{"id":1000025032,"date":"2025-11-09T07:10:37","date_gmt":"2025-11-09T10:10:37","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000025032"},"modified":"2025-11-09T07:10:39","modified_gmt":"2025-11-09T10:10:39","slug":"il-diamante-fiorentino-perduto-era-invece-da-un-secolo-in-una-banca-canadese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000025032","title":{"rendered":"Il Diamante Fiorentino \u00abperduto\u00bb era invece da un secolo in una banca canadese"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel 1918, quando l&#8217;Impero austro-ungarico si avviava al tramonto, l&#8217;imperatore Carlo I intu\u00ec che la fine era vicina. Mentre l&#8217;Europa usciva devastata dalla Prima guerra mondiale, il sovrano degli Asburgo decise di mettere al sicuro i gioielli di famiglia, trasferendoli in Svizzera. Tra questi c&#8217;era un diamante straordinario: 137 carati di luce gialla, taglio a goccia e una storia che risaliva ai Medici di Firenze. Poco dopo l&#8217;esilio di Carlo e della moglie Zita, la pietra spar\u00ec. Per decenni si \u00e8 creduto che fosse stata rubata o dispersa, alimentando leggende, romanzi e persino film. E invece il Diamante Fiorentino non era mai scomparso. Se ne stava tranquillamente custodito, da un secolo, in una banca canadese, dove la famiglia Asburgo si rifugi\u00f2 durante la Seconda guerra mondiale. A rivelarlo sono tre discendenti di Carlo I \u2013 Karl, Lorenz e Simeon von Habsburg-Lothringen \u2013 che hanno mostrato al New York Times la gemma e altri gioielli di famiglia. Karl, nipote dell&#8217;imperatore, ha spiegato che il segreto fu mantenuto per volont\u00e0 dell&#8217;imperatrice Zita, la quale affid\u00f2 il luogo del nascondiglio solo ai figli Roberto e Rodolfo, chiedendo che restasse riservato per cento anni dopo la morte del marito, avvenuta nel 1922. Durante una recente visita alla banca del Qu\u00e9bec, i tre eredi hanno aperto la piccola valigia che conteneva i preziosi, rimasta intatta per decenni. Tra i pezzi, il Diamante Fiorentino si \u00e8 rivelato in perfette condizioni. Christoph Kochert, della storica gioielleria viennese AE Kochert, ne ha certificato l&#8217;autenticit\u00e0: peso, taglio e caratteristiche corrispondono alle fonti storiche. La collezione comprende anche un Ordine del Toson d&#8217;Oro tempestato di diamanti, simbolo della casata. Il diamante, passato dai Medici agli Asburgo-Lorena attraverso il matrimonio tra Francesco Stefano e Maria Teresa d&#8217;Austria, orn\u00f2 la corona imperiale nel 1745. Dopo la caduta dell&#8217;Impero, segu\u00ec la famiglia nei lunghi anni dell&#8217;esilio: dalla Svizzera a Madeira, poi in Spagna, Belgio, Stati Uniti e infine in Canada. Qui Zita trov\u00f2 rifugio e sicurezza, lasciando i gioielli in custodia a una banca del Qu\u00e9bec, dove rimasero anche dopo il suo ritorno in Europa nel 1953. La leggenda della scomparsa del Diamante Fiorentino ha ispirato ipotesi e racconti di ogni genere, da furti e vendite segrete a misteriosi viaggi oltreoceano. Ma il rapporto storico commissionato dalla famiglia ad Richard Bassett, studioso di Cambridge, conferma che i gioielli erano beni privati della casa Asburgo-Lorena, mai appartenuti alla Corona e quindi sottratti a confische o rivendicazioni. Ora gli Asburgo intendono esporre il diamante in Canada, in segno di gratitudine. Non ne prevedono la vendita, n\u00e9 stimano il valore economico della gemma.<\/p>\n\n\n\n<p>Mario Esposito<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1918, quando l&#8217;Impero austro-ungarico si avviava al tramonto, l&#8217;imperatore Carlo I intu\u00ec che la fine era vicina. Mentre l&#8217;Europa usciva devastata dalla Prima guerra mondiale, il sovrano degli Asburgo decise di mettere al sicuro i gioielli di famiglia, trasferendoli in Svizzera. 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