{"id":1000024849,"date":"2025-11-04T21:18:27","date_gmt":"2025-11-05T00:18:27","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000024849"},"modified":"2025-11-04T21:18:29","modified_gmt":"2025-11-05T00:18:29","slug":"sclerosi-multipla-scoperti-nel-sangue-i-segnali-che-compaiono-7-anni-prima-dei-sintomi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000024849","title":{"rendered":"Sclerosi Multipla, scoperti nel sangue i segnali che compaiono 7 anni prima dei sintomi"},"content":{"rendered":"\n<p>Potrebbe essere una delle scoperte pi\u00f9 importanti degli ultimi anni nella lotta alla&nbsp;<strong>sclerosi multipla<\/strong>, una malattia autoimmune cronica e invalidante che colpisce milioni di persone nel mondo, soprattutto donne. Un&nbsp;<strong>team di ricerca internazionale<\/strong>&nbsp;guidato dal&nbsp;<strong>Weill Institute for Neurosciences dell&#8217;Universit\u00e0 della California di San Francisco<\/strong>&nbsp;ha individuato nel sangue alcuni&nbsp;<strong>biomarcatori<\/strong>&nbsp;in grado di segnalare la malattia&nbsp;<strong>fino a sette anni prima<\/strong>che compaiano i sintomi clinici. La scoperta, pubblicata sulla rivista&nbsp;<strong>Nature Medicine<\/strong>, apre scenari completamente nuovi: dalla diagnosi precoce alla possibilit\u00e0 di&nbsp;<strong>intervenire prima che il sistema immunitario inizi ad aggredire il sistema nervoso<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Una scoperta che potrebbe cambiare la storia della malattia<\/p>\n\n\n\n<p>Fino ad oggi la sclerosi multipla (SM) \u00e8 sempre stata diagnosticata&nbsp;<strong>solo dopo la comparsa dei primi sintomi<\/strong>, come problemi di vista, disturbi dell&#8217;equilibrio, debolezza muscolare o formicolii diffusi. Il problema \u00e8 che, a quel punto, il processo infiammatorio e neurodegenerativo \u00e8 gi\u00e0 in corso da anni. Il nuovo studio dimostra che il corpo umano&nbsp;<strong>inizia a mostrare segni biologici della malattia molto prima<\/strong>, attraverso alterazioni misurabili nel sangue.<br>In particolare, i ricercatori hanno osservato&nbsp;<strong>aumenti significativi di alcune proteine specifiche<\/strong>&nbsp;che indicano l&#8217;inizio del processo di demielinizzazione \u2014 cio\u00e8 il danneggiamento della&nbsp;<strong>guaina mielinica<\/strong>, lo strato protettivo che avvolge le fibre nervose e consente la trasmissione dei segnali nel cervello e nel midollo spinale.<\/p>\n\n\n\n<p>I biomarcatori chiave: le \u00abspie\u00bb della sclerosi multipla nel sangue<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le molecole individuate, alcune giocano un ruolo cruciale nella progressione della malattia.<br>Gli scienziati hanno osservato che, nei soggetti che hanno poi sviluppato la sclerosi multipla, il sangue mostrava&nbsp;<strong>un aumento progressivo di tre principali marcatori<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>MOG (glicoproteina oligodendrocitaria mielinica)<\/strong>: un segnale chiave che indica il danno precoce alla guaina mielinica.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>NfL (catena leggera dei neurofilamenti)<\/strong>: proteina che aumenta quando i neuroni iniziano a danneggiarsi.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>IL-3 (interleuchina-3)<\/strong>: una citochina proinfiammatoria che stimola l&#8217;attivit\u00e0 del sistema immunitario, suggerendo l&#8217;avvio della risposta autoimmune.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Secondo il&nbsp;<strong>professor Ahmed Abdelhak<\/strong>, coordinatore dello studio, \u00abquesti marcatori ci mostrano l&#8217;intera sequenza del danno neurologico: prima viene attaccata la mielina, poi i neuroni. Intercettare questo processo in anticipo potrebbe cambiare tutto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo studio: oltre 5.000 proteine analizzate e 134 casi osservati<\/p>\n\n\n\n<p>Per arrivare a questi risultati, il team di ricerca ha analizzato i campioni di sangue di migliaia di militari statunitensiraccolti nel corso di diversi anni. Tra loro, 134 hanno sviluppato la sclerosi multipla nel tempo. Confrontando i campioni prelevati prima e dopo la diagnosi, gli scienziati hanno tracciato l&#8217;evoluzione molecolaredella malattia, riuscendo a identificare 21 proteine coinvolte nei processi che portano alla degenerazione del sistema nervoso. Queste informazioni potrebbero essere utilizzate per sviluppare un test del sangue predittivo, capace di individuare chi \u00e8 a rischio anni prima della comparsa dei sintomi, aprendo la strada a nuove strategie di prevenzione e trattamento personalizzato.