{"id":1000025119,"date":"2025-11-11T06:40:03","date_gmt":"2025-11-11T09:40:03","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000025119"},"modified":"2025-11-11T06:40:05","modified_gmt":"2025-11-11T09:40:05","slug":"scoperto-un-anomalo-pianeta-bulimico-divora-6-miliardi-di-tonnellate-di-materia-al-secondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000025119","title":{"rendered":"Scoperto un anomalo pianeta \u00abbulimico\u00bb: divora 6 miliardi di tonnellate di materia al secondo"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel profondo della costellazione del Camaleonte, a circa 620 anni luce da noi, gli astronomi hanno individuato un mondo solitario che sfida ogni logica conosciuta. Si chiama Cha 1107-7626, un pianeta vagabondo che sembra accrescersi a una velocit\u00e0 mai osservata prima, divorando gas e polvere come se fosse affamato di materia. Gli strumenti del Very Large Telescope in Cile e del James Webb Space Telescope hanno registrato un ritmo impressionante: quasi sei miliardi di tonnellate di materiale al secondo, un tasso che lo rende l&#8217;oggetto di massa planetaria in pi\u00f9 rapida crescita mai scoperto. Questo pianeta non orbita attorno a nessuna stella, ma vaga nello Spazio, immerso in una nube di gas che sembra alimentarlo come una stella in miniatura. I ricercatori, guidati da V\u00edctor Almendros-Abad dell&#8217;Osservatorio Astronomico di Palermo, hanno osservato un&#8217;improvvisa esplosione di accrescimento, un \u00abburst\u00bb durante il quale Cha 1107-7626 ha cominciato ad assorbire materia otto volte pi\u00f9 rapidamente del solito. L&#8217;evento ha sorpreso gli scienziati, perch\u00e9 questi lampi di accrescimento sono fenomeni tipici delle stelle giovani, non dei pianeti, e potrebbero rivelare che i confini tra le due categorie sono pi\u00f9 sfumati di quanto si pensasse. Il coautore Alexander Scholz, astrofisico dell&#8217;Universit\u00e0 di St. Andrews, ha spiegato: \u00abQuesti improvvisi aumenti di luminosit\u00e0, noti fin dagli anni Trenta, hanno un ruolo chiave nella nascita delle stelle, poich\u00e9 riscaldano le nubi di gas e modellano l&#8217;ambiente in cui nascono nuovi mondi. Il fatto che un pianeta solitario possa mostrare lo stesso comportamento suggerisce che forse esiste un meccanismo universale, capace di governare la crescita sia delle stelle sia dei pianeti\u00bb. Cha 1107-7626, che ha una massa stimata tra cinque e dieci volte quella di Giove, \u00e8 avvolto da un disco ricco di vapore acqueo e idrocarburi, una chimica sorprendentemente simile a quella delle giovani stelle. Secondo i ricercatori, questo potrebbe significare che il pianeta solitario si \u00e8 formato in modo indipendente, per collasso gravitazionale di una nube, piuttosto che come un pianeta espulso dal suo sistema di origine. La scoperta apre una nuova finestra sull&#8217;universo dei pianeti vaganti, corpi che non appartengono a nessuna stella e che brillano debolmente nella luce infrarossa. Negli ultimi anni, il telescopio James Webb ne ha individuati pi\u00f9 di cinquecento nella Nebulosa di Orione, ma Cha 1107-7626 resta un caso unico, perch\u00e9 mostra un comportamento dinamico, quasi vitale, come se fosse una giovane stella in cerca della propria identit\u00e0. Gli astronomi continueranno a osservarlo, sperando di capire se queste esplosioni di accrescimento siano comuni o se Cha 1107-7626 sia davvero un&#8217;eccezione cosmica. Ogni nuova osservazione potrebbe avvicinarci a una risposta fondamentale: dove finisce un pianeta e dove comincia una stella?<\/p>\n\n\n\n<p>Luigi Bignami<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel profondo della costellazione del Camaleonte, a circa 620 anni luce da noi, gli astronomi hanno individuato un mondo solitario che sfida ogni logica conosciuta. 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