{"id":1000024982,"date":"2025-11-07T07:13:25","date_gmt":"2025-11-07T10:13:25","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000024982"},"modified":"2025-11-07T07:13:27","modified_gmt":"2025-11-07T10:13:27","slug":"in-afghanistan-una-guerra-silenziosa-che-pesa-su-liberta-e-diritti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000024982","title":{"rendered":"In Afghanistan una guerra silenziosa che pesa su libert\u00e0 e diritti"},"content":{"rendered":"\n<p>Una responsabilit\u00e0 \u00abcondivisa\u00bb affinch\u00e9 l&#8217;Afghanistan \u00abnon cada nell&#8217;oblio\u00bb. \u00c8 risuonato forte l&#8217;appello dei partecipanti all&#8217;incontro \u00abKabul quattro anni dopo: l&#8217;Afghanistan tra libert\u00e0 e diritti al bivio\u00bb, ieri alla Biblioteca del Senato \u00abGiovanni Spadolini\u00bb a Roma. Dal 15 agosto 2021, data che segna l&#8217;uscita di scena della Nato e delle truppe statunitensi dal Paese e il ritorno al potere dei talebani a Kabul, l&#8217;Afghanistan vive di fatto \u00abuna guerra silenziosa\u00bb, ha spiegato Dawood Yousefi, afghano giunto in Italia circa vent&#8217;anni fa, oggi mediatore culturale dell&#8217;associazione Nawroz. Quando l&#8217;Afghanistan sfiora ormai il collasso economico, il quadro \u00e8 aggravato dalle severe restrizioni imposte dai talebani alla popolazione, in particolare quella femminile, nonch\u00e9 ai media e alle ong internazionali. Si tratta di una terra percorsa da una crisi \u00abmultidimensionale\u00bb, ha riferito Yousefi. \u00abOltre 33 milioni di abitanti vivono in povert\u00e0, pi\u00f9 di 23 milioni necessitano di assistenza umanitaria e circa 9 milioni di afghani si trovano nei Paesi vicini\u00bb, in un contesto internazionale segnato da \u00abfinanziamenti allo sviluppo ridotti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSono passati quattro anni difficili per la popolazione, soprattutto per le donne e le minoranze\u00bb, come gli hazara, i tagiki, gli uzbeki, ha riflettuto Yousefi in una conversazione con i media vaticani. Un prezzo \u00abaltissimo\u00bb quello pagato dalle donne, escluse dall&#8217;istruzione secondaria e dalle universit\u00e0. \u00abSono pi\u00f9 di 1.400 giorni &#8211; ha evidenziato il mediatore culturale &#8211; che le scuole sono chiuse alle ragazze. Alcune di loro, con cui riusciamo ad essere in contatto, senza che vengano in qualche modo scoperte dai talebani, raccontano dei diritti negati e violati, rinchiuse come sono all&#8217;interno delle case: per uscire hanno bisogno di avere accanato un mahram, una presenza maschile\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma a sconvolgere la vita degli afghani sono anche i terremoti: l&#8217;ultimo, luned\u00ec scorso, ha provocato 27 morti e un migliaio di feriti, quello precedente, a fine agosto, aveva ucciso pi\u00f9 di 2.200 persone, con almeno 5.000 feriti. Anche in quel frangente, ha fatto notare la giornalista Luciana Borsatti, esperta di Medio Oriente e analista di dinamiche afghane, \u00e8 emerso un \u00abapartheid di genere\u00bb, con una porzione di popolazione \u00abcondannata all&#8217;oscurantismo: molte donne sono state estratte dalle macerie e soccorse in ritardo e non c&#8217;era personale medico femminile\u00bb nei team d&#8217;emergenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il contesto, peraltro, \u00e8 quello di \u00abun sistema sanitario con livelli di fragilit\u00e0 mai visti prima\u00bb ha spiegato Daniele Giacomini, direttore dell&#8217;area emergenza e sviluppo di Emergency, organizzazione che lavora in Afghanistan dal 1999 e mantiene al momento 3 ospedali, a Lashkar-Gal, Kabul e Anabah, portando avanti \u00abun&#8217;attivit\u00e0 di cura e di formazione, nonch\u00e9 un impegno per i diritti, innanzitutto per le donne e per l&#8217;accesso delle pazienti alle strutture\u00bb, ma anche per quelle \u00abdottoresse che vogliono specializzarsi in ginecologia e anestesia\u00bb. Ci\u00f2 che \u00ababbiamo notato in questo periodo &#8211; denuncia Giacomini &#8211; \u00e8 un un&#8217;involuzione da parte della popolazione maschile, che ha fatto un passo indietro nel supporto a quella femminile: quindi non sono solo pi\u00f9 le indicazioni dall&#8217;alto