<\/p>\n\n\n\n<p>Che cos&#8217;\u00e8 la sclerosi multipla e perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec difficile da diagnosticare<\/p>\n\n\n\n<p>La sclerosi multipla \u00e8 una patologia autoimmune che colpisce il sistema nervoso centrale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sistema immunitario, per ragioni ancora non del tutto note, attacca la mielina, danneggiando la comunicazione tra cervello e corpo. I sintomi variano molto da persona a persona: possono includere stanchezza cronica, perdita di equilibrio, disturbi visivi, difficolt\u00e0 cognitive, tremori e debolezza muscolare. Spesso la malattia si manifesta a episodi intermittenti, rendendo la diagnosi ancora pi\u00f9 complessa. Secondo l&#8217;Istituto Superiore di Sanit\u00e0, la sclerosi multipla \u00e8 \u00abla principale causa di disabilit\u00e0 neurologica nei giovani adulti\u00bb, e colpisce le donne fino a tre volte pi\u00f9 degli uomini.<\/p>\n\n\n\n<p>La possibilit\u00e0 di intervenire prima: la vera rivoluzione<\/p>\n\n\n\n<p>Il dato pi\u00f9 sorprendente dello studio \u00e8 che i primi segnali della malattia compaiono fino a sette anni prima dei sintomi clinici. Questo significa che in futuro potrebbe essere possibile bloccare o rallentare la sclerosi multipla prima che inizi il danno irreversibile ai neuroni. Come spiega Ari Green, coautore dello studio, \u00abora sappiamo che la sclerosi multipla inizia molto prima di quanto pensassimo. Se riuscissimo a intervenire in questa fase silente, potremmo prevenire i danni e migliorare radicalmente la qualit\u00e0 di vita dei pazienti\u00bb. Il passo successivo sar\u00e0 testare la validit\u00e0 di questi biomarcatori su una popolazione pi\u00f9 ampia e diversificata, includendo soggetti di et\u00e0, sesso e origine geografica differenti. Solo cos\u00ec sar\u00e0 possibile sviluppare un test clinico affidabile e universale.<\/p>\n\n\n\n<p>Parallelamente, altri studi stanno esplorando nuove terapie rigenerative.<\/p>\n\n\n\n<p>Recentemente, un gruppo dell&#8217;Universit\u00e0 del Colorado ha scoperto una molecola chiamata LL-341070, capace di ricostruire la guaina mielinica danneggiata nei modelli animali. In futuro, combinando diagnosi precoce e terapie mirate, potrebbe essere possibile fermare del tutto la progressione della malattia.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 questa scoperta \u00e8 cos\u00ec importante<\/p>\n\n\n\n<p>La sclerosi multipla colpisce oltre 2,8 milioni di persone nel mondo e, ad oggi, non esiste una cura definitiva. Riuscire a identificarla prima che compaiano i sintomi rappresenterebbe un cambiamento epocale nella medicina moderna, paragonabile all&#8217;introduzione dei test genetici per i tumori. Non si tratta solo di anticipare la diagnosi, ma di cambiare radicalmente il paradigma della cura, passando da un approccio reattivo a uno preventivo e personalizzato, basato sui dati biologici individuali.<\/p>\n\n\n\n<p>Fonte scientifica<\/p>\n\n\n\n<p>Studio pubblicato su Nature Medicine: \u00abMyelin injury precedes axonal injury and symptomatic onset in multiple sclerosis\u00bb \u2014 a cura di Ahmed Abdelhak et al., University of California, San Francisco (UCSF).<\/p>\n\n\n\n<p>Claudia Montanari<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Potrebbe essere una delle scoperte pi\u00f9 importanti degli ultimi anni nella lotta alla&nbsp;sclerosi multipla, una malattia autoimmune cronica e invalidante che colpisce milioni di persone nel mondo, soprattutto donne. 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