{"id":1000024859,"date":"2025-11-05T14:51:48","date_gmt":"2025-11-05T17:51:48","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000024859"},"modified":"2025-11-05T14:51:50","modified_gmt":"2025-11-05T17:51:50","slug":"in-ucraina-i-centri-educativi-vulyk-alveari-di-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000024859","title":{"rendered":"In Ucraina i centri educativi Vulyk, alveari di speranza"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel contesto della guerra su vasta scala che la Russia da oltre tre anni e mezzo sta conducendo contro l&#8217;Ucraina, l&#8217;istruzione del Paese affronta sfide senza precedenti: 4358 istituti scolastici sono stati colpiti da attacchi russi, 400 di questi sono stati completamente distrutti. Ma la mancanza di strutture \u00e8 solo uno dei problemi. In molte regioni, specialmente vicino al fronte, gli studenti non seguono lezioni in presenza dall&#8217;inizio della pandemia e vedono insegnanti e compagni solo attraverso gli schermi dei computer o degli smartphone. Questo ha effetti negativi sul benessere psicologico, sulle abilit\u00e0 sociali e sul livello di conoscenze. Anche i genitori e gli insegnanti che, senza dubbio, fanno parte del processo educativo e formativo, vivono tante difficolt\u00e0 tra cui la mancanza della sicurezza \u00e8 quella principale.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;impegno di Ong e volontari<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre alle istituzioni statali, numerose organizzazioni internazionali e Ong aiutano il Paese a superare le sfide nell&#8217;istruzione durante la guerra, fornendo supporto finanziario e tecnico. Anche volontari, genitori e insegnanti si impegnano per dare la possibilit\u00e0 ai giovani di studiare. Uno dei luoghi in cui il processo educativo non solo continua, ma si sviluppa, sono i centri educativi Vulyk (dall&#8217;ucraino arnia), creati dalla fondazione savED, attivi nelle sette regioni pi\u00f9 colpite. Ce ne sono circa cento, allestiti in scuole parzialmente intatte o altri luoghi come centri culturali, ambulatori o rifugi. Qui i bambini possono studiare, ricevere sostegno psicologico e sentirsi al sicuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Luoghi per parlare e stare insieme<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLi abbiamo chiamati Vulyk \u2014 spiega Kateryna Mudra, analista di savED \u2014 perch\u00e9 ronzano di risate, lezioni e attivit\u00e0 dei bambini. Per\u00f2 i nostri centri non sono solo muri: oltre a ristrutturarli, a fornire i mobili, i materiali didattici, i gadget, coinvolgiamo anche tutor, che cerchiamo sul luogo, i quali guidano vari gruppi, dall&#8217;arte-terapia al teatro, alla robotica\u00bb. Inoltre, gli insegnanti aiutano i bambini a collegarsi alle lezioni online, se non hanno questa possibilit\u00e0 a casa. I centri diventano spazi sociali, luoghi dove i bambini possono sentirsi al sicuro e in compagnia. Kateryna racconta di una comunit\u00e0 in cui si \u00e8 tenuta una cerimonia del t\u00e8, diventata simbolo di fiducia e apertura: \u00abI bambini vengono al Vulyk come se fosse la loro casa, perch\u00e9 \u00e8 un luogo sicuro dove parlare e stare insieme, soprattutto nelle comunit\u00e0 vicine al fronte, dove non ci sono alternative per i pi\u00f9 piccoli\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La scelta dei tutor<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;analista aggiunge che per scegliere i tutor, loro valutano non solo le loro competenze professionali, ma anche la loro capacit\u00e0 di lavorare con bambini che si trovano in situazioni psicologiche difficili. I tutor ricevono formazione e supporto continuo da una coordinatrice e fanno parte di una rete attiva, dove si condividono esperienze e si creano legami forti. \u00abOrganizziamo per loro eventi e gite, durante le quali si sentono come una famiglia. Sappiamo quanto siano cruciali per il processo educativo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Istruzione, le ferite di guerra e pandemia<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre ai centri educativi Vulyk, la fondazione savED offre anche programmi educativi specifici. Il programma Catch-Up \u00e8 stato sviluppato per colmare le lacune scolastiche che i bambini e i ragazzi hanno accumulato durante la pandemia e la guerra su vasta scala. Kateryna ha raccontato che uno dei problemi pi\u00f9 grandi che hanno notato \u00e8 che molti bambini, anche se sanno leggere, non capiscono il significato del testo e non riescono a rispondere alle domande dopo aver letto. Tra le cause di questo fenomeno ci sono lo stress e l&#8217;ansia. Inoltre dopo il periodo cos\u00ec lungo dell&#8217;insegnamento online, gli studenti non riescono a concentrarsi sul materiale perch\u00e9 i compiti vengono solitamente presentati in formato elettronico o video. Sono abituati ad interagire con i contenuti rapidi e non con il testo scritto lungo. \u00abOgni unit\u00e0 didattica, che