cosa ne pensano delle possibili iniziative concrete in discussione a livello europeo per proteggerli meglio. In generale, ben l&#8217;86% pensa che dovrebbero esserci delle restrizioni per i minori su alcuni tipi di contenuti online e nella maggioranza dei casi considerano le attuali regole insufficienti per tutelarli. Quanto alle singole misure, potrebbe stupire, ma la grande maggioranza le ritiene utili.<\/p>\n\n\n\n<p>PROTEZIONE E AUTO-CONTROLLO PI\u00d9 CHE DIVIETI<\/p>\n\n\n\n<p>Le iniziative che riscuotono pi\u00f9 successo sono quelle &#8216;di default&#8217;, che dovrebbero far parte, sin dalla progettazione, di piattaforme e dispositivi (contenuti inappropriati offuscati, impostazioni standard come autoplay dei video o degli scroll infiniti disattivati ecc.); ma sono apprezzate anche le misure che aumentano la loro autonomia e consapevolezza, garantendogli pi\u00f9 controllo (richieste esplicite su cosa gli interessa piuttosto che profilazione ecc.). Invece, divieti e limiti (per smartphone, social e videogame) riscuotono meno successo, anche se abbiamo comunque un&#8217;elevata percentuale di adolescenti che ne riconosce l&#8217;utilit\u00e0, soprattutto per i pi\u00f9 piccoli; e questo vale anche per il divieto di smartphone personali a scuola, recentemente entrato in vigore in Italia anche per le scuole superiori: ben il 49% lo ritiene molto utile, ma \u2013 nella grande maggioranza dei casi, appunto \u2013 per i pi\u00f9 piccoli. Da un lato, quindi, i divieti sono considerati utili &#8216;ma non per me, per i pi\u00f9 piccoli&#8217; e, dall&#8217;altro, una parte di adolescenti aggira i limiti gi\u00e0 presenti come abbiamo visto nei dati precedenti: tutto questo, unito al fatto che il web pu\u00f2 essere un&#8217;importante via di accesso a esperienze positive, da preservare, porta a chiedersi quanto \u2013 in effetti \u2013 i divieti tout court possano essere la strada pi\u00f9 efficace e giusta da seguire. Federico Cavallo, responsabile Relazioni esterne di Altroconsumo: &#8216;La nostra indagine ci racconta che per gli adolescenti il digitale \u00e8 una finestra sul mondo, che permette l&#8217;accesso a competenze, socialit\u00e0 e innovazione, senza per forza contrapporsi alla loro vita reale. Pur avendo una significativa consapevolezza dei rischi e fiducia nelle proprie capacit\u00e0 di affrontarli, i giovani non sono per\u00f2 immuni alle minacce che possono incontrare in rete: li comprendono e si mostrano anche maturi nel porsi dei limiti. E, di fronte alle sfide dell&#8217;online, chiedono protezione, non divieti assoluti, inefficaci e aggirabili senza una vera cultura digitale. Vogliono piuttosto piattaforme responsabili, che integrino la sicurezza fin dalla progettazione, chiedono supporto genitoriale e strumenti concreti per navigare con consapevolezza e controllo. E, soprattutto, vogliono essere ascoltati quando si definiscono le regole per un mondo digitale pi\u00f9 sicuro. \u00c8 proprio in questo che li aiuteremo, portando la loro esperienza e le loro richieste alle istituzioni italiane ed europee: partiamo dai ragazzi, ascoltiamo i loro bisogni e costruiamo per loro e insieme a loro un digitale che sia al passo coi tempi, innovativo e sicuro&#8217;.<\/p>\n\n\n\n<p>Maria Anzalone&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quali sono le esperienze degli adolescenti sui social, con i videogame, gli influencer, i contenuti personalizzati e l&#8217;intelligenza artificiale? 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