a limitare i diritti della popolazione femminile, ma anche le famiglie e la societ\u00e0 in tutti i suoi strati\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La situazione nel Paese rimane poi \u00abmolto grave anche per la libert\u00e0 di stampa\u00bb, ha fatto notare Guido D&#8217;Ubaldo, presidente dell&#8217;Ordine dei giornalisti del Lazio, sottolineando che l&#8217;Afghanistan figura al 156\u00b0 posto nella classifica stilata da Reporter senza frontiere. Di qui l&#8217;urgenza di un maggiore impegno affinch\u00e9 certe \u00abparti di mondo non scompaiano dai riflettori internazionali\u00bb, ha rimarcato il parlamentare Paolo Ciani nel moderare l&#8217;evento, a cui ha fatto eco la deputata Luana Zanella, esortando a uno sforzo \u00absoggettivo oltre che politico per salvare un futuro all&#8217;umanit\u00e0 dell&#8217;Afghanistan\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>In tale prospettiva si inserisce l&#8217;esperienza concreta dei corridoi umanitari, \u00abcanali di ingresso legale di persone bisognose di protezione internazionale\u00bb, ha ricordato il prefetto Rosanna Rabuano, capo del dipartimento per le libert\u00e0 civili e l&#8217;immigrazione del ministero dell&#8217;Interno italiano, richiamando il cosiddetto \u00abProtocollo Afghanistan\u00bb che dal novembre 2021 ha previsto l&#8217;ingresso iniziale di 1.200 persone, a cui se ne sono aggiunte nel tempo altre 700: si tratta, ha dichiarato, di \u00abarrivi che ancora sono in corso, i pi\u00f9 recenti a settembre, poi ce ne saranno altri alla fine dell&#8217;anno e all&#8217;inizio del 2026\u00bb. \u00abPi\u00f9 dell&#8217;80% degli afghani in Europa sono riconosciuti come rifugiati\u00bb, ha messo in luce Daniela Pompei, responsabile per la Comunit\u00e0 di Sant&#8217;Egidio dei servizi a immigrati, rifugiati e rom. \u00abLe persone che arrivano con i corridoi umanitari \u2013 in un&#8217;esperienza promossa tra gli altri dalla stessa Comunit\u00e0 di Sant&#8217;Egidio e dalle autorit\u00e0 italiane assieme a Conferenza episcopale italiana, Caritas italiana, Federazione delle Chiese evangeliche, Tavola Valdese, ndr &#8211; provengono da Paesi di transito, perlopi\u00f9 Iran e Pakistan, che normalmente accolgono da soli quasi 5 milioni di afghani ma che in questo momento stanno effettuando dei rimpatri forzati: in Iran, gli afghani sono stati accusati di collaborare con Israele, soprattutto in relazione all&#8217;escalation del giugno scorso, e in Pakistan c&#8217;\u00e8 chi pensa che una parte degli afghani abbia a che fare con gli attacchi terroristici\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9, in un quadro di crisi dei diritti e di minacce alle libert\u00e0 fondamentali, si inseriscono pure le recenti tensioni dell&#8217;Afghanistan col Pakistan, dopo gli scontri al confine che ad ottobre hanno causato decine di vittime: Islamabad accusa Kabul di dare rifugio a formazioni terroristiche guidate dai talebani pakistani del Tehrik-e-Taliban Pakistan (Ttp), ai quali viene attribuita l&#8217;uccisione di centinaia di soldati. \u00abQuesti gruppi armati, come il Ttp, stanno diventando un problema enorme\u00bb, osserva Sohrab Haidari, presidente dell&#8217;associazione Nawroz. \u00abDa un lato &#8211; riporta &#8211; stanno creando dei conflitti tra Kabul e Islamabad, dall&#8217;altro stanno mettendo intere popolazioni in enorme difficolt\u00e0, anche a causa delle terre confiscate: l&#8217;ultima volta, a Ghazni, sono stati confiscati dal Ttp circa 1.400.000 metri quadrati di terreni per creare una base militare, che serva sia per un controllo sul territorio sia per un supporto ai talebani nel caso di attacchi contro il Pakistan\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Giada Aquilino<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una responsabilit\u00e0 \u00abcondivisa\u00bb affinch\u00e9 l&#8217;Afghanistan \u00abnon cada nell&#8217;oblio\u00bb. \u00c8 risuonato forte l&#8217;appello dei partecipanti all&#8217;incontro \u00abKabul quattro anni dopo: l&#8217;Afghanistan tra libert\u00e0 e diritti al bivio\u00bb, ieri alla Biblioteca del Senato \u00abGiovanni Spadolini\u00bb a Roma. 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