offriamo agli alunni, \u00e8 fatta da circa 24 lezioni per ogni materia, con la verifica dei risultati alla fine \u2014 spiega Kateryna \u2014. Ogni volta vediamo che questo aiuta davvero a recuperare le lacune nelle loro conoscenze\u00bb. Nell&#8217;ambito di questo programma savED gli insegnanti sono costantemente affiancati da un team di metodologia che sviluppano materiali su diverse materie. \u00abI risultati positivi che hanno mostrato gli allievi nei test finali, ci hanno fatto capire che, in primo luogo, i bambini hanno bisogno di insegnanti che lavorino con loro e spieghino loro la materia. In secondo luogo, anche gli insegnanti hanno bisogno di sostegno, perch\u00e9 durante la guerra si sono un po&#8217; persi. E il nostro sostegno metodologico e l&#8217;aiuto psicologico facilitano notevolmente il loro lavoro\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Fiducia e futuro<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fondazione savED sono convinti che la fiducia sia un elemento chiave, senza il quale l&#8217;istruzione in condizioni di guerra \u00e8 impossibile. Aiuta a mantenere la stabilit\u00e0, a sostenere la motivazione e a costruire il futuro. La fiducia \u00e8 fondamentale per gli adolescenti perch\u00e9 promuove l&#8217;autostima, il senso di appartenenza e l&#8217;autonomia. Questa convinzione ha spinto savED ad avviare il programma per adolescenti UActive. Nell&#8217;ambito di questo programma, i ragazzi scelgono i progetti che desiderano realizzare e hanno la possibilit\u00e0 di vincere delle risorse finanziarie per la loro realizzazione. L&#8217;iniziativa permette ai ragazzi non solo di acquisire nuove conoscenze, stare insieme, ma anche di fare qualcosa di importante per la loro comunit\u00e0. \u00abI nostri insegnanti notano \u2014 evidenzia Mudra \u2014 che durante queste settimane i bambini si aprono davvero. Sono sorpresi quando vedono che un alunno, ad esempio Ivan della seconda superiore, \u00e8 in grado di organizzare cos\u00ec bene il processo o di redigere un bilancio. In effetti, spesso vincono progetti molto interessanti. Ad esempio, una delle squadre ha vinto un finanziamento per attrezzare la mensa scolastica in stile Harry Potter. \u00c8 un risultato davvero impressionante, perch\u00e9 si tratta di un villaggio dove la scuola era stata completamente distrutta nei bombardamenti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tema della guerra a scuola<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome parlare della guerra con gli studenti\u00bb \u00e8 il titolo del manuale pubblicato dal ministero dell&#8217;Istruzione dell&#8217;Ucraina all&#8217;inizio del 2024. Il testo fornisce consigli pratici su come trattare il tema della guerra nelle lezioni di diverse materie. Inoltre, come spiega Kateryna Mudra, tanti argomenti non hanno bisogno di essere spiegati perch\u00e9 \u00absi parla della guerra senza parlarne. Tutti vivono in questo contesto e capiscono che quando scatta l&#8217;allarme devono scendere nei rifugi. Di solito, gli insegnanti e gli educatori cercano di dare un sostegno concreto e indicazioni pratiche. Nei nostri Vulyk offriamo lezioni sulla sicurezza antimine, perch\u00e9 capiamo che per queste comunit\u00e0 \u00e8 molto importante. Organizziamo anche lezioni di sostegno psico-emotivo, perch\u00e9 l&#8217;ansia e l&#8217;alienazione dalla scuola richiedono la nostra attenzione. Questo \u00e8 necessario per aiutare i bambini a tornare nel processo educativo. In altre parole, non lavoriamo sulla guerra in s\u00e9, ma sulle sue conseguenze sui bambini e giovani\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Dare il proprio contributo<\/p>\n\n\n\n<p>Anche Kateryna \u00e8 una giovane ragazza, ha una ventina d&#8217;anni, e dopo aver vissuto un breve periodo all&#8217;estero ha deciso di tornare in Ucraina per dare il proprio contributo al futuro del proprio popolo. Ha visitato diversi comuni dove hanno allestito i loro centri di istruzione Vulyk. \u00abOgni volta che ci vado &#8211; sottolinea &#8211; vedo, da un lato, scuole che non esistono pi\u00f9, solo rovine. Al posto della scuola c&#8217;\u00e8 un seminterrato del consiglio comunale locale, dove stiamo cercando di allestire uno dei nostri centri, ma dove all&#8217;inizio non ci sono nemmeno sedie o banchi. Ma poi vedi i bambini, gli stessi di una volta, e ti si stringe il cuore, perch\u00e9 capisci che quello che fai ha un valore reale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Svitlana Dukhovych<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel contesto della guerra su vasta scala che la Russia da oltre tre anni e mezzo sta conducendo contro l&#8217;Ucraina, l&#8217;istruzione del Paese affronta sfide senza precedenti: 4358 istituti scolastici sono stati colpiti da attacchi russi, 400 di questi sono stati completamente distrutti. Ma la mancanza di strutture \u00e8 solo uno dei problemi. 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